MILANO - Le Borse europee chiudono la settimana nel segno della debolezza, dopo la seduta positiva di Tokyo che spera in maggiori stimoli fiscali da parte del governo in supporto della ripresa. Milano chiude invariata a 22.442 punti, Francoforte segna +0,46% finale, Parigi sale dello 0,24% e Londra scende dello 0,54%. Come notano gli analisti di Ig Markets in chiusura del mese, "il bilancio mensile rimane decisamente positivo per le borse mondiali. L'indice S&P500 si appresta a chiudere con un rialzo quasi del 9%, il valore più alto da ottobre 2011. In Europa, fa meglio il Dax che ha guadagnato oltre il 12% nel mese, performance che non si vedeva dall’aprile 2009. Un po’ più indietro rimane il nostro Ftse Mib, che con un +5,6% segna il miglior dato da febbraio".
Wall Street tratta debole: quando in Europa terminano gli scambi, il Dow Jones è invariato e il Nasdaq perde lo 0,2%. Si stabilizza lo spread fra Btp e Bund: il differenziale si porta in area 95 punti base, con un rendimento del decennale all'1,48%. La settimana ha visto l'Italia debuttare nel novero di Paesi che hanno emesso titoli di Stato con rendimenti in negativo, fin dall'asta. Significa che gli investitori - vista la quantità di liquidità in circolazione e i tassi negativi imposti dalla Bce sui depositi delle banche presso il conto corrente di Francoforte - preferiscono sottoscrivere titoli sicuri, anche a patto di rinunciare al rendimento se non addirittura pagare una sorta di 'tassa' sul loro titolo. Un giochino che, come ricostruisce Repubblica in edicola, potrebbe portare 6 miliardi di benefici ai conti pubblici, in termini di minor spesa per gli interessi.
Tra i singoli titoli di Piazza Affari si mette in evidenza Telecom Italia, con il francese Neil che è salito nuovamente oltre il 15%: la scalata transalpina scalda il titolo, ai massimi dal 2008. Il cambio tra euro e dollaro è grosso modo stabile, con la moneta del Vecchio continente che scambia in area 1,1 biglietti verdi.
L'Italia registra ancora il calo della disoccupazione di settembre, all'11,8% e ai minimi dal 2013, mentre l'inflazione è in lieve ripresa. Nel terzo trimestre il Pil della Spagna è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% su base annua. Lo rende noto l'Ine, ricordando che nel secondo trimestre il Pil era cresciuto dell'1%. Piccola delusione dalle vendite al dettaglio in Germania, che hanno segnato a settembre una variazione nulla rispetto al mese precedente e un aumento del 3,4% su base annuale. Il dato è in miglioramento rispetto al -0,7% mensile e +2,1% annuale registrato ad agosto, tuttavia è inferiore alle stime degli analisti che avevano pronosticato un aumento dello 0,4% su base mensile e del 4,1% rispetto al settembre 2014. Negli Usa, spese e redditi delle famiglie hanno registrato una crescita inferiore alle attese a settembre: le spese al consumo sono salite dello 0,1%, meno dello 0,2% previsto, dopo il +0,4% registrato ad agosto. I redditi sono aumentati anch'essi dello 0,1% contro il +0,2% atteso. Segnali di rallentamento anche dall'inflazione, che ha segnato +0,2% contro il +0,3% del mese precedente. Ancora, l'indice sulla fiducia dei consumatori calcolato dall'Università del Michigan è salito a 90 punti nella rilevazione di fine ottobre dagli 87,2 di fine settembre. Il dato è peggiore delle attese degli analisti, che si attendevano un incremento più marcato a quota 92,5 punti.
Come accennato, in mattinata si è chiusa la terza seduta consecutiva in rialzo per la Borsa di Tokyo, focalizzata anche sui risultati positivi delle società, mentre la BoJ non ha alleggerito ulteriormente la sua politica monetaria nonostante il riconoscimento del fatto che l'obiettivo di inflazione al 2% si allontana e la stima della cresicta è stata abbassata all'1,2%. L'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso guadagnando lo 0,78% (+147,39 punti) a 19.083,10 punti, il livello più alto da un mese. Il più ampio indice Topix ha terminato la seduta in rialzo dello 0,72% (+11,09 punti) a 1.558,20 Punti. Nell'insieme della settimana, l'indice Nikkei ha guadagnato l'1,37% e il Topix lo 0,67%. Incerti invece i listini cinesi, con Hong Kong in calo dello 0,79% e Shanghai dello 0,14%. Ancora un dato nullo dal fronte inflazione in Giappone: la lettura di settembre segna un invariato su base annua, come da previsioni. Il dato depurato dalle voci alimentari ed energia segna un +0,9%, anche in questo caso in linea con le previsioni. Stabile anche la disoccupazione, al 3,4%: è il livello più basso da 20 anni.
