La vittoria di Tsipras rassicura le Borse europee. Spread in calo
di GIULIANO BALESTRERII mercati sono convinti che il premier garantirà stabilità e rispetterà gli accordi presi con l'Ue affinché Atene rimanga all'interno dell'Eurozona. Milano chiude in rialzo dell'1,12%, Francoforte zavorrata dal tracollo di Volkswagen
MILANO - I mercati impegnati a digerire la decisione della Federal Reserve, che ha rinviato il rialzo dei tassi per le preoccupazioni sul fronte economico che arrivano dall'Asia, non si scompongono per la vittoria in Grecia di Syriza che riporterà al governo Alexis Tsipras. Da un lato gli addetti ai lavori sono consapevoli del fatto che nessuno dei candidati avrebbe potuto sovvertire il percorso di risanamento avviato dalla Grecia dopo l'intesa con la Troika, dall'altro l'esito del voto ha fornito proprio il risultato che gli investitori internazionali e gli analisti auspicavano: una vittoria di Syriza che portasse la Grecia a un periodo di stabilità politica rafforzando, scrivevano nei giorni scorsi gli economisti di Unicredit, "il consenso pubblico sulla necessità di rispettare gli impegni sulle riforme e sull'austerity come prezzo da pagare per restare nell'Eurozona". Secondo gli analisti di Barclays, il risultato elettorale &e…
MILANO - I mercati impegnati a digerire la decisione della Federal Reserve, che ha rinviato il rialzo dei tassi per le preoccupazioni sul fronte economico che arrivano dall'Asia, non si scompongono per la vittoria in Grecia di Syriza che riporterà al governo Alexis Tsipras. Da un lato gli addetti ai lavori sono consapevoli del fatto che nessuno dei candidati avrebbe potuto sovvertire il percorso di risanamento avviato dalla Grecia dopo l'intesa con la Troika, dall'altro l'esito del voto ha fornito proprio il risultato che gli investitori internazionali e gli analisti auspicavano: una vittoria di Syriza che portasse la Grecia a un periodo di stabilità politica rafforzando, scrivevano nei giorni scorsi gli economisti di Unicredit, "il consenso pubblico sulla necessità di rispettare gli impegni sulle riforme e sull'austerity come prezzo da pagare per restare nell'Eurozona". Secondo gli analisti di Barclays, il risultato elettorale è complessivamente positivo: per quanto abbia mancato la maggioranza assoluta, Syriza ha ricevuto un significativo mandato dalla popolazione, superiore a quanto indicavano i recenti sondaggi, a dispetto del suo recente cambio di rotta nella linea politica. "E' un chiaro mandato a implementare il terzo piano di salvataggio" affermano gli analisti aggiungendo che ci si aspetta che l'alleanza Syriza-Greci Indipendenti sia più stabile rispetto alle coalizioni a tre partiti ipotizzate alla vigilia.
Con queste premesse, Piazza Affari apre in rosso ma gira in rialzo e accelera fino a chiudere in rialzo dell'1,12%. Bene anche Parigi, che chiude in rialzo dell'1,09%, mentre Londra resta sulla pari (+0,08%). Atene termina gli scambi poco mossa, con un calo dello 0,58%, mentre Francoforte segna +0,33% dopo una mattinata difficile durante la quale è stata zavorrata dal tracollo di Volkswagen (-19,4%) dopo l'avvio dell'inchiesta Usa sui gas di scarico. Wall Street, reduce da un venerdì di forti vendite, tratta in recupero: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,77% chiudendo a 16.510,19 punti, il Nasdaq è avanzato dello 0,04% a 4.828,96 punti e l'indice S&P 500 ha chiuso a +0,46% a 1.966,97 punti.
