Sindacati in piazza a Milano contro la Fornero, sulle magliette: "41 anni bastano per la pensione"
In piazza per cambiare la legge Fornero sulle pensioni, rendendo meno rigidi i criteri per l'uscita. E' l'obiettivo della protesta dei sindacati, con Cgil, Cisl e Uil unite nel chiedere al governo "flessibilità per tutti", "rispetto per fatica e lavori diversi". Richieste che sono gli slogan delle manifestazioni principali di Roma, Napoli e Venezia. Anche Milano, comunque, ha voluto far sentire la sua voce organizzando in piazza San Babila una protesta fatta di slogan, bandiere e volantinaggi. LEGGI L'ARTICOLO
Palermo: sindacati in piazza contro la Fornero: "Le pensioni per dare lavoro ai giovani"
"Cambiare le pensioni per dare lavoro ai giovani". Con questo slogan Cgil, Cisl e Uil Palermo manifestano, come in tutte le piazze d'Italia, anche nel capoluogo siciliano. Oltre al sit in in piazza Politeama, anche un volantinaggio davanti alla Prefettura, per chiedere al governo la modifica dell'attuale normativa sulle pensioni, che ritarda l'uscita dal mondo del lavoro e conseguentemente - sottolineano i sindacati - non aiuta ad abbattere i livelli di disoccupazione giovanile, che in provincia di Palermo tocca punte del 60 per cento. Davanti al teatro Politeama è stato installato un gazebo per l'intervento dei tre segretari confederali e di tre lavoratori. In piazza il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Daniela De Luca e il responsabile Uil Palermo e componente della segreteria regionale Uil Gianni Borrelli. Presenti, inoltre, Monica Genovese, della segreteria regionale Cgil Sicilia, Giorgio Tessitore per la segreteria Cisl Sicilia e Giuseppe Raimondi, segreteria regionale Uil Sicilia. "La legge Monti-Fornero sulle pensioni - spiegano Cgil, Cisl e Uil - è stata la più gigantesca operazione di cassa fatta sul sistema previdenziale italiano. Sono stati prelevati nel periodo 2013-2020 circa 80 miliardi di euro con una manovra economica fatta a danno di lavoratori e pensionati su un sistema giudicato sostenibile da tutte le istituzioni nazionali ed internazionali. Questi interventi hanno introdotto elementi di eccessiva rigidità nell'accesso alla pensione, generando iniquita' e problematiche che ancora oggi aspettano una soluzione definitiva". (di Gioacchino Amato. Foto Franco Lannino/Studio Camera)
Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, è ieri andato nel paese natale dell'ex ministra, San Carlo Canavese, in provincia di Torino, per dire ancora una volta no a una legge che definisce "infame". Eppure secondo la Corte dei Conti le nuove regole hanno permesso allo Stato di risparmiare oltre 30 miliardi di euro l'anno. "Non se ne può più che ogni volta che il Paese ha bisogno di risorse - dice Furlan - si incide sui lavoratori: ci sono 150 miliardi di evasione fiscale e 50 di costi della corruzione. Qualcuno deve trovare le risorse per fare andare in pensione ad una età decente". Anche per lasciare spazio a giovani, ripetono i sindacati.