Il prezzo del petrolio recupera terreno a New York. Quando chiudono le Borse europee, il light crude Wti si riporta sopra 46 dollari al barile, il Brent di Londra avanza invece oltre la soglia di 49 dollari al barile. Prezzo dell'oro stabile sul mercato. Il metallo con consegna immediata passa di mano a 1141 dollari l'oncia. Dopo la mancata decisione della BoJ di ampliare l'allentamento monetario, gli investitori guardano ora alle decisioni della Federal Reserve Usa e al suo previsto rialzo dei tassi a dicembre.
Wall Street tratta debole: quando in Europa terminano gli scambi, il Dow Jones è invariato e il Nasdaq perde lo 0,2%. Si stabilizza lo spread fra Btp e Bund: il differenziale si porta in area 95 punti base, con un rendimento del decennale all'1,48%. La settimana ha visto l'Italia debuttare nel novero di Paesi che hanno emesso titoli di Stato con rendimenti in negativo, fin dall'asta. Significa che gli investitori - vista la quantità di liquidità in circolazione e i tassi negativi imposti dalla Bce sui depositi delle banche presso il conto corrente di Francoforte - preferiscono sottoscrivere titoli sicuri, anche a patto di rinunciare al rendimento se non addirittura pagare una sorta di 'tassa' sul loro titolo. Un giochino che, come ricostruisce Repubblica in edicola, potrebbe portare 6 miliardi di benefici ai conti pubblici, in termini di minor spesa per gli interessi.
Tra i singoli titoli di Piazza Affari si mette in evidenza Telecom Italia, con il francese Neil che è salito nuovamente oltre il 15%: la scalata transalpina scalda il titolo, ai massimi dal 2008. Il cambio tra euro e dollaro è grosso modo stabile, con la moneta del Vecchio continente che scambia in area 1,1 biglietti verdi.
L'Italia registra ancora il calo della disoccupazione di settembre, all'11,8% e ai minimi dal 2013, mentre l'inflazione è in lieve ripresa. Nel terzo trimestre il Pil della Spagna è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 3,4% su base annua. Lo rende noto l'Ine, ricordando che nel secondo trimestre il Pil era cresciuto dell'1%. Piccola delusione dalle vendite al dettaglio in Germania, che hanno segnato a settembre una variazione nulla rispetto al mese precedente e un aumento del 3,4% su base annuale. Il dato è in miglioramento rispetto al -0,7% mensile e +2,1% annuale registrato ad agosto, tuttavia è inferiore alle stime degli analisti che avevano pronosticato un aumento dello 0,4% su base mensile e del 4,1% rispetto al settembre 2014. Negli Usa, spese e redditi delle famiglie hanno registrato una crescita inferiore alle attese a settembre: le spese al consumo sono salite dello 0,1%, meno dello 0,2% previsto, dopo il +0,4% registrato ad agosto. I redditi sono aumentati anch'essi dello 0,1% contro il +0,2% atteso. Segnali di rallentamento anche dall'inflazione, che ha segnato +0,2% contro il +0,3% del mese precedente. Ancora, l'indice sulla fiducia dei consumatori calcolato dall'Università del Michigan è salito a 90 punti nella rilevazione di fine ottobre dagli 87,2 di fine settembre. Il dato è peggiore delle attese degli analisti, che si attendevano un incremento più marcato a quota 92,5 punti.
Come accennato, in mattinata si è chiusa la terza seduta consecutiva in rialzo per la Borsa di Tokyo, focalizzata anche sui risultati positivi delle società, mentre la BoJ non ha alleggerito ulteriormente la sua politica monetaria nonostante il riconoscimento del fatto che l'obiettivo di inflazione al 2% si allontana e la stima della cresicta è stata abbassata all'1,2%. L'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso guadagnando lo 0,78% (+147,39 punti) a 19.083,10 punti, il livello più alto da un mese. Il più ampio indice Topix ha terminato la seduta in rialzo dello 0,72% (+11,09 punti) a 1.558,20 Punti. Nell'insieme della settimana, l'indice Nikkei ha guadagnato l'1,37% e il Topix lo 0,67%. Incerti invece i listini cinesi, con Hong Kong in calo dello 0,79% e Shanghai dello 0,14%. Ancora un dato nullo dal fronte inflazione in Giappone: la lettura di settembre segna un invariato su base annua, come da previsioni. Il dato depurato dalle voci alimentari ed energia segna un +0,9%, anche in questo caso in linea con le previsioni. Stabile anche la disoccupazione, al 3,4%: è il livello più basso da 20 anni.
Il prezzo del petrolio recupera terreno a New York. Quando chiudono le Borse europee, il light crude Wti si riporta sopra 46 dollari al barile, il Brent di Londra avanza invece oltre la soglia di 49 dollari al barile. Prezzo dell'oro stabile sul mercato. Il metallo con consegna immediata passa di mano a 1141 dollari l'oncia. Dopo la mancata decisione della BoJ di ampliare l'allentamento monetario, gli investitori guardano ora alle decisioni della Federal Reserve Usa e al suo previsto rialzo dei tassi a dicembre.