MILANO - Continua la trepidante attesa dei mercati per le decisioni della Federal Reserve: domani inizia la riunione della Banca centrale Usa che giovedì diffonderà il verdetto sui tassi. Il costo del denaro, che non viene rialzato dal 2006, ha il 30% di possibilità di essere rivisto al rialzo, secondo i future sui Fed Funds che anticipano le variazioni di politica monetaria: la quota è leggermente salita dal 28% degli ultimi giorni, ma a inizio agosto si era sopra il 40%. In ansia per il verdetto di Washington, i mercati scontano la debolezza che viene da Oriente, dove la Cina continua a destare preoccupazione nonostante gli interventi annunciati da Pechino, che ha per esempio messo mano alla grande riforma delle società statali. La Banca centrale del Giappone ha nel frattempo lasciato invariato il suo intervento in favore della ripresa economica, demandando di fatto al governo di Shinzo Abe l'onere di mettere in campo le riforme e gli sgravi necessari a rilanciare il Sol Levante ancora in difficoltà. La BoJ manterrà invariato l'obiettivo di ampliamento della base monetaria a 80mila miliardi di yen, poco meno di 600 miliardi di euro.
I listini Ue vivono una giornata volatile e accelerano sul finale. Milano archivia la giornata in rialzo dell'1,62%, Parigi sale dell'1,32%, Francoforte dello 0,76% e Londra dell'1,06%. Sotto i riflettori il comparto auto: le immatricolazioni europee sono salite dell'11,5% ad agosto, con Fca che ha visto crescere la quota al 5,1%. Wall Street, reduce da una seduta debole, chiude in rialzo nonostante i deludenti dati su vendite al dettaglio e produzione industriale in Usa. Anzi, proprio i dati incerti il giorno prima della Fed spingono gli investitori a credere che non ci saranno novità da Washington. E a fine seduta l'indice Dow Jones avanza dell'1,40%, il Nasdaq dell'1,14% e lo S&P 500 dell'1,3%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo pur se sui minimi di giornata, dopo tre segni meno: il Nikkei ha guadagnato lo 0,34% a 18.026,48 punti (+60,78 punti della chiusura precedente). La BoJ ha spiegato che "l'economia giapponese continua a recuperare moderatamente", mentre "le esportazioni e le importazioni industriali sono influenzate dal rallentamento delle economie emergenti". Ancora difficile la seduta di Shanghai, dove il listino chiude in rosso del 3,52% in linea con il risultato di ieri; rosso più pesante per Shenzhen, che ieri ha perso oltre sei punti e oggi è arretrata quasi del 5%.
In Francia, l'inflazione segna +0,3% in agosto, mentre resta ferma su anno e finisce così sotto le attese. In Gran Bretagna i prezzi hanno segnato +0,2%, sempre ad agosto, e sono rimasti stabili su anno. Dalla Germania si segnala il calo dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche, legato alla crisi delle economie dei paesi emergenti: l'indice di settembre è sceso a 12,1 punti da 25 di agosto, segnando così il sesto calo consecutivo e portandosi al di sotto delle stime del mercato, che si attendeva un ribasso più contenuto a quota 18,3; intanto, sempre a luglio, l'economia tedesca ha registrato circa 5,4 milioni addetti del settore manifatturiero impiegati in imprese con più di 50 persone, in crescita dello 0,8% rispetto al 2014, pari a 43mila unità. Nell'Eurozona, Eurostat rileva che nel secondo trimestre 2015 gli occupati sono aumentati dello 0,3% e nella Ue dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi (+0,2% e +0,3% rispettivamente). In Italia, l'occupazione è aumentata dello 0,2% rispetto al primo trimestre e dello 0,3% rispetto a un anno prima. Sempre l'istituto statistico comunitario comunica poi che a luglio il commercio di beni della zona euro ha registrato un surplus di 31,4 miliardi, rispetto a 21,2 miliardi di un anno prima. Negli Usa le vendite al dettaglio salgono dello 0,2% ad agosto - in linea con le attese - mentre resta debole l'indice Empire State a -14,6 punti.
