MILANO - La ripresa economica stenta, ma l'ingegno non manca. L'Italia, infatti, è sul gradino più basso del podio per richieste di registrazioni marcni in Europa. Lo scorso anno ha presentato quasi 10mila domande, pari all'11% del totale. Di più: Milano e Roma si confermano nella "top 20" delle regioni europei più attive, rispettivamente con il capoluogo lombardo quarto e la capitale sedicesima. Sono i dati Eurostat in occasione della giornata internazionale della proprietà intellettuale di domani.
L'Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) ha ricevuto il più grande numero di richieste di registrazione di marchi da parte della Germania (20.447, 23% del totale), seguita dalla Gran Bretagna (12.527, 14%), poi terza l'Italia (9.941, 11%) tallonata dalla Spagna (9.406, 11%), poi Francia (7.907, 9%), Olanda (4.534, 5%) e Polonia (3.665, 4%).
Nel complesso, in Europa il numero di domande ha continuato ad aumentare, con l'eccezione del 2008 anno dello scoppio della crisi finanziaria, per arrivare oggi a quattro volte rispetto alla metà degli anni Novanta. In termini di regioni, a guidare in tutta Europa sono quelli dove sono situate le capitali: posizione leader è quella di Parigi (2.083 domande), poi Barcellona (2.022), Milano (1.484), Berlino (1.275) e Lussemburgo (1.253).
Un dato che era stato in qualche modo anticipato anche dalle richieste di brevetto all'European patent office (Epo): lo scorso anno quelle italiane sono aumentate del 9%, a un tasso doppio rispetto alla media (+4,8%). A trainare le crescita delle richieste erano state Indesit, Fiat e Stmicroelectronics: società che hanno permesso all'Italia di salire dall'undicesimo al decimo posto sul totale delle richieste di brevetto.
Nel complesso, le richieste europee di brevetto inviate all'Epo di Monaco l'anno scorso sono aumentate del 4,3% a 160mila, ma l'incremento è stato alimentato dalle richieste di imprese americane (+16,4%) e cinesi (+22,2%), mentre il totale delle richieste provenienti dai 38 paesi aderenti è rimasto sostanzialmente stabile: +0,7%. Stati Uniti, Germania, Giappone, Francia e Olanda rappresentano i primi 5 paesi per numero di richieste. Però le richieste di brevetto tedesche sono calate del 3,2%, mentre quelle francesi sono aumentate dell'1,6%.
L'Ufficio Ue per la proprietà intellettuale (Euipo) ha ricevuto il più grande numero di richieste di registrazione di marchi da parte della Germania (20.447, 23% del totale), seguita dalla Gran Bretagna (12.527, 14%), poi terza l'Italia (9.941, 11%) tallonata dalla Spagna (9.406, 11%), poi Francia (7.907, 9%), Olanda (4.534, 5%) e Polonia (3.665, 4%).
Nel complesso, in Europa il numero di domande ha continuato ad aumentare, con l'eccezione del 2008 anno dello scoppio della crisi finanziaria, per arrivare oggi a quattro volte rispetto alla metà degli anni Novanta. In termini di regioni, a guidare in tutta Europa sono quelli dove sono situate le capitali: posizione leader è quella di Parigi (2.083 domande), poi Barcellona (2.022), Milano (1.484), Berlino (1.275) e Lussemburgo (1.253).
Un dato che era stato in qualche modo anticipato anche dalle richieste di brevetto all'European patent office (Epo): lo scorso anno quelle italiane sono aumentate del 9%, a un tasso doppio rispetto alla media (+4,8%). A trainare le crescita delle richieste erano state Indesit, Fiat e Stmicroelectronics: società che hanno permesso all'Italia di salire dall'undicesimo al decimo posto sul totale delle richieste di brevetto.
Nel complesso, le richieste europee di brevetto inviate all'Epo di Monaco l'anno scorso sono aumentate del 4,3% a 160mila, ma l'incremento è stato alimentato dalle richieste di imprese americane (+16,4%) e cinesi (+22,2%), mentre il totale delle richieste provenienti dai 38 paesi aderenti è rimasto sostanzialmente stabile: +0,7%. Stati Uniti, Germania, Giappone, Francia e Olanda rappresentano i primi 5 paesi per numero di richieste. Però le richieste di brevetto tedesche sono calate del 3,2%, mentre quelle francesi sono aumentate dell'1,6%.
| Numero assoluto | % del totale Ue | Per milioni di abitanti | |
|---|---|---|---|
| UE | 89 420 | 100% | 175.09.00 |
| Belgio | 2 249 | 3% | 199.08.00 |
| Bulgaria | 653 | 1% | 90.07.00 |
| Rep. Ceca | 992 | 1% | 94.01.00 |
| Danimarca | 1 750 | 2% | 309.02.00 |
| Germania | 20 447 | 23% | 251.08.00 |
| Estonia | 352 | 0% | 268.00.00 |
| Irlanda | 1 042 | 1% | 225.01.00 |
| Grecia | 776 | 1% | 71.05.00 |
| Spagna | 9 406 | 11% | 202.05.00 |
| Francia | 7 907 | 9% | 119.00.00 |
| Croazia | 133 | 0% | 31.05.00 |
| Italia | 9 941 | 11% | 163.05.00 |
| Cipro | 421 | 0% | 651.07.00 |
| Lettonia | 160 | 0% | 80.06.00 |
| Lituania | 270 | 0% | 92.04.00 |
| Lussemburgo | 1 233 | 1% | 2 190.2 |
| Ungheria | 564 | 1% | 57.02.00 |
| Malta | 412 | 0% | 959.06.00 |
| Olanda | 4 534 | 5% | 268.03.00 |
| Austria | 2 961 | 3% | 345.03.00 |
| Polonia | 3 665 | 4% | 96.04.00 |
| Portogallo | 1 329 | 1% | 128.01.00 |
| Romania | 652 | 1% | 32.08.00 |
| Slovenia | 294 | 0% | 142.05.00 |
| Rep. Slovacca | 363 | 0% | 67.00.00 |
| Finlandia | 1 370 | 2% | 250.04.00 |
| Svezia | 2 886 | 3% | 296.01.00 |
| UK | 12 527 | 14% | 193.01.00 |
| PAESI NON UE | Numero assoluto | % del totale extra-Ue | Per milioni di abitanti |
| Islanda | 72 | 0% | 218.08.00 |
| Liechtenstein | 134 | 0% | 3 586.2 |
| Norvegia | 425 | 1% | 82.03.00 |
| Svizzera | 3 997 | 10% | 485.02.00 |
| Turchia | 768 | 2% | 9.09 |
| Russia | 293 | 1% | 2.00 |
| Sudafrica | 230 | 1% | 4.02 |
| Canada | 1 213 | 3% | : |
| USA | 16 881 | 41% | 52.05.00 |
| Messico | 309 | 1% | 2.04 |
| Brasile | 263 | 1% | 1.03 |
| Cina | 4 153 | 10% | 3.00 |
| Hong Kong | 919 | 2% | 125.07.00 |
| Giappone | 2 593 | 6% | 20.05 |
| Corea del Sud | 2 038 | 5% | 40.05.00 |
| Taiwan | 611 | 1% | 26.00.00 |
| India | 320 | 1% | 0.02 |
| Singapore | 340 | 1% | 60.07.00 |
| Israele | 445 | 1% | 55.02.00 |
| Australia | 1 404 | 3% | 58.06.00 |
| Nuova Zelanda | 296 | 1% | 65.04.00 |
| TUTTI I PAESI | 130 385 | : |