Economia

Borse Ue in rialzo, ma preoccupano le scorte di petrolio

Il timore degli addetti ai lavori è che l'eccesso di greggio sia destinato a durare ancora a lungo soprattutto alla luce dei segnali di rallentamento dell'economia globale. In frenata la produzione industriale giapponese, mentre preoccupa ancora la Cina. Stabile lo spread. Poco mosso l'euro contro il dollaro

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MILANO - Per i mercati del Vecchio continente sono sedute pigre le ultime dell'anno. Senza appuntamenti macroeconomici di rilievo a condizionare l'atteggiamento degli investitori è ancora una volta il petrolio a muovere i corsi azionari. Tra i trader prevale il timore che le scorte mondiali in eccesso non siano destinate a calare presto. Una preoccupazione riaccesa ieri dal calo dell'1% della produzione industriale in Giappone a novembre che si è aggiunta al dato diffuso in Cina nel weekend e secondo cui nella seconda economia al mondo i profitti registrati da gruppi industriali a novembre sono scesi per il sesto mese di fila. In questo modo i prezzi del greggio restano sotto pressione per i timori di un rallentamento della domanda e la previsione di alti livelli di produzione: il Wti è in lieve recupero sopra quota 37 dollari barile; stabile a quota 37 anche il Brent.

A Milano Piazza Affari archivia la penultima seduta dell'anno in rialzo dell'1,37%, mentre Londra recupera lo 0,96%, Parigi l'1,81% e Francoforte l'1,94%. Chiusura in calo per l'euro ma sempre sopra quota 1,09 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,0907 dollari e arretra anche nei confronti dello yen a 131,40. Poco mosso in area 100 punti anche lo spread, mentre i Btp rendono l'1,62% dopo che il Tesoro ha venduto sei miliardi di Bot semestrali, con un rendimento in rialzo di 7 centesimi a -0,038%. Venduti anche 1,5 miliardi di Ctz agosto 2017 a un tasso pari a -0,109%, minimo record. Anche Wall Street chiude in territorio positivo: il Dow Jones sale dell'1,10% a 17.721,05 punti, il Nasdaq avanza dell'1,33% a 5.107,94 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,06% a 2.078,35 punti.

Sul fronte macroeconomico si registra il calo della fiducia di imprese e consumatori a dicembre, mentre negli Usa i prezzi delle case sono aumentati leggermente a ottobre. Lo rende noto l'indice S&P/Case Shiller, che comprende 20 aree metropolitane, che è salito del 5,5% su base tendenziale (5,4% a settembre). La stima degli economisti era 5,4%. In aumento anche la fiducia dei consumatori Usa che in dicembre è salita a 96,5 da 96,2 di novembre: gli analisti scommetteva su 93,5.

In mattinata, la Borsa di Tokyo, dopo un'apertura in rosso, inverte la rotta sul finale e riesce ad archiviare la seduta in terreno positivo in un mercato piuttosto volatile e in un clima ancora festivo. Al termine degli scambi l'indice Nikkei dei titoli guida chiude con un progresso dello 0,58% a 18.982,23 punti. Il più ampio indice Topix guadagna lo 0,93% a 1.543,39 punti. La seduta, come quella di ieri, è stata una delle meno attive dell'anno con solo 1,58 miliardi di titoli scambiati sul mercato primario.