L'euro chiude a un minimo di seduta di 1,1268 dollari dopo essersi riportato sopra quota 1,13 a metà giornata. Poco mosso lo spread fra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna quota 114 punti. Il rendimento espresso è pari all'1,88%. Il direttore del Tesoro, Maria Cannata, ha detto che per quest'anno non sono previste nuove emissioni di Btp Italia. Quanto alle materie prime, il prezzo del petrolio si presenta in rialzo a New York. Le previsioni di un calo della produzione nel 2016 contenute negli ultimi bollettini di Aie e Opec sostengono acquisti che rimangono timidi a causa dei nuovi segnali di un rallentamento dell'economia cinese. Il light crude Wti guadagna 44 cent a 44,44 dollari al barile, il Brent di Londra avanza di 27 cent a 46,64 dollari al barile.
I listini Ue vivono una giornata volatile e accelerano sul finale. Milano archivia la giornata in rialzo dell'1,62%, Parigi sale dell'1,32%, Francoforte dello 0,76% e Londra dell'1,06%. Sotto i riflettori il comparto auto: le immatricolazioni europee sono salite dell'11,5% ad agosto, con Fca che ha visto crescere la quota al 5,1%. Wall Street, reduce da una seduta debole, chiude in rialzo nonostante i deludenti dati su vendite al dettaglio e produzione industriale in Usa. Anzi, proprio i dati incerti il giorno prima della Fed spingono gli investitori a credere che non ci saranno novità da Washington. E a fine seduta l'indice Dow Jones avanza dell'1,40%, il Nasdaq dell'1,14% e lo S&P 500 dell'1,3%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo pur se sui minimi di giornata, dopo tre segni meno: il Nikkei ha guadagnato lo 0,34% a 18.026,48 punti (+60,78 punti della chiusura precedente). La BoJ ha spiegato che "l'economia giapponese continua a recuperare moderatamente", mentre "le esportazioni e le importazioni industriali sono influenzate dal rallentamento delle economie emergenti". Ancora difficile la seduta di Shanghai, dove il listino chiude in rosso del 3,52% in linea con il risultato di ieri; rosso più pesante per Shenzhen, che ieri ha perso oltre sei punti e oggi è arretrata quasi del 5%.
In Francia, l'inflazione segna +0,3% in agosto, mentre resta ferma su anno e finisce così sotto le attese. In Gran Bretagna i prezzi hanno segnato +0,2%, sempre ad agosto, e sono rimasti stabili su anno. Dalla Germania si segnala il calo dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche, legato alla crisi delle economie dei paesi emergenti: l'indice di settembre è sceso a 12,1 punti da 25 di agosto, segnando così il sesto calo consecutivo e portandosi al di sotto delle stime del mercato, che si attendeva un ribasso più contenuto a quota 18,3; intanto, sempre a luglio, l'economia tedesca ha registrato circa 5,4 milioni addetti del settore manifatturiero impiegati in imprese con più di 50 persone, in crescita dello 0,8% rispetto al 2014, pari a 43mila unità. Nell'Eurozona, Eurostat rileva che nel secondo trimestre 2015 gli occupati sono aumentati dello 0,3% e nella Ue dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi (+0,2% e +0,3% rispettivamente). In Italia, l'occupazione è aumentata dello 0,2% rispetto al primo trimestre e dello 0,3% rispetto a un anno prima. Sempre l'istituto statistico comunitario comunica poi che a luglio il commercio di beni della zona euro ha registrato un surplus di 31,4 miliardi, rispetto a 21,2 miliardi di un anno prima. Negli Usa le vendite al dettaglio salgono dello 0,2% ad agosto - in linea con le attese - mentre resta debole l'indice Empire State a -14,6 punti.
L'euro chiude a un minimo di seduta di 1,1268 dollari dopo essersi riportato sopra quota 1,13 a metà giornata. Poco mosso lo spread fra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna quota 114 punti. Il rendimento espresso è pari all'1,88%. Il direttore del Tesoro, Maria Cannata, ha detto che per quest'anno non sono previste nuove emissioni di Btp Italia. Quanto alle materie prime, il prezzo del petrolio si presenta in rialzo a New York. Le previsioni di un calo della produzione nel 2016 contenute negli ultimi bollettini di Aie e Opec sostengono acquisti che rimangono timidi a causa dei nuovi segnali di un rallentamento dell'economia cinese. Il light crude Wti guadagna 44 cent a 44,44 dollari al barile, il Brent di Londra avanza di 27 cent a 46,64 dollari al barile.