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Borse in rosso, spread sotto quota 100. Yellen: "La politica monetaria è cambiata"

(ap)
Gli addetti ai lavori stanno scontando il probabile rialzo dei tassi negli Usa, mentre la Bce a dicembre potrebbe annunciare l'ampliamento del quantitative easing. L'euro si indebolisce nei confronti del dollaro. Asta Btp: i titoli a tre anni al minimo storico
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MILANO - La volatilità resta la protagonista dei mercati azionari mondiali. I listini di tutto il mondo stanno soffrendo dall'inizio della settimana a causa dell'ottimo rapporto sull'occupazione americana a ottobre diffuso venerdì scorso. Sembra un paradosso, ma le Borse perdono terreno perché il dato sul lavoro Usa conferma la ripresa dell'economia a stelle e strisce e alimenta le attese per un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nella riunione di dicembre. Un rincaro del costo del denaro diminuirebbe la liquidità sui mercati e la compravendita di titoli. Sarebbe il primo dal 2006, ma non sono escluse sorprese. Da Washington il governatore della Banca centrale americana, Janet Yellen, ha detto: "La crisi finanziaria globale ha alterato il modo di pensare la politica monetaria".

E d'altra parte le maggiori incognite al rialzo del costo del denaro in America sono legate ad agenti esterni. Preoccupa infatti la battuta d'arresto della Cina, mentre dal Giappone arrivano segnali positivi con il rimbalzo per gli ordinativi dei macchinari cresciuti in settembre del 7,5% rispetto al mese precedente (-1,7% sul 2014). In Europa, invece, i prezzi al consumo in Francia salgono dello 0,1% mensile e dello 0,2% annuale a ottobre, mentre in Germania l'inflazione sale dello 0,3% annuale e resta invariati su base mensile. La produzione industriale nell'area euro cala dello 0,3% mensile e sale dell'1,7% annuale a settembre. Insomma nel Vecchio continente la ripresa arranca ancora.

Anche per questo il Fmi, alla vigilia del G20 in agenda da domenica ad Ankara, in Turchia, invita la Fed a essere prudente e ad aspettare il rialzo dell'inflazione prima di procedere con la stretta monetaria. Alla Bce, invece, gli economisti di Washington chiedono ai rimodulare il Qe, cosa che probabilmente accadrà a inizio dicembre con l'ampliamento del programma di acquisto di asset: "A dicembre valuteremo come intervenire" ha detto Mario Draghi in audizione al Parlamento Ue. Negli Usa, intanto, le richieste di sussidi alla disoccupazione la scorsa settimana sono rimaste invariate a quota 276.000 contro i 270mila attesi dagli analisti.

L'ipotesi di una stretta monetaria negli Usa con un contestuale allentamento in Europa permette al biglietto verde di consolidare i guadagni realizzati dopo i recenti rally anche se l'euro riesce a chiudere in lieve rialzo a 1,0758 dollari e 132,21 yen dopo aver toccato un minimo di 1,0689. A frenare la corsa del biglietto verde, che si mantiene stabile a 122,90 yen, sono state le dichiarazioni del presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, che ha bocciato la proposta di alzare i tassi in Usa il mese prossimo.

Piazza Affari chiude in forte ribasso lasciando sul parterre il 2,35%, Londra l'1,88%, Parigi l'1,94% e Francoforte arretra dell'1,15%. Debole anche Wall Street: quando chiudono i mercati del Vecchio continente il Dow Jones perde lo 0,9%, l'S&P 500 lo 0,6% e il Nasdaq lo 0,4%.

Bene, invece, il collocamento del Tesoro che ha venduto in asta 5,5 miliardi di Btp a 3, 7, 24 e 25 anni, con rendimenti in calo. Nel dettaglio sono stati venduti 2 miliardi di titoli a 3 anni con un tasso calato al minimo storico dello 0,11% rispetto allo 0,25% della precedente asta. Collocati anche 2,5 miliardi di Btp a 7 anni con un rendimento allo 0,98%, 553 milioni di Btp a 24 anni con un tasso del 2,64% e 447 milioni di Btp a 25 anni con un rendimento al 2,71%, buona la domanda. Lo spread scende sotto quota 100 punti, mentre i Btp rendono l'1,59% sul mercato secondario.

Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso piatta con l'indice Nikkei salito dello 0,03% a 19.697,77 punti, il top da 12 settimane. Tra le materie prime, il prezzo del petrolio è in calo: le scorte settimanali di greggio Usa sono salite di 4,22 milioni di barili a 487,03 milioni di barili, un aumento molto superiore al milione di barili in più previsti. A New York le quotazioni perdono il 2,73% a 41,76 dollari al barile. L'oro è in rialzo a 1.088,55 dollari l'oncia guadagnando lo 0,2%.