MILANO - La Bce ha stabilito il taglio dei tassi sui depositi al -0,3%, dieci punti base in meno del livello precedente, e il governatore Mario Draghi ha annunciato un ampliamento del Quantitative easing fino al marzo 2017. Ma i mercati si aspettavano tutte queste mosse, anzi speravano in qualcosa di più: per una volta, non sono stati sorpresi dal presidente dell'Eurotower e così si sono indeboliti. Dopo aver scontato nelle ultime sedute i provvedimenti, gli investitori avrebbero avuto bisogno di qualcosa in più per festeggiare, ma Draghi è convinto che - per il momento - sia stato fatto tutto il necessario.
Nel corso della seduta, i listini europei hanno accelerato al ribasso dopo l'ufficializzazione della posizione della Bce: Milano ha chiuso in calo del 2,47%, Londra del 2,27%, Francoforte e Parigi, entrambe del 3,58%. Lo spread schizza in area 100 punti con i Btp che arrivano a rendere l'1,6% dopo l'1,38% della mattinata: gli investitori confidavano in un taglio maggiore dei tassi sui depositi nella speranza che più titoli sarebbero potuti entrare nel paniere degli acquisti della Bce, cosa che invece non accadrà. Si rafforza l'euro, a testimonianza che i mercati si aspettavano di più da Draghi: la moneta unica, che in mattinata scambiava sotto 1,06 dollari, risale in chiusura verso area 1,085. Chiusura in negativo per Wall Street. Il Dow Jones lascia l'1,40% a 17.481,21 punti, il Nasdaq l'1,67% a 5.037,53 punti; flessione dell'1,4 per lo S&P 500.
Anche la Federal Reserve è nel mirino degli investitori: ieri sera il governatore, Janet Yellen, ha lasciato capire che rialzerà i tassi Usa nella riunione dei prossimi 15 e 16 dicembre. Un'opinione ribadita anche oggi davanti al Congresso Usa: secondo Yellen aspettare troppo a lungo per iniziare a effettuare una stretta potrebbe comportare vari rischi destabilizzando i mercati finanziari. Il dato Adp di ieri, secondo cui a novembre sono stati creati più posti di lavoro del previsto nel settore privato, è stato una buona premessa per il rapporto sull'occupazione del mese scorso in arrivo domani. Deludenti, oggi, i rilievi sulle richieste di sussidio di disoccupazione: sono aumentate di 9mila unità nella settimana al 28 novembre attestandosi a 269mila, mentre le attese erano per una lettura a 265mila dai 260mila della scorsa settimana.
Sul fronte macroeconomico, in Francia il tasso di disoccupazione sale al 10,2% nel secondo trimestre, il top da 18 anni. Indicazioni arrivano da Markit con i Pmi dei servizi: in Italia, il dato è stabile a novembre a 53,4 punti, conferma a 55,6 per la Germania ma nel complesso dell'Eurozona rallenta a 54,2 punti. In Cina, l'indice Pmi servizi ha registrato un calo inatteso dopo il netto rialzo di ottobre. Secondo la rilevazione presso i responsabili acquisti del settore servizi realizzata da Caixin, l'indice è risultato a novembre in calo a 51,2 da 52 di ottobre che era il dato migliore da tre mesi. Lo stesso indice rallenta anche in Giappone a 51,6 da 52,2: il rallentamento si segnala sia per l'attività che per i nuovi ordini dell'industria dei servizi nipponici. Quanto alle vendite al dettaglio, infine, segnali di rallentamento dall'Eurozona con un calo dello 0,1% a ottobre, sul mese precedente. Negli Usa, gli ordini alle industrie ad ottobre hanno registrato un incremento mensile dell'1,5% oltre le attese.
La Borsa di Tokyo chiude piatta, in attesa della riunione della Bce: l'indice Nikkei avanza dello 0,01% a 19.939,90 punti.
