Economia

Bruxelles verso il via libera alla Stabilità. Resta il nodo della clausola sui migranti

Fonti europee dicono che la Finanziaria inviata dal governo non verrà rispedita al mittente. Resta scettiscismo sull'accoglimento dell'ulteriore richiesta di flessibilità per far fronte all'ondata di rifugiati: vale 3 miliardi e per il governo serve a finanziare il taglio dell'Ires e gli sgravi per i pensionati

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MILANO - C'è "buon clima" in Commissione europea, dopo una prima lettura della legge di Stabilità che è stata inviata dal governo italiano a valle dell'approvazione del Consiglio dei Ministri, di giovedì scorso. Qualificate fonti indicano che l'Italia è "più solida" del 2014 e "non ci sarà rinvio" della manovra al mittente entro la settimana, possibilità prevista dal 'Six Pack' (l'insieme di regole che obbligano gli Stati al rispetto dei parametri comunitari), in caso di gravi mancanze. Cosa per altro accaduta da poco con la Spagna, la cui legge di bilancio è stata rinviata. Secondo quanto riporta l'Ansa, resta aperta comunque la questione dello 'sconto migranti': un ulteriore margine di flessibilità che permetterebbe all'Italia di alzare il deficit di altri 0,2 punti (al 2,4% del Pil), liberando altri 3 miliardi di euro di risorse, che andrebbero destinati al taglio dell'Ires già nel 2016 e a maggiori sgravi fiscali per i pensionati.

Secondo le fonti, per la valutazione che la Commissione dovrà pubblicare entro il mese di novembre "molto dipende dalle scelte del governo sulle spese per i rifugiati". Secondo una primissima valutazione, l'esecutivo non sarebbe disposto a riconoscere una "nuova flessibilità" dello 0,2%, ma le maggiori "spese aggiuntive", soprattutto per l'eventuale costruzione di centri di accoglienza, potrebbero rientrare nella flessibilità già accordata all'Italia e dovrebbero essere "provate". Per quanto riguarda l'eliminazione della Tasi, fermo restando che l'orientamento generale della Commissione spinge per la tassazione sulla casa e sui consumi riducendo quella su lavoro e capitali, la valutazione "dipende se essa fa aumentare il rapporto deficit-pil in modo sostanzioso", ma - con le cifre presentate - l'Italia "dovrebbe starci dentro". Altro motivo di confronto con la Commissione fino al momento del giudizio sarà il percorso di aggiustamento del bilancio. Per questo punto sarà particolarmente rilevante la comunicazione sulle previsioni economiche del 5 novembre, quando la Ue aggiorna le stime sulle condizioni degli Stati membri confermando o bocciando di fatto quelle dei rispettivi governi.

La cornice del processo di approvazione è questa: a Bruxelles si è molto discusso della scelta del governo di tagliare le tasse sulla prima casa e non mettere tutte le risorse sullo sgravio della pressione sul lavoro o sul rilancio dei consumi. Proprio ragionando di questo tema, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ad un convegno dell'Ares ha detto: "Questa legge di stabilità abbassa tutte le imposte: sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro". Il ministro non si sbilancia sulle critiche piovute dalla minoranza Pd alla cancellazione della Tasi: "C'è una tassa oggetto di dibattito che non nomino - si limita a dire - ma dire che stiamo abbassando solo le tasse sulla casa francamente..." lasciando intendere che non corrisponde al vero. La critica mossa dalle istituzioni e dalle opposizioni è che l'abolizione delle tasse sulla casa non è progressiva e che sarebbe stato più utile alla crescita operare altri sgravi, sulle attività produttive in primis. Oltre a ciò, come ricostruito da Repubblica, l'abolizione rischia di portarsi dietro anche l'addizionale dello 0,8 per mille che i sindaci possono imporre sulle seconde case.

Un assist al governo è arrivato dalla Cgia di Mestre, che ha sottolineato in uno studio come in realtà il taglio delle tasse rechi sollievo economico alle fasce più deboli:
 
Reddito complessivo
(euro)
% soggetti sul totale proprietari prima casa Gettito
(milioni di euro)
Risparmio
medio
(euro)
Incidenza del risparmio
medio sul reddito disponibile
Effetti abolizione TASI e IMU sulle abitazioni principali in base all’incidenza del risparmio sul reddito disponibile (Cgia di Mestre)
da 0 a 10.000 27,92% 835 152 3%
da 10.000 a 28.000 46,99% 1.484 161 1,0%
da 28.000 a 55.000 19,67% 821 212 0,73%
da 55.000 a 75.000 2,63% 148 287 0,67%
100.000 2,79% 198 362 0,58%
  100,00% 3.486    
Nota: nell’ultima colonna della tabella si è calcolata l’incidenza del versamento medio dell’IMU/TASI sul reddito disponibile. Questa ultima informazione è stata stimata pari al reddito disponibile della semisomma degli estremi di ogni classe di reddito. Tranne l’ultima classe il cui reddito disponibile è stato calcolato a partire da un reddito complessivo di 100.000 euro.

Quanto alla trattativa sulla flessibilità, per Padoan si tratta di "un processo continuo e questo vale anche per la Legge di Stabilità". La manovra "verrà valutata all'Eurogruppo di novembre", ha spiegato il ministro osservando che "l'opinione del governo o della Commissione o dei suoi commissari" non sono sempre "assolutamente identiche". Padoan si è soffermato sulla flessibilità prevista dalle norme Ue: "Noi abbiamo chiesto il massimo possibile della clausola per le riforme, lo 0,5% e lo 0,3% della clausola per gli investimenti" perchè "il governo - spiega - si sta impegnando ad usare meglio del passato le risorse".

Un altro tema oggetto di polemica è stato il depotenziamento della spending review, che alla fine dovrebbeo portare 5,8 miliardi alle casse pubbliche contro i 10 preventivati inizialmente. "Con la Legge di Stabilità dell'anno passato, di cui ci siamo dimenticati, abbiamo tagliato moltissimo. Quest'anno continueremo con i tagli, toglieremo soprattutto ai ministeri e, per quanto riguarda gli altri enti di governo, si tratterà di un minore aumento di spesa", ha spiegato in mattinata lo stesso Padoan in un'intervista ad Agorà su RaiTre.
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