Economia

Allarme usura, la Cgia: "Con calo dei prestiti è boom"

Il Campania l'indice calcolato dall'associazione degli artigiani di Mestre supera del 55% la media nazionale. In quattro anni il credito erogato alle imprese è sceso di quasi 105 miliardi

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MILANO - Tra la fine di giugno del 2011 e lo stesso periodo del 2015, l'ammontare degli impieghi bancari alle imprese è diminuito di 104,6 miliardi di euro, mentre il numero di estorsioni e di delitti legati all'usura denunciato dalle forze dell'ordine all'Autorità giudiziaria è aumentato in misura esponenziale. Lo indica la Cgia di Mestre, secondo la quale se nel 2011 le denunce di usura erano 352, nel 2013 (ultimo dato disponibile) sono salite a 460 (+30,7 per cento); le estorsioni, invece, sono passate da 6.099 a 6.884 (+12,9 per cento). Nell'ultimo indice del rischio di usura, che da oltre 15 anni la Cgia provvede a calcolare, si sottolinea come tale fenomeno abbia assunto dimensioni preoccupanti soprattutto nel Mezzogiorno. Nel 2014, infatti, la Campania, la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Basilicata sono state le realtà dove la "penetrazione" di questa piaga sociale/economica ha raggiunto i picchi maggiori.

Nelle aree dove c'è più disoccupazione - ha calcolato la Cgia - alti tassi di interesse, maggiori sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti, la situazione è  decisamente a rischio. Rispetto ad un indicatore nazionale medio pari a 100, la situazione più critica si presenta in Campania: l'indice del rischio usura è pari a 155,1 (pari al 55,1 per cento in più della media Italia), in Calabria a 146,6 (46,6 per cento in più rispetto alla media nazionale), in Sicilia si ferma a 145,3 (45,3 per cento in più della media Italia), in Puglia a 136,3 (36,3 per cento in più della media nazionale) e in Basilicata il livello raggiunge quota 133,2 (33,2 per cento in più della media Italia).
 
CLASSIFICA REGIONI INDICE DI
RISCHIO DI USURA
LIVELLO
INDICE DEL RISCHIO DI USURA 2014
Dato medio ITALIA = 100
1 Campania 155,1 molto alto
2 Calabria 146,6 alto
3 Sicilia 145,3 alto
4 Puglia 136,3 alto
5 Basilicata 133,2 alto
6 Molise 126,0 alto
7 Abruzzo 118,7 alto
8 Lazio 109,5 medio
9 Valle d'Aosta 105,8 medio
10 Umbria 103,6 medio
11 Marche 103,3 medio
12 Sardegna 100,9 medio
13 Emilia-Romagna 96,9 medio
14 Toscana 89,7 medio
15 Piemonte 86,4 basso
16 Lombardia 82,2 basso
17 Liguria 80,9 basso
18 Veneto 73,2 basso
19 Friuli-Venezia Giulia 72,8 basso
20 Trentino-Alto Adige 47,6 molto basso
  ITALIA 100,0  

Diversamente, la realtà meno "esposta" a questo fenomeno è il Trentino Alto Adige, con un indice del rischio usura pari a 47,6 (52,4 punti in meno della media nazionale). Anche la situazione delle altre 2 regioni del Nordest è relativamente rassicurante: il Friuli Venezia Giulia, con 72,8 punti e il Veneto, con 73,2 punti, si piazzano rispettivamente al penultimo e terzultimo posto della graduatoria nazionale del rischio di usura. "L'indice del rischio di usura - spiega Paolo Zabeo coordinatore ufficio studi Cgia - è stato calcolato mettendo a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti prevalentemente al 2014: la disoccupazione, le procedure concorsuali, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito".

"Con le sole denunce effettuate dalle forze di Polizia all'Autorità giudiziaria - conclude Zabeo - non è possibile dimensionare il fenomeno dell'usura: le segnalazioni, purtroppo, sono relativamente poche. Spesso, le vittime di questo crimine si guardano bene dal rivolgersi alle forze dell'ordine; chi cade nella rete degli strozzini è vittima di minacce personali e ai propri familiari, elemento che scoraggia molte persone a chiedere aiuto. Per questo abbiamo incrociato i risultati di ben 8 indicatori per cercare di misurare con maggiore fedeltà questa piaga. Oltre al perdurare della crisi, sono soprattutto le scadenze fiscali e le piccole spese impreviste a spingere molti imprenditori nella morsa degli strozzini".