MILANO - Promossa con il "sei meno" anche dall'Eurogruppo. L'Italia passa il vaglio dell'Europa sulla Legge di Stabilità, ma dovrà fare i compiti per primavera. "L'Eurogruppo di fatto ritiene accettabile il progetto di bilancio 2016, ha detto ai giornalisti Padoan a conclusione della riunione dei ministri finanziari. E ha anche anche confermato, però, il rischio di 'non compliance' che tuttavia "sarebbe eliminato nel caso in cui si verificassero a primavera le condizioni per la clausola di riforme e investimenti". E il ministro Pier Carlo Padoan considera gli obblighi di riforme e investimenti richiesti già raggiunti. "L'Eurogruppo concorda con la Commissione che la legge di Stabilità italiana è a rischio di non conformità con i requisiti del Patto", si legge nelle conclusioni. Ma l'Italia "rispetta i criteri per la concessione di una deviazione temporanea aggiuntiva" in base alle clausole di flessibilità, valutate in primavera, e se la valutazione 'ex post' del bilancio sarà positiva, "l'Italia può evitare una deviazione significativa dal tragitto verso l'obiettivo di medio termine".
"Per l'italia c'è un problema di eleggibilità relativamente alle clausole di flessibilità per le riforme strutturali e gli investimenti: la commissione farà una valutazione in primavera", ha specificato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Il ministro delle finanze olandese ha aggiunto che in ogni caso caso l'Italia "si è impegnata a prendere tutte le misure necessarie per rispettare gli obiettivi di bilancio". Sulla questione è intervenuto anche il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici. "La Commissione europea si prenderà tutto il tempo che serve per valutare se e in che misura l'Italia possa avvalersi delle clausole di flessibilità previste dal patto di stabilità e crescita e richieste dal governo italiano". E ha aggiunto: "La decisione finale verrà presa in primavera; ci sono riforme forti in Italia e il Paese sta uscendo dalla recessione".
Sulle riforme aggiuntive chieste dalla Commissione Ue all'Italia per la concessione delle clausole di flessibilità sulle riforme e gli investimenti "siamo assolutamente tranquilli", ha ribadito ai giornalisti Padoan. "Le misure necessarie ci sono. Per quanto riguarda le riforme aggiuntive - ha spiegato il ministro - sono riforme che di fatto il Paese ha già implementato".
Le spese aggiuntive per la sicurezza sono "un tema che stiamo valutando anche nel nostro Paese", ha spiegato Padoan in merito alla possibilità di escludere dal budget le risorse per prevenire attentati e promuovere la difesa interna. Il ministro ha spiegato che alcuni ministri, tra cui il francese, "hanno posto la questione che di fronte a questi gravi fatti ci sarà bisogno di spese aggiuntive per la sicurezza, ma la discussione non è andata oltre".
"Per l'italia c'è un problema di eleggibilità relativamente alle clausole di flessibilità per le riforme strutturali e gli investimenti: la commissione farà una valutazione in primavera", ha specificato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Il ministro delle finanze olandese ha aggiunto che in ogni caso caso l'Italia "si è impegnata a prendere tutte le misure necessarie per rispettare gli obiettivi di bilancio". Sulla questione è intervenuto anche il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici. "La Commissione europea si prenderà tutto il tempo che serve per valutare se e in che misura l'Italia possa avvalersi delle clausole di flessibilità previste dal patto di stabilità e crescita e richieste dal governo italiano". E ha aggiunto: "La decisione finale verrà presa in primavera; ci sono riforme forti in Italia e il Paese sta uscendo dalla recessione".
Sulle riforme aggiuntive chieste dalla Commissione Ue all'Italia per la concessione delle clausole di flessibilità sulle riforme e gli investimenti "siamo assolutamente tranquilli", ha ribadito ai giornalisti Padoan. "Le misure necessarie ci sono. Per quanto riguarda le riforme aggiuntive - ha spiegato il ministro - sono riforme che di fatto il Paese ha già implementato".
Le spese aggiuntive per la sicurezza sono "un tema che stiamo valutando anche nel nostro Paese", ha spiegato Padoan in merito alla possibilità di escludere dal budget le risorse per prevenire attentati e promuovere la difesa interna. Il ministro ha spiegato che alcuni ministri, tra cui il francese, "hanno posto la questione che di fronte a questi gravi fatti ci sarà bisogno di spese aggiuntive per la sicurezza, ma la discussione non è andata oltre".