MILANO - Il premier Matteo Renzi ha utilizzato Facebook per lanciare l'idea di allargare gli 80 euro "non solo ai 10 milioni di italiani che prendono meno di 1.500 euro o a chi serve con una uniforme il nostro Paese. Ma anche a chi prende la pensione minima", precisando poi "vedremo se saremo in grado di farlo". L'idea di un nuovo bonus non poteva certo passare inosservata: l'ipotesi di Allargare gli 80 euro anche alla platea delle pensioni minime vede "favorevole" il ministero del lavoro, Giuliano Poletti che sottolinea, tuttavia, la necessità di compatibilità con i conti.
Ai microfoni di Radio24 ha spiegato: "E' un tema che è presente da quando si decise il bonus degli 80 euro ai lavoratori due anni fa" e "naturalmente questo è un tema che va affrontato all'interno della legge di Stabilità perché abbiamo una ovvia esigenza di compatibilità rispetto all'utilizzo delle risorse". Il ministro ha aggunto: "Sono favorevole naturalmente al fatto che anche le pensioni più basse abbiano un loro adeguamento. Lo dovremo vedere dentro a questo contesto generale di equilibrio della nostra economia e del nostro bilancio".
Tra i sindacati sentimenti contrastanti di sostegno e scetticismo. "Abbiamo sempre chiesto di estendere gli 80 euro a tutti i pensionati che sono il vero ammortizzatore sociale del paese", ha commentato il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. Ma "capire se si tratta di pensioni sociali o contributive è tutto un rebus. Il governo ci spieghi a chi andrebbe il bonus e cosa vuole fare per renderlo strutturale. Ogni volta sposta il tiro, lo faccia ma per tutti i pensionati". Scettica anche Susanna Camusso, la leader della Cgil: "Lo mettiamo nel capitolo annunci o nel capitolo 'siamo in difficoltà?", si è chiesta ironica avanzando il dubbi che sia una trovata per recuperare consensi. Ok al bonus, ma con platea più ampia, è la proposta della Cisl. Dal fronte del governo, il sottosegretario Tommaso Nannicini, che ha la supervisione sulle questioni economiche, ha parlato a Omnibus su La7 di "tema da approfondire. Non è una riforma delle pensioni, si tratta di alcuni accorgimenti per il sostegno delle pensioni basse e sarà fatto da qui alla fine della legislatura, il 2018". Ha aggiunto, frenando: "I tempi - aggiunge - non so prevederli. Non è la priorità. La visione deve essere d'insieme. A un certo punto arriveremo al tema di sostenere il reddito di pensioni molto basse. Quanto costa il provvedimento? Capisco che il tema delle pensioni sia un tema sexy, ma stiamo parlando solo di un tema, non c'è una istruttoria sul tema".
In disaccordo, infine, la voce del viceministro Enrico Zanetti: per le pensioni minime "serve un ordine di priorità" perché "si rischia di affiancare all'esasperato populismo di opposizione che affligge questo paese, un populismo di governo di cui non abbiamo bisogno".
Ai microfoni di Radio24 ha spiegato: "E' un tema che è presente da quando si decise il bonus degli 80 euro ai lavoratori due anni fa" e "naturalmente questo è un tema che va affrontato all'interno della legge di Stabilità perché abbiamo una ovvia esigenza di compatibilità rispetto all'utilizzo delle risorse". Il ministro ha aggunto: "Sono favorevole naturalmente al fatto che anche le pensioni più basse abbiano un loro adeguamento. Lo dovremo vedere dentro a questo contesto generale di equilibrio della nostra economia e del nostro bilancio".
Tra i sindacati sentimenti contrastanti di sostegno e scetticismo. "Abbiamo sempre chiesto di estendere gli 80 euro a tutti i pensionati che sono il vero ammortizzatore sociale del paese", ha commentato il leader della Uil, Carmelo Barbagallo. Ma "capire se si tratta di pensioni sociali o contributive è tutto un rebus. Il governo ci spieghi a chi andrebbe il bonus e cosa vuole fare per renderlo strutturale. Ogni volta sposta il tiro, lo faccia ma per tutti i pensionati". Scettica anche Susanna Camusso, la leader della Cgil: "Lo mettiamo nel capitolo annunci o nel capitolo 'siamo in difficoltà?", si è chiesta ironica avanzando il dubbi che sia una trovata per recuperare consensi. Ok al bonus, ma con platea più ampia, è la proposta della Cisl. Dal fronte del governo, il sottosegretario Tommaso Nannicini, che ha la supervisione sulle questioni economiche, ha parlato a Omnibus su La7 di "tema da approfondire. Non è una riforma delle pensioni, si tratta di alcuni accorgimenti per il sostegno delle pensioni basse e sarà fatto da qui alla fine della legislatura, il 2018". Ha aggiunto, frenando: "I tempi - aggiunge - non so prevederli. Non è la priorità. La visione deve essere d'insieme. A un certo punto arriveremo al tema di sostenere il reddito di pensioni molto basse. Quanto costa il provvedimento? Capisco che il tema delle pensioni sia un tema sexy, ma stiamo parlando solo di un tema, non c'è una istruttoria sul tema".
In disaccordo, infine, la voce del viceministro Enrico Zanetti: per le pensioni minime "serve un ordine di priorità" perché "si rischia di affiancare all'esasperato populismo di opposizione che affligge questo paese, un populismo di governo di cui non abbiamo bisogno".