Economia

Giro di vite sulla corruzione, Cameron: "Inghilterra in prima fila"

Dal vertice internazionale di Londra la promessa del premier: le società straniere dovranno rivelare pubblicamente i loro asset nel mercato immobiliare del Regno Unito con l'introduzione di un nuovo registro. Le aziende, poi, saranno responsabili per la condotta dei loro dirigenti

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MILANO - Un giro di vite sul riciclaggio di denaro, perché "la corruzione è un cancro". Non ha usato mezzi termini il premier britannico David Cameron aprendo a Londra il vertice internazionale contro la corruzione, che riunisce delegati da oltre 40 Paesi, fra cui il segretario di Stato Usa John Kerry, il ministro italiano della Giustizia Andrea Orlando, il presidente dell'Anac Raffaele Cantone e il direttore del Fmi, Christine Lagarde.

"I veri progressi nella lotta alla corruzione inizianno con la volontà politica" ha detto il premier promettendo che la Gran è pronta a fare il primo passo, cominciando proprio da Londra la cui reputazione di capitale del riciclaggio mondiale sarà messa a dura prova con le nuove norme al vaglio del governo: le società - nei piani di Cameron - saranno responsabili per le azioni dei loro dirigenti se non saranno in grado di prevenire le frodi o il riciclaggio all'interno delle stesse.

Il piano del primo ministro prevede anche di obbligare le società straniere a rivelare pubblicamente i loro asset nel lucroso mercato immobiliare del Regno Unito con l'introduzione di un nuovo registro per rendere più trasparente il settore. Secondo Downing Street, al suo interno ci saranno sia gli attuali proprietari che chi intende acquistare nuovi asset immobiliari. Si stima che le compagnie straniere controllino circa 100mila proprietà in Inghilterra e Galles e che oltre 44mila si trovino a Londra.

Il summit londinese vedrà la partecipazione anche "dei dirigenti di numerosi paesi straordinariamente corrotti", ha poco diplomaticamente dichiarato, alla vigilia, il premier britannico senza sapere di essere ascoltato dai microfoni: tra i partecipanti, infatti, ci sono il presidente dell'Afghanistan Ashraf Ghani e il suo omologo nigeriano Muhammadu Buhari. "Forse i due paesi più corrotti del mondo", ha detto Cameron alla regina Elisabetta durante un ricevimento a Buckingham Palace. Secondo l'ultima classifica sulla corruzione nel mondo di Transparency International, l'Afghanistan occupa la 166esima posizione (su 168 paesi), mentre la Nigeria figura al 136esimo posto.

"Non voglio le scuse di nessuno. Voglio che la Gran Bretagna restituisca i nostri beni" ha replicato il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari secondo cui Londra si deve mettere nei panni di "una donna che deve lasciare la Gran Bretagna e deve lasciare lì il suo conto in banca e i suoi beni. Queste sono le cose che chiedo alla Gran Bretagna. Che me ne faccio delle scuse? Voglio qualcosa di tangibile". Buhari ammette che "in pochi casi ci sono persone che minacciano la sicurezza nazionale, ma la Gran Bretagna deve facilitare il rimpatrio dei nostri beni rubati".

Per il momento Cameron non replica e, anzi, si limita a promettere la creazione di un comitato che includa Francia, Nigeria e Olanda nella gestione dei registri pubblici. Un'intesa che poi dovrebbe allargarsi ai territori offshore.