MILANO - Nel 2014 i settori media e tlc hanno visto ridursi i ricavi complessivi mediamente del 4,7% e del 18,7% nel periodo 2010-2014. Sono alcuni dei numeri che emergono dal focus dell'autorità per le telecomunicazioni sull'analisi dei bilanci (relativi ai cinque esercizi compresi tra il 2010 ed il 2014) delle principali imprese presenti nei mercati di interesse istituzionale dell'autorità contenuti nell'osservatorio sulle comunicazioni. Tra il 2010 e il 2014 il settore con una perdita maggiore è stato quello dell'editoria quotidiana e periodica con una perdita pari al 31,2%, seguito dal settore delle telecomunicazioni con un calo del 22,5 per cento. Si registra una generale riduzione dei livelli di profittabilità e nei settori considerati, tra il 2010 e il 2014, si registra una diminuzione di 19.600 addetti, con punte di 7.900 nel settore delle telecomunicazioni.
Guardando nel dettaglio al settore dei media, l'Agcom evidenzia come nell'intero periodo considerato i ricavi delle principali imprese televisive si sono ridotti di 1,5 miliardi. Gran parte della flessione è dovuta alla contrazione degli introiti pubblicitari; considerando l'intero periodo diminuiscono anche i ricavi provenienti dagli abbonamenti pay tv. Si riduce la redditività: l'ebitda passa dal 29,1% del 2010 al 23,1% del 2014 mentre l'ebit scende dal 6,4% al -0,1 per cento. Risulta relativamente stabile la patrimonializzazione, che scende in misura consistente tra il 2010 ed il 2012 per poi tornare nel 2014 vicino ai livelli di inizio periodo. L'occupazione complessiva, con circa 20.800 addetti nel 2014 si è ridotta nel periodo di circa 1.000 addetti (-4,5% circa).
Per l'editoria, invece, tra il 2010 ed il 2014 i ricavi complessivi si riducono di circa 2 miliardi (-31,2% gli introiti ottenuti in Italia). L'ebitda, mediamente pari al 5,2% nel 2010, risulta pesantemente negativa nel 2012 e 2013 (rispettivamente -12,2% e -10,2%) e si riporta in area positiva lo scorso anno (1,1%). Più intensi rispetto alle imprese televisive gli effetti della crisi sui livelli occupazionali: tra il 2010 ed il 2014 le imprese dell'editoria perdono oltre il 20% degli addetti, che scendono da 19.300 a 15.200 dipendenti.
Banda larga. Avanza la banda larga in Italia con gli accessi, spinti soprattutto dalla crescita di quelli in fibra che si avvicinano ai 2 milioni. Stando ai dati di settembre, gli accessi su base annua aumentano di circa 530.000 accessi (110.000 in più rispetto a giugno 2015). Si riducono gli accessi in tecnologia xdsl (-170 mila) e crescono (circa +690 mila) gli accessi con altre tecnologie, che sfiorano 1,9 milioni grazie in particolare alla crescita degli accessi fttc-ftth. Le linee fisse broadband con una velocità superiore ai 10 mbit/ sono quasi il 27% del totale. I servizi nga superano 1,2 milioni di accessi (+580 mila da inizio anno) grazie alla crescita, in particolare, degli accessi di Telecom Italia e di Fastweb la quota di Telecom Italia è pari al 47,2% con una flessione (-1,5 punti percentuali da settembre 2014) rallentata dal buon andamento degli accessi in fibra. Guardando alle linee mobili rallenta la flessione della customer base mobile e oltre il 50% delle sim è usato per scaricare dati.
Sim. Sul fronte delle linee mobili, evidenzia l'osservatorio di Agcom, sembra rallentare la flessione della customer base rispetto ai precedenti trimestri (-0,1 milioni su base trimestrale e -1,7 milioni rispetto a settembre 2014). Su base annua le linee degli mno, operatori tradizionali, diminuiscono di 1,8 milioni, mentre quelle degli mvno risultano sostanzialmente stabili e in sostanza cresce dunque il loro peso (vicino all'8% delle linee attive complessive). Telecom Italia si conferma leader di mercato con il 32,3% (+0,2 punti percentuali rispetto a settembre 2014), mentre al 26,5% scende Vodafone (-1,0 punti percentuali su base annua). Gli sms inviati si riducono su base annua di circa un terzo. Continua la crescita del traffico dati (+45%) e le sim che effettuano traffico dati, nel terzo trimestre dell'anno, hanno superato il 50% della customer base complessiva (hanno superato i 47 milioni, 13% su base annua). Nel terzo trimestre dell'anno si stima una crescita unitaria dei consumi superiore al 20% rispetto al corrispondente valore del 2014 (da 3,3 a 4,0 giga/trimestre per ciascuna sim che effettua traffico dati).
