MILANO - Le Borse del Vecchio continente si proiettano verso gli Stati Uniti, in attesa di domani quando verranno diffuse le nuove stime economiche della Commissione europea e - contestualmente - sarà pubblicato il bollettino della Bce. A Milano, invece, sarà protagonista Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea infatti inaugurerà l'anno accademico dell'Università Cattolica: l'intervento è molto atteso perché arriva all'indomani dell'audizione del governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, davanti al Congresso Usa. Se infatti la Fed si prepara a iniziare la stretta monetaria con il progressivo rialzo dei tassi, Francoforte è pronta ad allentare ancora i cordoni della borsa, per sostenere la ripresa che in Europa ancora stenta.
Yellen ha parlato alla Commissione Finanza sulla supervisione sul sistema finanziario, evidenziando che è "più solido" dalla crisi, anche se restano "significativi problemi sul fronte della compliance e della gestione del rischio". Sul possibile rialzo dei tassi, ha detto che "se i dati saranno in linea con le stime, questo è possibile a dicembre"; nessuna decisione, però, "è ancora stata presa". Il settore privato Usa, intanto, a ottobre ha creato 182mila posti di lavoro: il dato che anticipa il rapporto sull'occupazione di venerdì è praticamente in linea con le previsioni degli esperti (che si fermavano a 180mila), ma risulta in calo dai 200mila di settembre. Già il mercato è tornato ad ammettere la possibilità di un cambio di politica monetaria: i future sui Fed Funds, che quantificano questa probabilità, indicano al 52% un innalzamento dei tassi entro fine anno, contro il 38% di settimana scorsa. Dal canto suo, il governatore Bce ha chiesto oggi con urgenza di "completare l'unione bancaria", attuando anche "il progetto di unione del mercato dei capitali". Sulla posizione di Francoforte, ha ribadito che "è pronta ad agire" e "capace" di contrastare la bassa inflazione, riaccendendo l'aspettativa di ampliamento del Quantitative easing nella riunione di dicembre.
Indicazioni positive, dopo la ripresa del manifatturiero, arrivano dagli indici Pmi dei servizi: in Italia l'indicatore sale a ottobre a 53,4 punti, ma gli analisti si aspettavano un progresso maggiore dopo il 53,3 di settembre. In ogni caso, si tratta dell'ottavo mese consecutivo di espansione, una striscia che mancava dal 2007. Forte espansione (la quota di equilibrio è a 50 punti) anche per il terziario tedesco, con il Pmi a 54,5 punti, mentre nell'Eurozona il Pmi si porta a 54,1 punti con il composito a 53,9. Di nuovo negli Usa, le richieste di mutui negli Stati Uniti sono calate dello 0,8% nel corso dell'ultima settimana a quota 414,2 punti e il deficit della bilancio commerciale è calato a 40,8 miliardi. L'euro chiude in calo a 1,0863 dollari e 132,11 yen dopo aver aggiornato a 1,0843 dollari il proprio minimo da tre mesi: le parole di Draghi hanno indebolito la moneta unica, il possibilismo di Yellen sul rialzo dei tassi ha rafforzato il biglietto verde.
A Milano, Piazza Affari gira in negativo sul finale di seduta e chiude in rosso dello 0,65%. Peggiorano sul finale anche gli altri listini Ue: Londra riesce comunque a strappare un rialzo dello 0,46%, Parigi aggiunge lo 0,25%, mentre Francoforte soffre (-0,97%) appesantita dal nuovo crollo di Volkswagen. Tratta debole Wall Street dopo la pubblicazione dei dati macro:
l'indice Dow Jones ha ceduto lo 0,28% attestandosi a quota 17.867,58. L'indice Nasdaq dei titoli tecnologici ha lasciato sul terreno lo 0,05%, arrivando a 5.142.48. I listini hanno perso smalto dopo le parole di Yellen sul possibile rialzo dei tassi. Lo spread è poco mosso leggermente sopra 105 punti base, mentre i Btp rendono l'1,6%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, sulla scia del buon andamento di Wall Street e del debutto vincente della tripla Ipo delle Poste. L'indice Nikkei avanza dell'1,3% a 18.926 punti, mentre Japan Post Holding e le sue divisioni bancaria ed assicurativa mettono a segno risultati interessanti. Japon Post Holding chiude a quota 1.760 yen in rialzo del 20% rispetto all'offerta iniziale di 1.400 yen. Japon Post Bank registra un rialzo del 15% rispetto al prezzo iniziale e Japon Post Insurance un incremento del 56%. A sostenere le quotazioni ha contribuito anche il forte miglioramento dell'attività nel settore dei servizi in Cina. Ad ottobre l'indice Pmi servizi Caixin è salito a 52 da 50,5 di settembre (minimo da 14 mesi). Il paese mostra una generale stabilizzazione delle attività con l'indice composito Caixin che ad ottobre si è avvicinato alla soglia di 50 attestandosi a 49,9, al di sopra dei 48 di settembre (minimo da 80 mesi). Andamento positivo dell'attività dei servizi anche in Giappone, dove ad ottobre registra il secondo maggior tasso di crescita da settembre del 2014. L'indice Pmi servizi è salito ad ottobre a 52,2 da 51,4 di settembre. Bene anche Hong Kong (+2,15%), che ha annunciato una piattaforma comune d'accesso ai titoli con Shenzhen.
Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio accentuano il in calo a New York, dopo la pubblicazione di scorte Usa in crescita più delle attese: il Wti è scambiato sotto la soglia di 47 dollari al barile, in rosso di circa 2 punti percentuali. Prezzo dell'oro poco mosso: il metallo con consegna immediata segna 1.114 dollari l'oncia.
Yellen ha parlato alla Commissione Finanza sulla supervisione sul sistema finanziario, evidenziando che è "più solido" dalla crisi, anche se restano "significativi problemi sul fronte della compliance e della gestione del rischio". Sul possibile rialzo dei tassi, ha detto che "se i dati saranno in linea con le stime, questo è possibile a dicembre"; nessuna decisione, però, "è ancora stata presa". Il settore privato Usa, intanto, a ottobre ha creato 182mila posti di lavoro: il dato che anticipa il rapporto sull'occupazione di venerdì è praticamente in linea con le previsioni degli esperti (che si fermavano a 180mila), ma risulta in calo dai 200mila di settembre. Già il mercato è tornato ad ammettere la possibilità di un cambio di politica monetaria: i future sui Fed Funds, che quantificano questa probabilità, indicano al 52% un innalzamento dei tassi entro fine anno, contro il 38% di settimana scorsa. Dal canto suo, il governatore Bce ha chiesto oggi con urgenza di "completare l'unione bancaria", attuando anche "il progetto di unione del mercato dei capitali". Sulla posizione di Francoforte, ha ribadito che "è pronta ad agire" e "capace" di contrastare la bassa inflazione, riaccendendo l'aspettativa di ampliamento del Quantitative easing nella riunione di dicembre.
Indicazioni positive, dopo la ripresa del manifatturiero, arrivano dagli indici Pmi dei servizi: in Italia l'indicatore sale a ottobre a 53,4 punti, ma gli analisti si aspettavano un progresso maggiore dopo il 53,3 di settembre. In ogni caso, si tratta dell'ottavo mese consecutivo di espansione, una striscia che mancava dal 2007. Forte espansione (la quota di equilibrio è a 50 punti) anche per il terziario tedesco, con il Pmi a 54,5 punti, mentre nell'Eurozona il Pmi si porta a 54,1 punti con il composito a 53,9. Di nuovo negli Usa, le richieste di mutui negli Stati Uniti sono calate dello 0,8% nel corso dell'ultima settimana a quota 414,2 punti e il deficit della bilancio commerciale è calato a 40,8 miliardi. L'euro chiude in calo a 1,0863 dollari e 132,11 yen dopo aver aggiornato a 1,0843 dollari il proprio minimo da tre mesi: le parole di Draghi hanno indebolito la moneta unica, il possibilismo di Yellen sul rialzo dei tassi ha rafforzato il biglietto verde.
A Milano, Piazza Affari gira in negativo sul finale di seduta e chiude in rosso dello 0,65%. Peggiorano sul finale anche gli altri listini Ue: Londra riesce comunque a strappare un rialzo dello 0,46%, Parigi aggiunge lo 0,25%, mentre Francoforte soffre (-0,97%) appesantita dal nuovo crollo di Volkswagen. Tratta debole Wall Street dopo la pubblicazione dei dati macro:
l'indice Dow Jones ha ceduto lo 0,28% attestandosi a quota 17.867,58. L'indice Nasdaq dei titoli tecnologici ha lasciato sul terreno lo 0,05%, arrivando a 5.142.48. I listini hanno perso smalto dopo le parole di Yellen sul possibile rialzo dei tassi. Lo spread è poco mosso leggermente sopra 105 punti base, mentre i Btp rendono l'1,6%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, sulla scia del buon andamento di Wall Street e del debutto vincente della tripla Ipo delle Poste. L'indice Nikkei avanza dell'1,3% a 18.926 punti, mentre Japan Post Holding e le sue divisioni bancaria ed assicurativa mettono a segno risultati interessanti. Japon Post Holding chiude a quota 1.760 yen in rialzo del 20% rispetto all'offerta iniziale di 1.400 yen. Japon Post Bank registra un rialzo del 15% rispetto al prezzo iniziale e Japon Post Insurance un incremento del 56%. A sostenere le quotazioni ha contribuito anche il forte miglioramento dell'attività nel settore dei servizi in Cina. Ad ottobre l'indice Pmi servizi Caixin è salito a 52 da 50,5 di settembre (minimo da 14 mesi). Il paese mostra una generale stabilizzazione delle attività con l'indice composito Caixin che ad ottobre si è avvicinato alla soglia di 50 attestandosi a 49,9, al di sopra dei 48 di settembre (minimo da 80 mesi). Andamento positivo dell'attività dei servizi anche in Giappone, dove ad ottobre registra il secondo maggior tasso di crescita da settembre del 2014. L'indice Pmi servizi è salito ad ottobre a 52,2 da 51,4 di settembre. Bene anche Hong Kong (+2,15%), che ha annunciato una piattaforma comune d'accesso ai titoli con Shenzhen.
Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio accentuano il in calo a New York, dopo la pubblicazione di scorte Usa in crescita più delle attese: il Wti è scambiato sotto la soglia di 47 dollari al barile, in rosso di circa 2 punti percentuali. Prezzo dell'oro poco mosso: il metallo con consegna immediata segna 1.114 dollari l'oncia.