MILANO - L'attesa per le decisioni della Federal Reserve, che si appresta ad annunciare se verrà alzato il costo del denaro, viene vissuta con cautela dai mercati globali: alla giornata di rialzi registrata a Tokyo fa seguito l'andamento incerto delle Borse europee, che comunque chiudono con uno spunto positivo. Milano termina in rialzo dello 0,18%. Timide anche le altre: Parigi cresce dello 0,2%, Londra arretra dello 0,46% e Francoforte resta invariata (+0,02%). Wall Street, reduce da una seconda giornata di rialzi ma con volumi modesti, tratta poco mossa: quando in Europa terminano gli scambi, lo S&P500 oscilla sulla parità, mentre Dow Jones e Nasdaq salgono dello 0,15% circa. Resta invece critica la situazione di Shanghai, che dopo il recupero della vigilia torna in pesante ribasso fino a chiudere in calo del 2,1%.
La Fed cambia le piume, ma la muta sarà lenta
I dati economici in chiaroscuro "e il rallentamento dell'economia globale impediranno alla Fed di alzare i tassi in maniera aggressiva", ha commentato da Bangkok Jintana Mekintharanggur all'agenzia Bloomberg. "Questo dovrebbe dar manforte alle valutazioni degli asset al di fuori degli Stati Uniti, in particolar modo nei mercati emergenti che hanno visto grandi deflussi di capitali in scia ai timori di un rafforzamento del dollaro". Chi scommette sullo status quo ricorda le turbolenze finanziarie cinesi. Resta pur vero, sostengono altri analisti ad esempio dalla Cassa Lombarda, che la Fed non deve farsi guidare dall'andamento dei mercati finanziari, piuttosto dai dati reali che mostrano per gli Usa un ottimo mercato del lavoro e una ripresa dei prezzi.
Rialzo dei tassi: cosa tenere d'occhio e chi vince
L'euro tratta stabile sopra quota 1,13 dollari in attesa della decisione di Janet Yellen e degli altri banchieri centrali: i mercati sono pronti a scommettere che la Banca centrale Usa lascerà i tassi invariati, come d'altra parte mostra l'analisi dei future sui Fed Funds, che anticipano i movimenti della politica monetaria e accreditano il 32% di possibilità di un innalzamento dei tassi questa sera, in area 0,25-0,5% dall'attuale banda 0-0,25%. Per salire oltre il 50% bisogna attendere il meeting di dicembre. Gli economisti sono divisi: nel panel di 113 analisti di Bloomberg, 54 prevedono un rialzo dei tassi. La moneta unica passa di mano a 1,132 dollari e si avvicina a 137 yen. Lo spread tra Btp decennali e corrispettivi Bund tedeschi rimane in area 114 punti, in linea con i livelli di ieri, mentre il rendimento dei titoli di Stato italiani è all'1,92%. La Bce ha pubblicato il bollettino economico, sottolineando i rischi sulla ripresa derivanti dalla crisi dei mercati emergenti, mentre in Italia la bilancia commerciale di luglio ha segnato 8 miliardi di attivo a luglio. Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono aumentate dello 0,2% in agosto rispetto a luglio e del 3,7% su base annua, poco sotto le attese.
Negli Usa, prima del verdetto Fed si registra un nuovo segnale di forza del mercato del lavoro: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 11mila unità a quota 264mila nella settimana al 12 settembre, oltre le attese. Nettamente meglio delle aspettative anche il deficit delle partite correnti: è sceso nel secondo trimestre a 109,68 miliardi di dollari. In calo, invece, i nuovi cantieri: -3% ad agosto. Male anche l'indice Philadelphia Fed, che crolla a -6 a settembre, sotto le attese.
Come accennato, in mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso a +1,43%, a ridosso dei massimi intraday: l'indice Nikkei è salito di 260,67 punti, a 18.432,27, con l'indebolimento dello yen, mentre non ha registrato effetti negativi il taglio del rating sul Giappone da parte di S&P's (da AA- ad A+,outlook stabile). Incerti anche i dati macroeconomici: le esportazioni giapponesi di agosto hanno mostrato un progresso del 3,1% rispetto al +7,6% messo a segno nel mese precedente e hanno deluso le attese.
