Economia

Il lavoro Usa allontana il rialzo dei tassi, le Borse consolidano il recupero

(ap)
Le possibilità di una stretta monetaria a ottobre calano all'8%, per dicembre sono al 29,2%: gli investitori scommettono che la Fed potrebbe aspettare l'anno prossimo. Occhi rivolti al G20 di Lima dove il tema della crescita sarà al centro del dibattito. Milano chiude a +2,7%, sugli scudi Rcs e Mondadori
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MILANO - E' il G20 finanziario di Lima l'appuntamento destinato a catalizzare l'attenzione di tutto il mondo economico e finanziario della settimana che inizia oggi. Ministri, banchieri ed economisti si interrogheranno sulla battuta d'arresto che la ripresa globale ha subito a causa dell'indebolimento dei mercati emergenti e, in particolare, della Cina, il cui rallentamento rischia di pesare su un'Eurozona che stava faticosamente inziando a uscire dal tunnel della stagnazione. Basti pensare che la Banca Mondiale ha tagliato le sue stime sul Pil 2015 di Pechino da +7,1% a +6,9%, ribassata anche la previsione sul 2016 da +7% a +6,7%. Per il Fmi, invece, la correzione del mercato azionario cinese era "necessaria".

Il nervosismo di mercati tornati volatili e imprevedibili è legato inoltre alle indecisioni sulle prossime mosse della Federal Reserve, in procinto di pubblicare le minute del direttivo che decise di rimandare una stretta monetaria che potrebbe cominciare questo mese, come l'anno prossimo: le probabilità di un rialzo dei tassi entro la fine dell'anno, però sono in calo. Secondo i future sui Fed funds che anticipano le mosse di politica monetaria, le possibilità di una stretta entro dicembre sono calate dal 33 al 29,2%. Quelle di un rialzo già ad ottobre sono crollate all'8%.

Le Borse europee trattano in terreno positivo, consolidando il recupero di venerdì scorso: Piazza Affari chiude in rally del  2,73%. Sotto i riflettori del listino milanese ci sono Rcs e Mondadori, dopo che nella notte è stato ufficializzato il passaggio di Rizzoli Libri alla casa di Segrate per 127,5 milioni di euro. In buon rialzo anche le banche. Londra chiude in rialzo del 2,57%, Francoforte del 2,74% e Parigi in maglia rosa a +3,43%. Acquisti anche su Glencore, sulle voci di spezzatino del colosso minerario. Gli investitori festeggiano anche la vittoria della coalizione di centrodestra alle elezioni del Portogallo, che pure non ha centrato la maggioranza assoluta. Andamento positivo anche negli Stati Uniti: a Wall Street, quando chiudono i mercati del Vecchio continente, il Dow Jones sale dell'1,1% come il Nasdaq, mentre l'S&P500 avanza dell'1,2%. In mattinata, inoltre, la Borsa di Tokyo ha lanciato la volata dei mercati con una chiusura a +1,58%, con il Nikkei di nuovo sopra 18mila punti.

Lo spread è in calo sotto quota 110 punti, mentre i Btp rendono l'1,64%. L'euro si rafforza sul dollaro in avvio di settimana dopo i dati deludenti del lavoro negli Usa che allontanano l'aumento dei tassi della Fed. La moneta unica chiude a 1,1211 dollari e 134,82 yen. Ha pochi riflessi sull'andamento di Borsa il deludente Pmi dei servizi in Italia, calato da 54,6 a 53,3 punti in settembre con il rallentamento dei nuovi ordini. Scende anche l'indicatore della Germania, a 54,1 punti, e nel complesso dell'Eurozona: 53,7 punti per i servizi (da 54,4 punti) e 53,6 per l'indice composito (da 54,3). Si attendono, in Europa, la fiducia dei consumatori ad ottobre, mentre nel vendite al dettaglio ad agosto sono cresciute del 2,3% rispetto al 2014 nell'Eurozona e del 2,6% nella Ue (l'agenda dei mercati). In precedenza si era registrato il rallentamento della crescita del settore dei servizi anche in Giappone: il Nikkei Pmi servizi, misurato da Markiteconomic, pur rimanendo sopra la soglia dei 50 punti che indica espansione, è sceso a 51,4 da 53,7 di agosto. Segno meno per il terziario anche negli Usa: l'indice Pmi dei servizi cala a 55,1 punti a settembre.

Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio Wti del Texas si mantiene sopra i 45 dollari al barile sui mercati grazie ai dati sul calo della produzione negli Stati Uniti. Il greggio sale così di 41 centesimi a 45,95 dollari al barile mentre il Brent avanza di 0,8% a 48,5 dollari al barile. L'oro mantiene i rialzi di venerdì con gli investitori che vedono più lontano un aumento dei tassi della Federal Reserve Usa. Il metallo con consegna immediata viene scambiato in Asia a 1.137 dollari l'oncia dopo che venerdì era salito del 2% sulla base dei deludenti dati Usa sul lavoro.