Economia

Le Borse europee trovano il rimbalzo, ma preoccupa l'industria tedesca

Dopo il nulla di fatto dell'Eurogruppo sulla Grecia, gli investitori cercano nuovi spunti. Delude la produzione manifatturiera tedesca che a marzo cala dell'1,3%. Dati italiani con luci e ombre, stabili spread ed euro. In ripresa il petrolio dopo l'incendio in Canada

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MILANO - L'Eurozona cerca di disinnescare la bomba greca prima che esploda di nuovo andando ad aggravare la tenuta dell'Ue, già messa a dura prova dalla crisi dei migranti e dal rischio di una 'Brexit' a fine giugno. La situazione, però, non è semplice, perché Atene è ancora indietro rispetto alle richieste dei partner e la riunione straordinaria dell'Eurogruppo si è conclusa con un nulla di fatto, aggiornandosi al 24 maggio. Certo la Commissione Ue ha preso atti degli sforzi del governo Tsipras con le nuove misure di austerity, ma per i falchi ancora non basta. E dall'altro lato, il premier ellenico ha bisogno di concessioni sul fronte del debito per poter far digerire ai suoi concittadini i nuovi tagli. Senza il via libera alla nuova tranche di aiuti, però, Atene non sarà in grado di rimborsare i debiti in scadenza.

I mercati restano alla finestra, anche perché gli spunti macroeconomici in arrivo dal Vecchio continente non sono particolarmente incoraggianti. A cominciare dal preoccupante -1,3% fatto segnare a marzo dalla produzione industriale in Germania su base mensile (le stime erano a -0,2%): a febbraio la produzione industriale era scesa dello 0,7%. Continua a crescere, invece, il surplus commerciale tedesco: l'export è salito a 101,3 miliardi di euro, l'import è sceso a 77,6 miliardi. Cala anche la produzione industriale in Francia che a marzo registra un -0,35% su febbraio, mentre gli analisti si attendenvano un incremento dello 0,5%. In Italia il dato è positivo per l'intero trimestre, ma su base mensile la produzione industriale mostra una frenata. In Cina, intanto, l'inflazione è rimasta stabile in aprile: il tasso annuo di crescita dei prezzi al consumo in aprile è risultato pari al 2,3% sugli stessi livelli di febbraio e marzo.

Piazza Affari chiuede la seduta in rialzo dell'1,41%, nonostante l'ennesimo crollo del Banco Popolare che preoccupa l'intero comparto creditizio. Nel resto del Vecchio continente, Londra recupera lo 0,68%, Francoforte lo 0,65%, mentre Parigi sale dello 0,36%. Chiusura positiva per Wall Street. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,26% terminando a 17.928,35 punti, il Nasdaq è avanzato dell'1,26% a 4.809,88 punti e l'indice S&P 500 ha registrato uno +1,25% concludendo a 2.084,39 punti.

L'euro chiude in moderato rialzo a 1,1392 dollari, segnalando la crescente incertezza degli investitori in merito alle prossime mosse della Federal Reserve. Lo yen arretra a quota 109,05 sul dollaro e 124,24 sull'euro in seguito alle dichiarazioni del ministro delle Finanze, Taro Aso, il quale ha promesso di agire a contrasto dell'eccessivo apprezzamento della divisa nipponica. Lo spread Btp-Bund è in lieve a 137 dai 133 di ieri: il rendimento dei titoli decennali italiani è all'1,49%.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio, che ha iniziato la giornata poco mosso, accelera: il contratto a giugno al Nymex segna un +1,8% a 44,21 dollari al barile. Secondo l'Energy information administration americana, la forte volatilità delle quotazioni del greggio osservata nel primo trimestre è finita. Dal fronte macroeconomico, le scorte all'ingrosso sono salite a marzo dello 0,1% con vendite in aumento dello 0,7%. In Canada, intanto, l'incendio che ha devastato la regione dell'Alberta, centro dell'estrazione delle sabbie bituminose canadesi, ha perso parte della sua forza, dopo l'evacuazione di 100 mila persone. Le autorità assicurano che il 90% della città di Fort McMurry, circondata dalle fiamme, è salva, mentre le compagnie petrolifere fanno sapere che l'abbassamento della produzione petrolifera è tra 1 e 1,5 milioni di barili al giorno, su un totale di 2,5 milioni di barili. Per il Fmi è "ancora troppo presto per avere un quadro definitivo", ma se l'economia ne risultasse danneggiata ci sarebbe "chiaramente c'è spazio" per ulteriori stimoli fiscali o tagli dei tassi.

Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha archiviato la seconda seduta consecutiva in rialzo cercando di consolidare il rimbalzo dopo il pessimo esordio di maggio. Il listino, come è consuetudine, beneficia dal netto indebolimento dello yen nei confronti del dollaro Usa per gli effetti benefici sulle grandi conglomerate esportatrici del paese. L'indice Nikkei ha chiuso in rialzo del 2,15%, in evidenza alcune blue chip delle tlc e dell'elettronica come Ntt Docomo e Panasonic. L'oro è in calo a 1.259,50 dollari l'oncia segnando una flessione dello 0,4%.