Economia

Stabilità, la Corte Conti: "Serviva intervento sull'Iva". Istat: "Bene misure su bambini poveri, sono oltre 1 mln"

Proseguono le audizioni sulla manovra del governo. Critiche al taglio della Tasi. Bankitalia: "Mantenere tetto utilizzo contanti e ridurre costi commissioni utilizzo carte di credito". Upb: "Clausole di salvaguardia, incognita dal 2017". L'Istitituto di Statistica: "10% di minori in povertà assoluta"

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MILANO - Prosegue l'iter legislativo della Legge di Stabilità e crescono le critiche nei confronti della manovra di politica economica del governo Renzi. Dopo i rilievi mossi ieri dai tecnici dei Camera e Senato secondo cui l'abolizione della Tasi metterà in difficoltà tutti i sindaci e il grido dall'allarme del governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, che teme la fine della Regioni ("non ho fatto proposte eversive" ha poi spiegato), oggi tocca alla Corte dei Conti e a Bankitalia, che non risparmiano critiche all'esecutivo. Dall'Istat, invece, arriva il conteggio dei risparmi per le imprese (4 miliardi) e soprattutto il sostegno alle misure contro la povertà tra i minori: il 10% di loro è in povertà assoluta, 1,45 milioni. Da un altro osservatorio, cioè da Francoforte, la Bce annota in uno studio collegato al Bollettino economico di prossiima pubblicazione, che "la flessibilità del patto di Stabilità dovrebbe essere usata attentamente per evitare il rischio di abusi". Un riferimento, indiretto, alla richiesta tricolore di alzare di 0,2 punti di Pil l'indebitamento, a seguito dell'emergenza migranti. Una richiesta che si somma a quelle legate all'attuazione di riforme strutturali e investimenti.

Tornando in Italia, secondo la magistratura contabile, la scelta di politica economica fatta dal Governo nella legge di Stabilita "utilizza al massimo gli spazi di flessibilità disponibili, riducendo esplicitamente i margini di protezione del conti pubblici, e lascia sullo sfondo nodi irrisolti (clausole, contratti pubblici, pensioni) e questioni importanti (quali il definitivo riassetto del sistema di finanziamento delle autonomie territoriali". Temi già sollevati, peraltro, dal presidente dell'Inps, Tito Boeri, secondo il quale anche la questione esodati è destinata a lasciare pesanti strascichi rendendo necessaria un'ottava salvaguardia nononstante la settimana appena introdotta nella Stabilità.

Tasi. Nel corso della sua audizione, il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, si è soffermato sull'abolizione dell'Imu e della Tasi sulla prima casa spiegando che la "principale fonte di finanziamento manovrabile degli enti riguarda le abitazioni diverse dalla prima casa, su cui continuerà a vivere il dualismo Tasi-Imu, con la conseguenza che la maggioranza dei servizi indivisibili forniti dai Comuni graverà di regola sui non residenti e quindi soggetti non in grado di operare il 'controllo politico' sull'operato degli amministratori attraverso il voto". Per Bankitalia, invece, il taglio della Tasi avrà impatti limitati sui consumi: "Meglio tagliare le tasse sulla produzione che sulla casa". 

Iva. Inoltre la legge di Stabilità "sconta il carattere temporaneo di alcune coperture e il permanere di clausole di salvaguardia rinviate al futuro". Secondo Squitieri un "riassoribimento" delle clausole nel 2017 e nel 2018 "richiederà l'individuazione di consistenti tagli di bilancio o aumenti di entrate sia pur resi meno onerosi dai benefici di una maggiore crescita". In questo contesto, quindi, "le condizioni economiche" del Paese "avrebbero potuto consigliare l'adozione di interventi sulla spesa fiscale (riguardanti ad esempio un articolato intervento sulle aliquote Iva agevolate o sulla stessa struttura delle aliquote Iva) eventualmente attutiti (ma non annullati) con misure di sgravio". Per Bankitalia, inoltre, escluso "l'intervento relativo alle clausole di salvaguardia, il calo delle tasse è marginale (0,1 punti)".

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Bankitalia. Il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Federico Signorini, si è concentrato sul tema contante spiegando che ridurne la circolazione - il costo annuo della gestione è stimato in 8-10 miliardi di euro - "resta comunque un obiettivo da perseguire, non da ultimo per motivi di efficienza. Nel nostro Paese la propensione all'utilizzo del contante rimane molto più elevata dalle media europea. E' opportuno incentivare le transazioni effettuate con le carte di pagamento, riducendo i relativi costi e le commissioni a carico degli esercenti". Quanto all'utilizzo del contante, "dal mero punto di vista del tracciamento delle transazioni, quanto più la soglia è bassa tanto meglio è, ma ci sono limiti pratici da considerare. Non vi sono quindi elementi per escludere a priori l'opportunità di un innalzamento del limite generale da mille a tremila euro".

