MILANO - Seduta contrastata per le Borse del Vecchio continente alla vigilia dell'attesa riunione della Bce. I mercati stanno scontando un nuovo intervento di Mario Draghi a sostegno della ripresa economica, probabilmente attraverso un allargamento del Quantitative easing, il piano di acquisto di titoli sul mercato secondario, e forse anche un taglio dei tassi sui depositi già scesi al -0,2%. I listini, però, restano preda della volatilità anche per le parole del governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, sulla politica monetaria Usa in vista della stretta sui tassi in programma per metà dicembre.
L'euro chiude in calo a 1,0569 dollari, prossimo ai minimi di giornata. Il biglietto verde, che avanza inoltre a 123,42 yen, è sostenuto dalle dichiarazioni di Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, secondo il quale solo un "drastico" deterioramento del quadro economico giustificherebbe un ritardo sull'annunciata stretta monetaria. Piazza Affari chiude in calo dello 0,08% una seduta volatile, mentre Londra recupera lo 0,48%, in perdita frazionale Francoforte (-0,54%) e Parigi (-0,04%)%. In calo lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, a quota 91 punti base, mentre i titoli italiani a 10 anni sul mercato secondario sono scambiati a un tasso dell'1,38%. A Wall Street il Dow Jones cede lo 0,2%, l'S&P lo 0,3%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,1%.
L'agenda macroeconomica di giornata si focalizza sull'inflazione dell'Eurozona e il lavoro privato negli Usa che in attesa del rapporto integrale di venerdì prossimo registra un +217mila occupati a novembre a fronte di attese per 192mila nuovi posti. In crescita anche la produttività (agenda dei mercati).
Chiusura negativa questa mattina per la Borsa di Tokyo che lascia sul terreno lo 0,37 per cento. Dopo l'entusiasmo della giornata precedente, la seduta è stata all'insegna della prudenza, in assenza di elementi importanti e in attesa della riunione di domani della Banca centrale europea. Al termine degli scambi il Nikkei ha perso 74,27 punti e chiuso a 19.938,13 punti, sotto la soglia simbolica di 20.000 punti per la prima volta da agosto. La seduta è stata poco animata con 1,9 miliardi di titoli scambiati sul mercato principali.
Sul fronte delle materie prime quotazioni il petrolio accelera i ribassi arrivando a perdere oltre il 2% sotto i 41 dollari al barile, dopo che il dipartimento all'energia americano ha pubblicato i dati sulle scorte settimanali. Gli stock di petrolio sono aumentati di misura, ma gli analisti attendevano un dato in calo. Venerdì è in calendario a Vienna la riunione dell'Opec che dovrà affrontare il tema dell'accumulo delle scorte e del mancato rispetto dei limiti di produzione. Poco mosso il prezzo dell'oro in attesa delle decisioni della Fed sui tassi di interesse. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.069 dollari l'oncia.
L'euro chiude in calo a 1,0569 dollari, prossimo ai minimi di giornata. Il biglietto verde, che avanza inoltre a 123,42 yen, è sostenuto dalle dichiarazioni di Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, secondo il quale solo un "drastico" deterioramento del quadro economico giustificherebbe un ritardo sull'annunciata stretta monetaria. Piazza Affari chiude in calo dello 0,08% una seduta volatile, mentre Londra recupera lo 0,48%, in perdita frazionale Francoforte (-0,54%) e Parigi (-0,04%)%. In calo lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, a quota 91 punti base, mentre i titoli italiani a 10 anni sul mercato secondario sono scambiati a un tasso dell'1,38%. A Wall Street il Dow Jones cede lo 0,2%, l'S&P lo 0,3%, mentre il Nasdaq avanza dello 0,1%.
L'agenda macroeconomica di giornata si focalizza sull'inflazione dell'Eurozona e il lavoro privato negli Usa che in attesa del rapporto integrale di venerdì prossimo registra un +217mila occupati a novembre a fronte di attese per 192mila nuovi posti. In crescita anche la produttività (agenda dei mercati).
Chiusura negativa questa mattina per la Borsa di Tokyo che lascia sul terreno lo 0,37 per cento. Dopo l'entusiasmo della giornata precedente, la seduta è stata all'insegna della prudenza, in assenza di elementi importanti e in attesa della riunione di domani della Banca centrale europea. Al termine degli scambi il Nikkei ha perso 74,27 punti e chiuso a 19.938,13 punti, sotto la soglia simbolica di 20.000 punti per la prima volta da agosto. La seduta è stata poco animata con 1,9 miliardi di titoli scambiati sul mercato principali.
Sul fronte delle materie prime quotazioni il petrolio accelera i ribassi arrivando a perdere oltre il 2% sotto i 41 dollari al barile, dopo che il dipartimento all'energia americano ha pubblicato i dati sulle scorte settimanali. Gli stock di petrolio sono aumentati di misura, ma gli analisti attendevano un dato in calo. Venerdì è in calendario a Vienna la riunione dell'Opec che dovrà affrontare il tema dell'accumulo delle scorte e del mancato rispetto dei limiti di produzione. Poco mosso il prezzo dell'oro in attesa delle decisioni della Fed sui tassi di interesse. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.069 dollari l'oncia.