MILANO - All'indomani del rally innescato dal rialzo dei tassi deciso dalla Federal Reserve, sui mercati del Vecchio continente tornano le prese di beneficio. Condizionate anche dai timori sul prezzo del petrolio che stanno affossando la seduta di Wall Street dove, alla chiusura il Dow Jones perde il 2,12% a 17.125,58 punti, il Nasdaq cede l'1,59% a 4.923,08.
Mercoledì sera il presidente della Fed, Janet Yellen, ha rassicurato sullo stato dell'economia americana, non intravedendo rischi di recessione e spiegando di voler procedere con un aumento graduale dei tassi di interesse: a questo punto le prossime mosse sono attese per marzo, ma gli analisti sono convinti che l'anno prossimo ci saranno quattro rialzo che porteranno il costo del denaro all'1,5%. La Bce, intanto, ha scattato un quadro più cauto rassicurando sulla volontà e la capacità di agire con ogni strumento a sostegno dell'inflazione, nel suo bollettino mensile, l'Eurotower ha messo in evidenza come ci sono ancora rischi sulla crescita. Rischi che sono soprattutto geopolitici e legati alle incertezze sull'evoluzione dell'economia globale, in grado comunque di influire sulla crescita, la domanda di esportazioni e la fiducia.
Gli investitori, poi, tornano a fare i conti con una giornata di scadenze tecniche: oggi è il venerdì delle 'tre streghe', scadono anche a Milano le opzioni dell'ultimo trimestre e dell'ultimo mese su futures e indici. Giornata delle triple witches anche a Wall Street, l'ultima del 2015. A Milano Piazza Affari chiude in calo dell'1,31%, Londra lo 0,76%, Francoforte l'1,21% e Parigi l'1,06%. Sul mercato valutario il dollaro continua forte contro l'euro e spinge la divisa unica a 1,084 dollari (1,0816 ieri in chiusura) e a 131,71 yen (132,68 yen). Lo spread è stabile in area 100 punti base con i Btp che rendono l'1,56%.
Ultima seduta di settimana negativa, questa mattina, per i mercati asiatici e dell'area del Pacifico, con Tokyo decisamente debole (Nikkei -1,9%) dopo la decisione della Banca centrale che ha rafforzato lo yen e frenato il listino azionario nipponico. Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio resta sotto la soglia dei 35 dollari sul mercato, avviandosi a chiudere la terza settimana in calo. Il greggio Wti del Texas cede 12 centesimi a 34,83 dollari oscillando attorno ai minimi degli ultimi 7 anni, colpito dal rialzo dei tassi della Fed Usa e dall'aumento delle scorte. Perde terreno anche il Brent, cedendo 7 centesimi a 37,13 dollari. Debole anche l'oro: il metallo con consegna immediata segna un calo dello 0,4% a 1054 dollari l'oncia.
Mercoledì sera il presidente della Fed, Janet Yellen, ha rassicurato sullo stato dell'economia americana, non intravedendo rischi di recessione e spiegando di voler procedere con un aumento graduale dei tassi di interesse: a questo punto le prossime mosse sono attese per marzo, ma gli analisti sono convinti che l'anno prossimo ci saranno quattro rialzo che porteranno il costo del denaro all'1,5%. La Bce, intanto, ha scattato un quadro più cauto rassicurando sulla volontà e la capacità di agire con ogni strumento a sostegno dell'inflazione, nel suo bollettino mensile, l'Eurotower ha messo in evidenza come ci sono ancora rischi sulla crescita. Rischi che sono soprattutto geopolitici e legati alle incertezze sull'evoluzione dell'economia globale, in grado comunque di influire sulla crescita, la domanda di esportazioni e la fiducia.
Gli investitori, poi, tornano a fare i conti con una giornata di scadenze tecniche: oggi è il venerdì delle 'tre streghe', scadono anche a Milano le opzioni dell'ultimo trimestre e dell'ultimo mese su futures e indici. Giornata delle triple witches anche a Wall Street, l'ultima del 2015. A Milano Piazza Affari chiude in calo dell'1,31%, Londra lo 0,76%, Francoforte l'1,21% e Parigi l'1,06%. Sul mercato valutario il dollaro continua forte contro l'euro e spinge la divisa unica a 1,084 dollari (1,0816 ieri in chiusura) e a 131,71 yen (132,68 yen). Lo spread è stabile in area 100 punti base con i Btp che rendono l'1,56%.
Ultima seduta di settimana negativa, questa mattina, per i mercati asiatici e dell'area del Pacifico, con Tokyo decisamente debole (Nikkei -1,9%) dopo la decisione della Banca centrale che ha rafforzato lo yen e frenato il listino azionario nipponico. Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio resta sotto la soglia dei 35 dollari sul mercato, avviandosi a chiudere la terza settimana in calo. Il greggio Wti del Texas cede 12 centesimi a 34,83 dollari oscillando attorno ai minimi degli ultimi 7 anni, colpito dal rialzo dei tassi della Fed Usa e dall'aumento delle scorte. Perde terreno anche il Brent, cedendo 7 centesimi a 37,13 dollari. Debole anche l'oro: il metallo con consegna immediata segna un calo dello 0,4% a 1054 dollari l'oncia.