Economia

Le Borse rimbalzano con la Yellen: il Pil Usa cresce del 3,9%. In recupero l'auto

Il presidente della Fed ha confermato che il rialzo dei tassi inizierà entro fine anno, se la crescita proseguirà come atteso. Il comparto auto prova a dimenticare lo scandalo Volkswagen. Milano chiude in rally del 3,6%

2 minuti di lettura
MILANO - Le Borse del Vecchio continente si lasciano alle spalle lo scandalo Volkswagen e il suo software che truccava i dati sull'emissioni di gas: installato su almeno 11 milioni di auto il dispositivo sta facendo deflagrare l'intero comparto auto travolto dalle vendite per tutta la settimana. Oggi è attesa la nomina del successore dell'ad Martin Winterkorn: con ogni probabilità sarà Matthias Mueller, numero uno di Porsche.

Nell'ultima seduta di un'ottava tribolata, quindi, i listini europei rialzano la testa in scia soprattutto alla dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen: ieri dal Massachusetts ha ribadito che probabilmente la stretta monetaria inizierà entro fine anno. A maggior ragione dopo che la crescita dell'economia americana nel secondo trimestre è stata rivista al rialzo al 3,9% dal 3,7%.

"Molti dei miei colleghi e io stessa - ha detto Yellen - anticipiamo che sarà appropriato alzare i tassi di interesse a un certo punto quest'anno e continuare successivamente ad alzarli gradualmente mentre il mercato del lavoro migliora ulteriormente e l'inflazione ritorna verso il nostro target del 2%". La Fed ha in programma altre due riunione prima di gennaio: a ottobre e dicembre. Yellen però ha anche sottolineato che il percorso che porta alla normalità della politica monetaria inizierà solo se l'economia proseguirà come atteso dagli economisti della Fed. Insomma, le parole che i mercati volevano sentirsi dire. Immediata la reazione dell'euro che s'indebolisce fino a chiudere sotto quota 1,12 dollari, per la precisione a 1,1174 dollari e 134,95 yen.

Bene le Borse: Piazza Affari chiude in rialzo del 3,68%, Londra del 2,47%, Francoforte del 2,77% e Parigi del 3,07%. Anche Wall Street tratta in territorio positivo dopo la terza giornata consecutiva di ribassi: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale dell'1,25%, il Nasdaq recupero lo 0,7%, lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,9%. Sugli scudi l'intero comparto auto dopo le vendite degli ultimi giorni: ne approfitta anche Fca, nonostante Volkswagen chiuda di nuovo in forte ribasso sui numeri di veicoli truccati in Germania (2,8 milioni). Sui mercati si registra, come accennato, la revisione al rialzo del Pil Usa nel secondo trimestre: l'accelerazione dell'economia è stata del 3,9% rispetto al +3,7% della precedente stima. Bene i  consumi, che sono aumentati del 3,6%. Oltre le attese la fiducia misurata dall'Università del Michiga, a 87,2 punti. Anche in Francia l'indice della fiducia è salito oltre le attese a quota 97 punti.

In calo lo spread in area 110 punti base, mentre i Btp rendono l'1,77%. Il Tesoro ha collocato tutti i 2 miliardi di euro di Ctz a 24 mesi con un tasso allo 0,116% (-0,049% rispetto ad asta precedente). Venduti anche Btp indicizzati all'inflazione dell'Eurozona, con scadenze rispettive settembre 2021 e settembre 2024, per il massimo importo complessivo di un miliardo. Il tasso sul Btpei 2021 si è attestato allo 0,32% e quello sul Btpei 2024 allo 0,84%.

Chiusura positiva, questa mattina, per la Borsa di Tokyo sulla scia del discorso della presidente della Fed: l'indice Nikkei ha guadagnato  l'1,76% in una seduta molto attiva con 2,64 miliardi di titoli scambiati sul mercato principale. A sostenere le quotazioni contribuisce anche il primo calo dell'inflazione dall'aprile 2013: l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un arretramento dello 0,1%, una dato che alimenta le speranze degli investitori di un incremento delle politiche di stimolo economico.

La revisione al rialzo del Pil statunitense spinge il prezzo del petrolio ad avanzare sui circuiti di New York: quando in Europa terminano gli scambi, il Wti sale di un punto percentuale e mezzo a 45,6 dollari al barile, il Brent di Londra sale dello 0,8% a 48,5 dollari al barile. Le quotazioni dell'oro scendono rispetto ai massimi da un mese raggiunti dopo l'annuncio della Fed di un probabile rialzo: il lingotto con consegna immediata cede lo 0,8% a 1.144 dollari l'oncia.