L'euro, dopo l'iniziale rafforzamento, chiude in calo a 1,1201 dollari, prossimo ai minimi di giornata. Secondo i trader, non si tratta di un ritorno a una tendenza rialzista del biglietto verde ma una correzione successiva al tonfo seguito la settimana scorsa alla decisione della Fed di rimandare l'aumento dei tassi. Lo yen arretra sul dollaro (120,51) e si rafforza sull'euro (135,03). Lo spread tra decennali italiani e tedeschi si stabilizza in area 110 punti, con i Btp che rendono l'1,8%.
Sul fronte macroeconomico la giornata non presenta spunti di particolare rilievo (l'agenda di mercati), ma in Germania prezzi alla produzione sono scesi dello 0,5% ad agosto rispetto al mese precedente registrando un calo dell'1,7% annuo. Il calo è maggiore delle attese che erano per una flessione dello 0,4% congiunturale e dell'1,6% tendenziale. Esclusa l'energia i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,2% e dello 0,5% su anno. A luglio i prezzi erano rimasti invariati su mese e avevano registrato un calo annuo dell'1,3 per cento. Dagli Stati Uniti si registra il calo delle vendite di case esistenti: -4,8% ad agosto.
Niente contrattazioni oggi per la Borsa di Tokyo: la piazza azionaria del Sol Levante infatti è chiusa per festività nazionale in Giappone. Il listino riaprirà giovedì. Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio è in rialzo: a New York le quotazioni salgono quasi del 3% a 46 dollari al barile alla chiusura dei mercati Ue. In ribasso, invece, le quotazioni dell'oro: il lingotto viene scambiato a 1.131 dollari l'oncia.
Con queste premesse, Piazza Affari apre in rosso ma gira in rialzo e accelera fino a chiudere in rialzo dell'1,12%. Bene anche Parigi, che chiude in rialzo dell'1,09%, mentre Londra resta sulla pari (+0,08%). Atene termina gli scambi poco mossa, con un calo dello 0,58%, mentre Francoforte segna +0,33% dopo una mattinata difficile durante la quale è stata zavorrata dal tracollo di Volkswagen (-19,4%) dopo l'avvio dell'inchiesta Usa sui gas di scarico. Wall Street, reduce da un venerdì di forti vendite, tratta in recupero: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,77% chiudendo a 16.510,19 punti, il Nasdaq è avanzato dello 0,04% a 4.828,96 punti e l'indice S&P 500 ha chiuso a +0,46% a 1.966,97 punti.
L'euro, dopo l'iniziale rafforzamento, chiude in calo a 1,1201 dollari, prossimo ai minimi di giornata. Secondo i trader, non si tratta di un ritorno a una tendenza rialzista del biglietto verde ma una correzione successiva al tonfo seguito la settimana scorsa alla decisione della Fed di rimandare l'aumento dei tassi. Lo yen arretra sul dollaro (120,51) e si rafforza sull'euro (135,03). Lo spread tra decennali italiani e tedeschi si stabilizza in area 110 punti, con i Btp che rendono l'1,8%.
Sul fronte macroeconomico la giornata non presenta spunti di particolare rilievo (l'agenda di mercati), ma in Germania prezzi alla produzione sono scesi dello 0,5% ad agosto rispetto al mese precedente registrando un calo dell'1,7% annuo. Il calo è maggiore delle attese che erano per una flessione dello 0,4% congiunturale e dell'1,6% tendenziale. Esclusa l'energia i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,2% e dello 0,5% su anno. A luglio i prezzi erano rimasti invariati su mese e avevano registrato un calo annuo dell'1,3 per cento. Dagli Stati Uniti si registra il calo delle vendite di case esistenti: -4,8% ad agosto.
Niente contrattazioni oggi per la Borsa di Tokyo: la piazza azionaria del Sol Levante infatti è chiusa per festività nazionale in Giappone. Il listino riaprirà giovedì. Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio è in rialzo: a New York le quotazioni salgono quasi del 3% a 46 dollari al barile alla chiusura dei mercati Ue. In ribasso, invece, le quotazioni dell'oro: il lingotto viene scambiato a 1.131 dollari l'oncia.