MILANO - La maggior parte dei membri del direttivo di politica monetaria della Federal Reserve ritengono che ci siano, o ci saranno entro la fine dell'anno, le condizioni per poter alzare i tassi di interesse in Usa. E' quanto si legge nelle minute della Banca centrale americana relative al direttivo dello scorso 16 e 17 settembre, quando l'istituto sorprese i mercati rinviando l'annunciata stretta a causa delle turbolenze legate al crollo della Borsa di Shanghai. Difatti, si legge nelle minute, "durante lo scorso direttivo si concordò che l'economia Usa rimaneva sui binari giusti ma si decise di attendere prudentemente maggiori informazioni prima di impegnarsi a un aumento dei tassi". L'euro è balzato a un massimo da quasi tre settimane di 1,1323 dollari in seguito alla diffusione delle minute della Fed.
Molti partecipanti al direttivo, si legge ancora nei verbali, hanno percepito "crescenti rischi al ribasso" per l'economia Usa ed espresso "preoccupazione" per l'impatto su di essa del contesto economico internazionale. Alcuni membri del direttivo hanno avvertito che un rialzo "prematuro" potrebbe colpire la credibilità della Fed qualora l'inflazione rimanesse bassa, mentre altri hanno ritenuto che fosse invece rischioso ritardare la stretta.
Molti partecipanti al direttivo, si legge ancora nei verbali, hanno percepito "crescenti rischi al ribasso" per l'economia Usa ed espresso "preoccupazione" per l'impatto su di essa del contesto economico internazionale. Alcuni membri del direttivo hanno avvertito che un rialzo "prematuro" potrebbe colpire la credibilità della Fed qualora l'inflazione rimanesse bassa, mentre altri hanno ritenuto che fosse invece rischioso ritardare la stretta.