Dopo il recupero di ieri, a seguito del calo delle scorte Usa oltre le attese, i prezzi del petrolio si stabilizzano: alla chiusura dei mercati europei il Wti è poco sopra la soglia di 47 dollari al barile, mentre il Brent lima quasi un punto percentuale in area 49,3 dollari. Anche per quanto riguarda le materie prime c'è attesa per le parole di Janet Yellen; intanto, le quotazioni dell'oro si mantengono vicini ai livelli raggiunti ieri, quando il metallo prezioso aveva registrato il più forte aumento da un mese: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.118 dollari l'oncia.
La Fed cambia le piume, ma la muta sarà lenta
I dati economici in chiaroscuro "e il rallentamento dell'economia globale impediranno alla Fed di alzare i tassi in maniera aggressiva", ha commentato da Bangkok Jintana Mekintharanggur all'agenzia Bloomberg. "Questo dovrebbe dar manforte alle valutazioni degli asset al di fuori degli Stati Uniti, in particolar modo nei mercati emergenti che hanno visto grandi deflussi di capitali in scia ai timori di un rafforzamento del dollaro". Chi scommette sullo status quo ricorda le turbolenze finanziarie cinesi. Resta pur vero, sostengono altri analisti ad esempio dalla Cassa Lombarda, che la Fed non deve farsi guidare dall'andamento dei mercati finanziari, piuttosto dai dati reali che mostrano per gli Usa un ottimo mercato del lavoro e una ripresa dei prezzi.
Rialzo dei tassi: cosa tenere d'occhio e chi vince
L'euro tratta stabile sopra quota 1,13 dollari in attesa della decisione di Janet Yellen e degli altri banchieri centrali: i mercati sono pronti a scommettere che la Banca centrale Usa lascerà i tassi invariati, come d'altra parte mostra l'analisi dei future sui Fed Funds, che anticipano i movimenti della politica monetaria e accreditano il 32% di possibilità di un innalzamento dei tassi questa sera, in area 0,25-0,5% dall'attuale banda 0-0,25%. Per salire oltre il 50% bisogna attendere il meeting di dicembre. Gli economisti sono divisi: nel panel di 113 analisti di Bloomberg, 54 prevedono un rialzo dei tassi. La moneta unica passa di mano a 1,132 dollari e si avvicina a 137 yen. Lo spread tra Btp decennali e corrispettivi Bund tedeschi rimane in area 114 punti, in linea con i livelli di ieri, mentre il rendimento dei titoli di Stato italiani è all'1,92%. La Bce ha pubblicato il bollettino economico, sottolineando i rischi sulla ripresa derivanti dalla crisi dei mercati emergenti, mentre in Italia la bilancia commerciale di luglio ha segnato 8 miliardi di attivo a luglio. Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono aumentate dello 0,2% in agosto rispetto a luglio e del 3,7% su base annua, poco sotto le attese.
Negli Usa, prima del verdetto Fed si registra un nuovo segnale di forza del mercato del lavoro: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 11mila unità a quota 264mila nella settimana al 12 settembre, oltre le attese. Nettamente meglio delle aspettative anche il deficit delle partite correnti: è sceso nel secondo trimestre a 109,68 miliardi di dollari. In calo, invece, i nuovi cantieri: -3% ad agosto. Male anche l'indice Philadelphia Fed, che crolla a -6 a settembre, sotto le attese.
Come accennato, in mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso a +1,43%, a ridosso dei massimi intraday: l'indice Nikkei è salito di 260,67 punti, a 18.432,27, con l'indebolimento dello yen, mentre non ha registrato effetti negativi il taglio del rating sul Giappone da parte di S&P's (da AA- ad A+,outlook stabile). Incerti anche i dati macroeconomici: le esportazioni giapponesi di agosto hanno mostrato un progresso del 3,1% rispetto al +7,6% messo a segno nel mese precedente e hanno deluso le attese.
Dopo il recupero di ieri, a seguito del calo delle scorte Usa oltre le attese, i prezzi del petrolio si stabilizzano: alla chiusura dei mercati europei il Wti è poco sopra la soglia di 47 dollari al barile, mentre il Brent lima quasi un punto percentuale in area 49,3 dollari. Anche per quanto riguarda le materie prime c'è attesa per le parole di Janet Yellen; intanto, le quotazioni dell'oro si mantengono vicini ai livelli raggiunti ieri, quando il metallo prezioso aveva registrato il più forte aumento da un mese: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.118 dollari l'oncia.