MILANO - I listini avvicinano la chiusura del trimestre, prevista per fine settembre, con le antenne ancora una volta rivolte verso la Federal Reserve. La Banca centrale Usa ha una settimana densa di appuntamenti: sei governatori sono attesi a discorsi pubblici e la stessa presidentessa, Janet Yellen, potrebbe dare indicazioni sul percorso di rialzo dei tassi nell'ultima apparizione calendarizzata (mercoledì) prima del board del 27 ottobre. Ma gli analisti guardano soprattutto ai dati in arrivo dal fronte del lavoro Usa: se si confermasse il calo della disoccupazione, dopo l'accelerazione del Pil al +3,9% nel secondo trimestre, aumenterebbero le probabilità di un incremento del costo del denaro che manca dal 2006. D'altra parte, la stessa Yellen ha ridato l'impronta in quella direzione dicendo che la mossa resta sul tavolo per il 2015, ma il percorso di crescita dei tassi sarà lento.
La situazione migliore che gli investitori potessero immaginare, un atterraggio morbido verso la normalizzazione della politica monetaria a stelle e strisce. Anche perché gli ultimi tre mesi non sono stati certo semplici: tra crisi finanziaria cinese, incertezze sulla Grecia e appunto incognite sui tassi Usa il trimestre che si chiude a fine settembre rischia di esser il peggiore in quattro anni per lo S&P500, il listino di Wall Street finora in calo di quasi 6,5 punti percentuali. Piazza Affari è reduce da una settimana conclusa poco mossa (-0,7%), ma con alti e bassi notevoli; da inizio anno, comunque, il rendimento è tra i migliori con un +12,5%. Sulle Borse mondiali continua a pesare lo scandalo Volkswagen, che ha abbattuto il comparto auto e accresciuto la già alta volatilità. Secondo Bloomberg, i riflessi di quel caos potranno danneggiare le società che hanno in programma lo sbarco in Borsa; un banco di prova potrà essere allora l'Ipo di Ferrari. Per l'Europa è un test importante anche l'elezione in Catalogna, che potrebbe riaccendere spinte centrifughe rispetto al governo centrale di Madrid e di lì riaccendere i discorsi sulla tenuta dell'Unione monetaria. Tra questi assi principali, sono molte le rilevazioni macroeconomiche della settimana. Ecco le principali:
Lunedì 28 settembre. L'Istat diffonde i dati di settembre sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Il Tesoro tiene un'asta di Bot semestrali per un importo di 6,5 miliardi. Dagli Usa si attendono i dai su redditi e spese personali, sulla vendita di case e l'andamento della manifattura della Fed di Dallas.
Martedì 29 settembre. Nel Regno Unito si guarda all'andamento delle ipoteche, nell'Eurozona alla fiducia al consumo e in Germania all'inflazione. Il Mef comunica i risultati dell'asta Btp a 5 e 10 anni e Ccteu. Dagli Usa si aspettano i dati sulla fiducia dei consumatori.
Mercoledì 30 settembre. In Giappone vengono pubblicati gli andamenti di produzione industriale e vendite al dettaglio. Nel Regno Unito si guarda a prezzi delle case e Pil definitivo del secondo trimestre, in Germania alle vendite al dettaglio e al tasso di disoccupazione. I senza lavoro vengono pubblicati anche a livello di Eurozona e in Italia, così come il dato sui prezzi che esce da Istat ed Eurostat. Dagli Usa, infine, in arrivo i mutui Mba, i nuovi posti di lavoro nel settore privato Adp, l'indice dei direttori d'acquisto di Chicago.
Giovedì 1 ottobre. In Giappone viene pubblicato l'indice Tankan sull'andamento delle grandi industrie. Giornata di rilevazioni per il manifatturiero, con gli indici Pmi che anticipano il ciclo economico in Giappone, Italia, Francia, Germania, Uk, Eurozona e Usa (dove esce anche l'Ism). Di nuovo nella Penisola, occhi sul saldo di bilancio e sul rapporto deficit/Pil. Ancora, negli Usa si aspettano i dati sulle richieste di disoccupazione.
Venerdì 2 ottobre. La settimana si chiude con la rilevazione più attesa su salari e disoccupati negli Stati Uniti, insieme agli ordini di fabbrica. Prima, il dato sui senza lavoro viene pubblicato dal Giappone.
La situazione migliore che gli investitori potessero immaginare, un atterraggio morbido verso la normalizzazione della politica monetaria a stelle e strisce. Anche perché gli ultimi tre mesi non sono stati certo semplici: tra crisi finanziaria cinese, incertezze sulla Grecia e appunto incognite sui tassi Usa il trimestre che si chiude a fine settembre rischia di esser il peggiore in quattro anni per lo S&P500, il listino di Wall Street finora in calo di quasi 6,5 punti percentuali. Piazza Affari è reduce da una settimana conclusa poco mossa (-0,7%), ma con alti e bassi notevoli; da inizio anno, comunque, il rendimento è tra i migliori con un +12,5%. Sulle Borse mondiali continua a pesare lo scandalo Volkswagen, che ha abbattuto il comparto auto e accresciuto la già alta volatilità. Secondo Bloomberg, i riflessi di quel caos potranno danneggiare le società che hanno in programma lo sbarco in Borsa; un banco di prova potrà essere allora l'Ipo di Ferrari. Per l'Europa è un test importante anche l'elezione in Catalogna, che potrebbe riaccendere spinte centrifughe rispetto al governo centrale di Madrid e di lì riaccendere i discorsi sulla tenuta dell'Unione monetaria. Tra questi assi principali, sono molte le rilevazioni macroeconomiche della settimana. Ecco le principali:
Lunedì 28 settembre. L'Istat diffonde i dati di settembre sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Il Tesoro tiene un'asta di Bot semestrali per un importo di 6,5 miliardi. Dagli Usa si attendono i dai su redditi e spese personali, sulla vendita di case e l'andamento della manifattura della Fed di Dallas.
Martedì 29 settembre. Nel Regno Unito si guarda all'andamento delle ipoteche, nell'Eurozona alla fiducia al consumo e in Germania all'inflazione. Il Mef comunica i risultati dell'asta Btp a 5 e 10 anni e Ccteu. Dagli Usa si aspettano i dati sulla fiducia dei consumatori.
Mercoledì 30 settembre. In Giappone vengono pubblicati gli andamenti di produzione industriale e vendite al dettaglio. Nel Regno Unito si guarda a prezzi delle case e Pil definitivo del secondo trimestre, in Germania alle vendite al dettaglio e al tasso di disoccupazione. I senza lavoro vengono pubblicati anche a livello di Eurozona e in Italia, così come il dato sui prezzi che esce da Istat ed Eurostat. Dagli Usa, infine, in arrivo i mutui Mba, i nuovi posti di lavoro nel settore privato Adp, l'indice dei direttori d'acquisto di Chicago.
Giovedì 1 ottobre. In Giappone viene pubblicato l'indice Tankan sull'andamento delle grandi industrie. Giornata di rilevazioni per il manifatturiero, con gli indici Pmi che anticipano il ciclo economico in Giappone, Italia, Francia, Germania, Uk, Eurozona e Usa (dove esce anche l'Ism). Di nuovo nella Penisola, occhi sul saldo di bilancio e sul rapporto deficit/Pil. Ancora, negli Usa si aspettano i dati sulle richieste di disoccupazione.
Venerdì 2 ottobre. La settimana si chiude con la rilevazione più attesa su salari e disoccupati negli Stati Uniti, insieme agli ordini di fabbrica. Prima, il dato sui senza lavoro viene pubblicato dal Giappone.