Dopo le vendite della vigilia, il petrolio rimbalza sui mercati asiatici sopra il livello di 40 dollari: il contratto sul barile Wti consegna gennaio ha registrato un prezzo i 40,14 dollari negli scambi sul mercato asiatico. Il barile Brent è segnalato a 42,72 dollari, in rialzo di 23 centesimi. Domani è in programma un vertice Opec con il cartello dei paesi produttori diviso sull'opportunità di tagliare le quote produttive. L'oro è ai minimi dal 2010: il metallo prezioso è scambiato a 1.046,44 dollari l'oncia con una riduzione dello 0,7%.
Nel corso della seduta, i listini europei hanno accelerato al ribasso dopo l'ufficializzazione della posizione della Bce: Milano ha chiuso in calo del 2,47%, Londra del 2,27%, Francoforte e Parigi, entrambe del 3,58%. Lo spread schizza in area 100 punti con i Btp che arrivano a rendere l'1,6% dopo l'1,38% della mattinata: gli investitori confidavano in un taglio maggiore dei tassi sui depositi nella speranza che più titoli sarebbero potuti entrare nel paniere degli acquisti della Bce, cosa che invece non accadrà. Si rafforza l'euro, a testimonianza che i mercati si aspettavano di più da Draghi: la moneta unica, che in mattinata scambiava sotto 1,06 dollari, risale in chiusura verso area 1,085. Chiusura in negativo per Wall Street. Il Dow Jones lascia l'1,40% a 17.481,21 punti, il Nasdaq l'1,67% a 5.037,53 punti; flessione dell'1,4 per lo S&P 500.
Anche la Federal Reserve è nel mirino degli investitori: ieri sera il governatore, Janet Yellen, ha lasciato capire che rialzerà i tassi Usa nella riunione dei prossimi 15 e 16 dicembre. Un'opinione ribadita anche oggi davanti al Congresso Usa: secondo Yellen aspettare troppo a lungo per iniziare a effettuare una stretta potrebbe comportare vari rischi destabilizzando i mercati finanziari. Il dato Adp di ieri, secondo cui a novembre sono stati creati più posti di lavoro del previsto nel settore privato, è stato una buona premessa per il rapporto sull'occupazione del mese scorso in arrivo domani. Deludenti, oggi, i rilievi sulle richieste di sussidio di disoccupazione: sono aumentate di 9mila unità nella settimana al 28 novembre attestandosi a 269mila, mentre le attese erano per una lettura a 265mila dai 260mila della scorsa settimana.
Sul fronte macroeconomico, in Francia il tasso di disoccupazione sale al 10,2% nel secondo trimestre, il top da 18 anni. Indicazioni arrivano da Markit con i Pmi dei servizi: in Italia, il dato è stabile a novembre a 53,4 punti, conferma a 55,6 per la Germania ma nel complesso dell'Eurozona rallenta a 54,2 punti. In Cina, l'indice Pmi servizi ha registrato un calo inatteso dopo il netto rialzo di ottobre. Secondo la rilevazione presso i responsabili acquisti del settore servizi realizzata da Caixin, l'indice è risultato a novembre in calo a 51,2 da 52 di ottobre che era il dato migliore da tre mesi. Lo stesso indice rallenta anche in Giappone a 51,6 da 52,2: il rallentamento si segnala sia per l'attività che per i nuovi ordini dell'industria dei servizi nipponici. Quanto alle vendite al dettaglio, infine, segnali di rallentamento dall'Eurozona con un calo dello 0,1% a ottobre, sul mese precedente. Negli Usa, gli ordini alle industrie ad ottobre hanno registrato un incremento mensile dell'1,5% oltre le attese.
La Borsa di Tokyo chiude piatta, in attesa della riunione della Bce: l'indice Nikkei avanza dello 0,01% a 19.939,90 punti.
Dopo le vendite della vigilia, il petrolio rimbalza sui mercati asiatici sopra il livello di 40 dollari: il contratto sul barile Wti consegna gennaio ha registrato un prezzo i 40,14 dollari negli scambi sul mercato asiatico. Il barile Brent è segnalato a 42,72 dollari, in rialzo di 23 centesimi. Domani è in programma un vertice Opec con il cartello dei paesi produttori diviso sull'opportunità di tagliare le quote produttive. L'oro è ai minimi dal 2010: il metallo prezioso è scambiato a 1.046,44 dollari l'oncia con una riduzione dello 0,7%.