Spesa interessi debito. Da un lato Bankitalia insiste sulla necessità di ridurre il debito per mantenere la fiducia dei mercati, dall'altro la Corte dei Conti sottolinea come il calo dei rendimenti nelle emissioni di titoli di Stato potrebbe tradursi in un tesoretto di cui il Governo potrebbe beneficiare già da quest'anno e ancora di più nel 2016: "Per l'anno in corso, la spesa per interessi sarà inferiore rispetto alla stima governativa contenuta nel Def è di circa 1,5 miliardi per salire a 6,7 miliardi nel 2016, arrivare a 9,4 miliardi nel 2018 e infine ridursi a 7,6 miliardi nel 2019".

Istat. Spunti più positivi giungono dall'Istat, per la quale la Finanziaria beneficerebbe sulla crescita "in misura lieve nel 2016 (un decimo di punto di Pil) e più rilevante nel 2017 (3 decimi di punto del Pil)". Il presidente Giorgio Alleva ha indicato in audizione che il taglio dell'Ires e il maxi-ammortamento si tradurrà in un risparmio d'imposta per le società di capitali pari a 4 miliardi di euro. Forte l'accento sulla povertà tra i più piccoli: "Il 10% dei minori residenti nel nostro Paese vive in povertà assoluta", si legge nel dossier. "Il fenomeno interessa 571mila famiglie, per un totale di 1 milione e 45mila minori" di cui "430 mila stranieri". Cifra "raddoppiata rispetto alla stima 2011 e tripla rispetto al 2008". Anche dall'Istituto arriva un rilievo critico sulle tasse sulla casa, che pesano maggiormente sulle famiglie proprietarie meno abbienti, con un'incidenza sul reddito dell'Imu pagata nel 2013 pari all'1% del reddito. Sebbene il prelievo in termini assoluti sia più rilevante per i redditi più elevati, l'incidenza è della metà per le fasce più ricche, riducendosi allo 0,5%.

L'Ufficio parlamentare di bilancio. L'organismo che valida ai fini Ue i documenti di bilancio italiani continua a sostenere la linea espressa ai tempi della nota di aggiornamento del Def: le previsioni macro del governo sono in linea con gli esperti censiti dall'Upb per il bienno 2015-2016, mentre per il 2017-2018 "dobbiamo confermare un scarsa prudenzialità della previsione" che appare "eccessivamente ottimistica". Lo ha ribadito il presidente Upb, Giuseppe Pisauro. L'Upb ha fatto anche notare che la Finanziaria prevede dal 2016 "impegni di carattere permanente" come il taglio della Tasi e dell'Ires, "che nel primo anno sono finanziate in buona parte da risorse temporanee, come la flessibilità di bilancio e la voluntary disclosure". La tenuta dei conti negli anni successivi sarà garantita dalla dinamica dell'economia, che si presume positiva seppur con degli elementi di rischio, e di nuovo da clausole di salvaguardia sull'Iva.

Anche Pisauro ha quindi riflettuto sull'opportunità di attivare la leva dell'Iva: se dovesse essere "confermata l'intenzione indicata nel Def di aprile di disattivare le clausole" anche per il 2017 e 2018, sarà necessario "reperire risorse a regime per un punto percentuale di Pil". Nella relazione si sottolinea infatti che, se la disattivazione delle clausole è completa per il 2016, "Si prospetta in sostanza il mantenimento a decorrere dal 2017, degli aumenti dell'Iva. Resta quindi in vigore una clausola di salvaguardia per 15 miliardi nel 2017 e circa 20 miliardi negli anni successivi". Di fatto, questi dubbi comportano "la difficoltà di interpretate i programmi di medio periodo della politica di bilancio: su quello che avverrà dopo c'è un margine di dubbio importante". Altra possibilità, "è che la riduzione dell'Ires dal 2017 e l'annunciata riduzione dell'Irpef per il 2018 vengano finanziate per quegli anni almeno in parte con l'aumento dell'Iva". "Di fatto - ha osservato Pisauro - si seguirebbe così la raccomandazione Ue di spostare onere la tassazione dal lavoro e le imprese al consumo".
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