Economia

Borse Ue contrastate. Il Pil Usa cresce del 2% nel terzo trimestre

I mercati risalgono dopo la debolezza di ieri, anche il barile si allontana dai minimi toccati alla vigilia. Debole Tokyo (0,1%) con il tonfo di Toshiba. Buone notizie dalla Germania: risale la fiducia dei consumatori e lascia sperare un buon inizio del 2016 per l'andamento del commercio

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MILANO - I mercati europei archiviano una seduta da giorno festivo con scambi deboli e contrastati. L'apertura delle Borse è stata positiva, al passo delle materie prime in recupero. Dopo poche battute, però, i segni dei listini del Vecchio continente sono diventati misti con un nervosismo che ha accompagnato l'intera giornata: Milano alla fine ha ceduto lo 0,19%, Francoforte lo 0,09%, mentre Parigi è salita dello 0,05% e Londra dello 0,6%. Fatica a rimbalzare Madrid che, reduce da un tonfo del 3,6%, ha recuperato solo lo 0,53%. Alla chiusura dei mercati europei, rialzo timido per Wall Street dove il Dow Jones e l'S&P 500 salgono dello 0,3%, il Nasdaq oscilla intorno alla stabilità.

La notizia di giornata arriva dagli Usa, dove l'economia è cresciuta nel terzo trimestre del 2%: lo afferma il Dipartimento del Commercio, rivedendo leggermente al ribasso la stima precedente di un Pil in aumento del 2,1%. Si tratta comunque di una notizia positiva se si considera che gli analisti scommettevano su una crescita dell'1,9%: si conferma dunque la base sulla quale la Fed ha deciso di alzare il costo del denaro, avviando la normalizzazione della politica monetaria giustificata proprio dalla buona salute dell'economia a stelle e strisce. Nel frattempo, la vendita di case esistenti affonda del 10,5% a novembre, al tasso annuale di 4,76 milioni di unità, il minimo da luglio, mentre l'indice sull'attività manifatturiera nell'area di Richmond è salito a 6 punti in dicembre dai -3 di novembre.

Sul listino meneghino continua la corsa di Rcs, che ha posto l'obiettivo di utile dal 2016 nel nuovo piano industriale, mentre Fca ha annunciato di aver rimborsato bond in scadenza nel 2021 per un valore di oltre 3 miliardi di dollari. Il prezzo del petrolio è in ripresa, in attesa dei dati sulle scorte settimanali Usa, ma il greggio resta non lontano dai livelli minimi da oltre un decennio: il Wti in area 36 dollari, il Brent a 36,5. Le Borse del Vecchio continente continuano poi a interrogarsi sul destino della Spagna, con le urne che hanno consegnato una situazione difficile da sciogliere: socialisti e Podemos chiudono la porta a Mariano Rajoy, che rivendica il diritto di formare un governo.

Qualche spunto positivo per l'Europa arriva dalle rilevazioni macroeconomiche: torna a crescere la fiducia dei consumatori tedeschi. L'indice calcolato dall'istituto Gfk mostra una risalita a 9,4 punti per gennaio rispetto al 9,3 di dicembre. E' il primo dato positivo dopo quattro mesi di ribassi, che secondo gli osservatori erano legati alle preoccupazioni per i massicci ingressi di migranti nel Paese. L'indicazione per gennaio è leggermente superiore alle stime di consenso (9,3) e, commenta Gfk, "pone le fondamenta per una buona annata dei consumi". L'euro è poco mosso nei confronti del dollaro: la moneta unica viene scambiata a quota 1,0905 nei confronti del biglietto verde americano, rispetto alla valutazione di 1,0919 fatta segnare alla chiusura indicativa di ieri a Wall Street. Per quanto riguarda, invece, il cambio con lo yen, l'euro passa di mano oggi a 132,17 contro i 132,44 dell'ultima rilevazione. Avvio di seduta stabile per lo spread tra Btp e Bund, mentre resta la tensione sui Bonos spagnoli. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e l'omologo tedesco si muove in area 105 punti base, in linea con la chiusura di ieri, mentre il rendimento si porta all'1,62%. Il rendimento dei decennali spagnoli si dirige invece verso l'1,9%.

In Asia si è registrata una giornata positiva, dopo che il governo cinese ha mostrato la sua disponibilità verso nuove misure di stimolo per frenare il rallentamento dell'economia. La politica monetaria deve essere più "flessibile", così da creare le "appropriate condizioni per le riforme strutturali", e quella fiscale più "forte", ha comunicato lunedì il governo di Pechino. Hong Kong sale dello 0,2%, positive Shanghai (+0,26%), Seul (+0,6%) e Sydney (+0,15%). Stona la Borsa di Tokyo, con il Nikkei appesantito dalla caduta della blue chip Toshiba, scattata dopo l'annuncio di stime pesanti perdite. Alla fine l'indice principale ha limato lo 0,16%, con il titolo Toshiba che ha lasciato sul terreno oltre il 12% del valore, dopo la caduta del 9,8% sofferta lunedì: viaggia ai minimi da sette anni dopo l'annuncio di perdite record e di una pesante ristrutturazione che prevede la riduzione di oltre diecimila posti di lavoro. Il valore del titolo si è più che dimezzato dall'aprile scorso quando è emerso lo scandalo dei bilanci truccati tra il 2008 e il 2014. Per altro, Moody's ha operato un doppio taglio al giudizio sulla casa dell'elettronica, ora giudicata 'spazzatura'. Bene invece Sharp, che è partito al rialzo dopo i rumors su un'offerta di apporto di risorse per 500 miliardi di yen da parte del gruppo taiwanese Hon Hai. Quotazioni dell'oro poco mosse: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.078,43 dollari.