✕

Borse deboli dopo il rally, la Fed spinge il dollaro a livelli record

Dopo una vigilia di rialzi, i future indicano un avvio negativo per le Borse europee. Deboli anche le Piazze asiatiche, con Shanghai in calo dell'1% e Tokyo piatta. L'attesa per il rialzo dei tassi Usa spinge il biglietto verde, mentre l'euro cala ai minimi da sette mesi sotto quota 1,07 dollari. Spread poco mosso in area 105 punti base, petrolio sotto 40 dollari
2 minuti di lettura
MILANO - La Federal Reserve pubblica oggi le minute della sua ultima riunione e gli investitori, in attesa di scorgere segnali del prossimo aumento dei tassi d'interesse, corrono a rafforzare il dollaro. Il Bloomberg Dollar spot index, che traccia l'andamento del biglietto verde contro le principali valute concorrenti, nella notte si è avvicinato ai massimi dall'inizio del 2005. L'euro, che attende invece un ampliamento del Quantitative easing da parte della Banca centrale europea, chiude sui minimi da sette mesi a 1,0624 dollari e 131,30 yen.

Secondo alcune letture, la debolezza della moneta unica si lega anche ai venti di guerra che spingeranno la Francia ad incrementare la spesa militare, portando il deficit di bilancio oltre i limiti consentiti dai parametri europei. Insomma, dopo la questione dei migranti, un altro tema economico sembra poter minacciare la (labile) compattezza degli Stati membri, che si dovranno confrontare non solo sul piano politico e mi…
MILANO - La Federal Reserve pubblica oggi le minute della sua ultima riunione e gli investitori, in attesa di scorgere segnali del prossimo aumento dei tassi d'interesse, corrono a rafforzare il dollaro. Il Bloomberg Dollar spot index, che traccia l'andamento del biglietto verde contro le principali valute concorrenti, nella notte si è avvicinato ai massimi dall'inizio del 2005. L'euro, che attende invece un ampliamento del Quantitative easing da parte della Banca centrale europea, chiude sui minimi da sette mesi a 1,0624 dollari e 131,30 yen.

Secondo alcune letture, la debolezza della moneta unica si lega anche ai venti di guerra che spingeranno la Francia ad incrementare la spesa militare, portando il deficit di bilancio oltre i limiti consentiti dai parametri europei. Insomma, dopo la questione dei migranti, un altro tema economico sembra poter minacciare la (labile) compattezza degli Stati membri, che si dovranno confrontare non solo sul piano politico e militare, ma anche su quello della concessione della flessibilità a Parigi.

In questo contesto, dopo il rally della vigilia, i mercati europei trattano in ribasso: a fine giornata Milano cede lo 0,98%. A Piazza Affari si guarda all'andamento di Enel, debole dopo aver diffuso il piano strategico con il quale punta a un utile netto ordinario di circa 3 miliardi nel 2015, di 3,1 nel 2016 e di 3,4 miliardi nel 2017. Deboli anche le altre Borse europee: Londra recupera lo 0,16%, Francoforte perde lo 0,1% e Parigi lo 0,62%. Wall Street chiude positiva con il Dow Jones che sale dell'1,41%, il Nasdaq che avanza dell'1,79% e lo S&P 500 che mette a segno un progresso dell'1,61%.

L'agenda macroeconomica, al netto delle riunioni della Fed e di alcuni interventi di altri governatori americani, non è particolarmente ricca. L'Istat diffonde i dati sulla produzione nelle costruzioni: a settembre l'indice destagionalizzato ha registrato, rispetto al mese precedente, una riduzione dello 0,3%. Da segnalare invece il ritorno al segno positivo con il +0,4% annuo. La produzione edilizia nell'Eurozona è cresciuta dell'1,8% a settembre, rispetto allo stesso mese del 2014. Nella Ue a 28 è invece aumentata, nello stesso periodo, dello 0,6%. Rispetto ad agosto, le costruzioni nei 19 paesi della valuta unica sono scese dello 0,4%. Edilizia al centro anche negli Usa, con dati contrastanti: -11% i nuovi cantieri in ottobre, +4,1% i permessi edilizi. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi è in area 101 punti, poco mosso rispetto alla chiusura di ieri, per un rendimento dell'1,52%.

In mattinata, le Borse asiatiche hanno registrato una giornata incerta: Tokyo ha chiuso piatta (+0,09%) dopo il buon rialzo della vigilia, mentre Shanghai si è indebolita dell'1% circa. Il petrolio cala sotto i 40 dollari al barile per la prima volta da agosto, con le quotazioni che scendono a New York a 39,91 dollari al barile. Pesa l'inatteso rialzo degli stock Usa. L'instabilità internazionale non significa, in questo caso, una corsa ai beni rifugio: l'oro è sceso stamani ai minimi da oltre 5 anni sull'onda dei timori che l'aumento dell'inflazione Usa potrebbe portare la Fed a rialzare i tassi non più tardi del mese prossimo. L'oro è sceso dello 0,5% a 1.064,55 dollari, il livello più basso da febbraio 2015 (le materie prime).