MILANO - L'incertezza domina sui mercati del Vecchio continente nell'ultima seduta della settimana. Da un lato c'è l'attesa per i dati in arrivo dalla Cina nel week end, quando Pechino diffonderà le letture di agosto relative a vendite al dettaglio e produzione industriale, dall'altro si aspettano segnali dagli Stati Uniti con la riunione della Federal Reserve sui tassi in agenda il 16 e il 17 settembre. I due appuntamenti, però, sono in qualche modo correlati: se il timore del primo rialzo dei tassi dal 2007 da parte della Fed è alimentato dal continuo calo delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e dalla crescente offerte di posti di lavoro, l'invito alla prudenza arriva proprio dal contesto internazionale.
La Cina mostra segni di rallentamento evidenti che potrebbero essere confermati proprio dai dati in arrivo nel fine settimana e - anche per questo - il Fmi insieme alla Banca Mondiale stanno facendo pressioni sul governatore Janet Yellen affinché non acceleri i tempi della stretta. D'altra parte nonostante il crollo del petrolio (oggi in calo a 45,25 dollari al barile) e il basso costo del denaro la ripresa globale stenta. Insomma l'unico vero motore del pianeta sono gli Stati Uniti e gli economisti temono gli effetti a catene di una brusca frenata americana.
A questo si sommano i dati in arrivo dalla Germania dove l'inflazione è ferma a zero ad agosto e in crescita dello 0,2% su anno. I prezzi tedeschi, quindi, ristagnano dopo due mesi di calo a dimostrazione che la ripresa avviata in primavera si è già fermata. Nonostante il balzo della produzione industriale italiana a luglio, i mercati Ue sono deboli: Milano chiude la seduta in calo dello 0,63%, Londra dello 0,62%, Parigi dell'1,04%, mentre Francoforte arretra dello 0,85%. A Wall Street, alla chiusura dei mercati del Vecchio continente, il Dow Jones oscilla intorno alla parità, l'S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq arretra dello 0,1%.
L'euro chiude in rialzo a 1,1284 dollari e 136,11 yen, dopo aver toccato un picco di 1,1310 dollari. Lo spread è stabile in area 115 punti base con i Btp che sul mercato secondario rendono l'1,82%. Il Tesoro ha collocato Btp a 3, 7 e 30 anni per 7,75 miliardi, con tassi in calo. Il rendimento medio del triennale è sceso allo 0,24% dallo 0,48% del 13 luglio, quello del 7 anni all'1,37% dall'1,6% e quello del trentennale al 2,96% dal 3,24%. In mattinata la Borsa di Tokyo ha terminato a -0,19% gli scambi di una seduta incerta. Sul fronte delle materie prime, l'oro resta su bassi livelli e scambia a 1.112,18 dollari l'oncia.
La Cina mostra segni di rallentamento evidenti che potrebbero essere confermati proprio dai dati in arrivo nel fine settimana e - anche per questo - il Fmi insieme alla Banca Mondiale stanno facendo pressioni sul governatore Janet Yellen affinché non acceleri i tempi della stretta. D'altra parte nonostante il crollo del petrolio (oggi in calo a 45,25 dollari al barile) e il basso costo del denaro la ripresa globale stenta. Insomma l'unico vero motore del pianeta sono gli Stati Uniti e gli economisti temono gli effetti a catene di una brusca frenata americana.
A questo si sommano i dati in arrivo dalla Germania dove l'inflazione è ferma a zero ad agosto e in crescita dello 0,2% su anno. I prezzi tedeschi, quindi, ristagnano dopo due mesi di calo a dimostrazione che la ripresa avviata in primavera si è già fermata. Nonostante il balzo della produzione industriale italiana a luglio, i mercati Ue sono deboli: Milano chiude la seduta in calo dello 0,63%, Londra dello 0,62%, Parigi dell'1,04%, mentre Francoforte arretra dello 0,85%. A Wall Street, alla chiusura dei mercati del Vecchio continente, il Dow Jones oscilla intorno alla parità, l'S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq arretra dello 0,1%.
L'euro chiude in rialzo a 1,1284 dollari e 136,11 yen, dopo aver toccato un picco di 1,1310 dollari. Lo spread è stabile in area 115 punti base con i Btp che sul mercato secondario rendono l'1,82%. Il Tesoro ha collocato Btp a 3, 7 e 30 anni per 7,75 miliardi, con tassi in calo. Il rendimento medio del triennale è sceso allo 0,24% dallo 0,48% del 13 luglio, quello del 7 anni all'1,37% dall'1,6% e quello del trentennale al 2,96% dal 3,24%. In mattinata la Borsa di Tokyo ha terminato a -0,19% gli scambi di una seduta incerta. Sul fronte delle materie prime, l'oro resta su bassi livelli e scambia a 1.112,18 dollari l'oncia.