Guardando nel dettaglio al settore dei media, l'Agcom evidenzia come nell'intero periodo considerato i ricavi delle principali imprese televisive si sono ridotti di 1,5 miliardi. Gran parte della flessione è dovuta alla contrazione degli introiti pubblicitari; considerando l'intero periodo diminuiscono anche i ricavi provenienti dagli abbonamenti pay tv. Si riduce la redditività: l'ebitda passa dal 29,1% del 2010 al 23,1% del 2014 mentre l'ebit scende dal 6,4% al -0,1 per cento. Risulta relativamente stabile la patrimonializzazione, che scende in misura consistente tra il 2010 ed il 2012 per poi tornare nel 2014 vicino ai livelli di inizio periodo. L'occupazione complessiva, con circa 20.800 addetti nel 2014 si è ridotta nel periodo di circa 1.000 addetti (-4,5% circa).
Per l'editoria, invece, tra il 2010 ed il 2014 i ricavi complessivi si riducono di circa 2 miliardi (-31,2% gli introiti ottenuti in Italia). L'ebitda, mediamente pari al 5,2% nel 2010, risulta pesantemente negativa nel 2012 e 2013 (rispettivamente -12,2% e -10,2%) e si riporta in area positiva lo scorso anno (1,1%). Più intensi rispetto alle imprese televisive gli effetti della crisi sui livelli occupazionali: tra il 2010 ed il 2014 le imprese dell'editoria perdono oltre il 20% degli addetti, che scendono da 19.300 a 15.200 dipendenti.
Banda larga. Avanza la banda larga in Italia con gli accessi, spinti soprattutto dalla crescita di quelli in fibra che si avvicinano ai 2 milioni. Stando ai dati di settembre, gli accessi su base annua aumentano di circa 530.000 accessi (110.000 in più rispetto a giugno 2015). Si riducono gli accessi in tecnologia xdsl (-170 mila) e crescono (circa +690 mila) gli accessi con altre tecnologie, che sfiorano 1,9 milioni grazie in particolare alla crescita degli accessi fttc-ftth. Le linee fisse broadband con una velocità superiore ai 10 mbit/ sono quasi il 27% del totale. I servizi nga superano 1,2 milioni di accessi (+580 mila da inizio anno) grazie alla crescita, in particolare, degli accessi di Telecom Italia e di Fastweb la quota di Telecom Italia è pari al 47,2% con una flessione (-1,5 punti percentuali da settembre 2014) rallentata dal buon andamento degli accessi in fibra. Guardando alle linee mobili rallenta la flessione della customer base mobile e oltre il 50% delle sim è usato per scaricare dati.
Sim. Sul fronte delle linee mobili, evidenzia l'osservatorio di Agcom, sembra rallentare la flessione della customer base rispetto ai precedenti trimestri (-0,1 milioni su base trimestrale e -1,7 milioni rispetto a settembre 2014). Su base annua le linee degli mno, operatori tradizionali, diminuiscono di 1,8 milioni, mentre quelle degli mvno risultano sostanzialmente stabili e in sostanza cresce dunque il loro peso (vicino all'8% delle linee attive complessive). Telecom Italia si conferma leader di mercato con il 32,3% (+0,2 punti percentuali rispetto a settembre 2014), mentre al 26,5% scende Vodafone (-1,0 punti percentuali su base annua). Gli sms inviati si riducono su base annua di circa un terzo. Continua la crescita del traffico dati (+45%) e le sim che effettuano traffico dati, nel terzo trimestre dell'anno, hanno superato il 50% della customer base complessiva (hanno superato i 47 milioni, 13% su base annua). Nel terzo trimestre dell'anno si stima una crescita unitaria dei consumi superiore al 20% rispetto al corrispondente valore del 2014 (da 3,3 a 4,0 giga/trimestre per ciascuna sim che effettua traffico dati).