Economia

L'industria tedesca frena, ma le Borse Ue restano positive

I mercati aspettano segnali dal G20 di Lima dove i grandi della terra discutono della crescita. Sale la convinzione che la Fed resterà paziente prima di avviare la stretta monetaria. Secondo i future sui Fed funds il rialzo dei tassi potrebbe arrivare l'anno prossimo. Male gli ordini manifatturieri in Germania. Piazza Affari chiude a +0,9%

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MILANO - Le Borse europee trattano in leggero rialzo dopo il rally della vigilia condizionato dalle attese tra gli investitori che la Federal Reserve resterà paziente più a lungo in materia di tassi, alla luce del deludente rapporto sull'occupazione di settembre diffuso venerdì scorso. Stando ai future sui Fed funds, utilizzati dagli investitori e dai trader per fare scommesse sulle politiche della Banca centrale americana, le probabilità di una stretta alla riunione del 27 e 28 ottobre sono scese al 6% dal 24% di un mese fa. Per la riunione del 15 e 16 dicembre, le chance sono passate al 32% dal 38% nello stesso arco temporale. D'altra parte il contesto macroeconomico mostra segnali di rallentamento dai mercati emergenti a quelli occidentali.

In Germania gli ordini manifatturieri alle fabbriche sono scesi dell'1,8% congiunturale ad agosto: una calo ben al di sotto delle previsioni che vedevano un leggero aumento (+0,3%). Gli ordini interni sono scesi del 2,6% su mese e quelli esteri dell'1,2%. Anche il dato di luglio è stato rivisto al ribasso da -1,4% congiunturale a -2,2%. Un tema che verrà discusso in questi giorni da ministri delle Finanze, banchieri centrali e vertici di Fmi e Banca Mondiale al G20 di Lima dove si interrogheranno sulla battuta d'arresto che la ripresa globale ha subito a causa dell'indebolimento dei mercati emergenti e, in particolare, della Cina, il cui rallentamento rischia di pesare su un'Eurozona che stava faticosamente inziando a uscire dal tunnel della stagnazione. Non a caso, il Fmi ha tagliato le stime di crescita globale e nuovamente invitato la Fed ad aspettare il rialzo dell'inflazione per procedere con l'inasprimento della politica monetaria. Tra gli appuntamenti di giornata c'è attesa per l'intervento del presidente della Bce, Mario Draghi, questa sera; intanto dall'Ecofin è arrivato l'ok allo scambio automatico di informazioni sui tax ruling, gli accordi fiscali con le grandi aziende.

A Milano, Piazza Affari si rafforza e chiude a +0,92%, dopo una mattina incerta, in linea con le altre: Parigi +0,95% in linea con Francoforte (+0,9%). Londra segue a +0,43%. L'euro chiude in rialzo a 1,126 dollari e 135,4 yen. Gli investitori dubitano che la Fed possa alzare i tassi prima della fine dell'anno, crescono le aspettative che Bce e Bank of Japan allentino ulteriormente la propria politica monetaria. Lo spread è poco mosso sotto quota 110 punti base con i Btp a dieci anni che rendono l'1,69%. Il deficit della bilancia commerciale degli Stati Uniti è salito in agosto a 48,33 miliardi di dollari dai 41,81 del mese precedente, dato rivisto dalla stima precedente di 41,86 miliardi. Il dato odierno è sostanzialmente in linea con le attese degli analisti. Wall Street avanza incerta, mentre i mercati del Vecchio continente si apprestano a chiudere: il Dow Jones, dopo l'apertura in rosso, gira in positivo dello 0,2%, mentre il Nasdaq perde lo 0,6% e l'S&P 500 lo 0,3%.

In mattinata, l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dell'1% spinto dalle piazze estere e la conclusione dell'accordo di libero scambio Trans-pacifico (Tpp). La seduta è stata piuttosto attiva con 2,44 miliardi di titoli scambiati sul primo mercato. Prezzi del petrolio in rialzo dopo che il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, ha fatto sapere che Mosca e Riad si sono incontrate la settimana scorsa per discutere della situazione del mercato globale. Mosca finora era sempre stata riluttante a toccare la propria produzione per sostenere i prezzi, rifiutandosi di cooperare con l'Opec. A New York il Brent guadagna 69 cents a 49,94 dollari al barile. Dopo aver toccato un massimo di da due settimane di 50 dollari al barile. Il Light crude Wti sale di 41 cents a 46,67 dollari. I future a dicembre dell'oro si attestano in aumento dello 0,09% a 1.138,40 dollari l'oncia.