Economia

Renzi a Cernobbio: vogliamo maglia rosa in Ue. Incontro Monti-Varoufakis. E c'è anche Letta.

Il premier incontra - virtualmente - il suo predecessore, mentre sui temi europei si fronteggiano Mario Monti e l'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis. Mattarella: "Il lavoro non può essere l'ultima variabile economica"

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CERNOBBIO - Sul lago di Como, al Workshop Ambrosetti, è il giorno della politica. Con un doppio scontro. Uno solo simbolico, perché è stato fatto di tutto perché i contendenti, Matteo Renzi ed Enrico Letta, non incrociassero la lame. Mentre l'altro, tra Mario Monti e Yanis Varoufakis è andato in scena con l'ex ministro delle Finanze greco che ha attaccato Francia e Germania: "Non ci hanno fatto discutere il piano di crescita del Paese". Intanto con un videomessaggio, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha messo i guardia gli attori sulla scena politica europea: "Il lavoro non può essere l'ultima variabile economica".

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A Villa d'Este, i protagonisti della kermesse vorrebbero molto di piu' di quello che Renzi ha definito il funerale delle tasse. Perché se si limita al taglio della Tasi, industriali e manager non sarebbero per nulla soddisfatti. Renzi ha parlato questo pomeriggio, ma in mattinata è stato preceduto da un intervento del suo predecessore a Palazzo Chigi.

La prima giornata.

In mattinata, si erano seduti allo stesso tavolo a discutere di "Conflitti e sfide nell'Unione europea" l'ex commissario alla concorrenza della Ue,  Mario Monti e l'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis: nonostante gli attacchi del greco all'austerity imposta dall'Europa, l'ex premier ha preferito non alzare il livello dello scontro. Contro l'austerity, però, si è schierato anche il ministro francese Emmanuel Macron che ha applaudito al piano del governo Renzi di tagliare le tasse.
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Poi l'atteso intervento del capo del governo. Che ha rilanciato la sua idea di crescita ("Vogliamo maglia rosa in Ue"), la soddisfazione per i dati sull'occupazione ("Il 25% di posti in più ancora non basta, ma sono numeri") e per la recuperata credibilità in Europa ("Non siamo più un problema per il Continente"). Poi ha rilanciato il suo piano di riduzione fiscale: dopo Imu e Tasi ci sarà taglio dell'Ires nel 2017 e si interverrà sull'Irpef nel 2018.