La cura Draghi non aiuta l'Italia, la deflazione peggiora: -0,5%
Peggior risultato dal gennaio 2015: il cosidetto carrello della spesa, ovvero il prezzo dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, aumenta dello 0,1% rispetto a marzo e diminuisce dello 0,2% su base annua
MILANO - La cura Draghi non basta all'Italia. Nonostante l'allargamento del quantitative easing che ha innondato di liquidità il Vecchio continente, la Penisola non riesce a uscire dalla palude della deflazione. E se da un lato L'Istat vede segnali di ripresa sul fronte dell'economia, con il Pil che nel primo trimestre è cresciuto dello 0,3% grazie soprattutto alla domanda interna, dall'altro deve rivedere al ribasso i dati sulla deflazione, che ad aprile si attesta allo 0,5% (la stima preliminare era di 0,4%). Si tratta di un ampliamento di tre decimi di punto percentuale rispetto al dato di marzo (0,2%).
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, diminuisce anche su base mensile dello 0,1%. La maggiore flessione tendenziale "è principalmente da attribuire all'accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati". L'inflazione acquisita per il 201…
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, diminuisce anche su base mensile dello 0,1%. La maggiore flessione tendenziale "è principalmente da attribuire all'accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati". L'inflazione acquisita per il 201…
MILANO - La cura Draghi non basta all'Italia. Nonostante l'allargamento del quantitative easing che ha innondato di liquidità il Vecchio continente, la Penisola non riesce a uscire dalla palude della deflazione. E se da un lato L'Istat vede segnali di ripresa sul fronte dell'economia, con il Pil che nel primo trimestre è cresciuto dello 0,3% grazie soprattutto alla domanda interna, dall'altro deve rivedere al ribasso i dati sulla deflazione, che ad aprile si attesta allo 0,5% (la stima preliminare era di 0,4%). Si tratta di un ampliamento di tre decimi di punto percentuale rispetto al dato di marzo (0,2%).
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, diminuisce anche su base mensile dello 0,1%. La maggiore flessione tendenziale "è principalmente da attribuire all'accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati". L'inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,5% (era -0,4% a marzo).
Il cosidetto carrello della spesa, ovvero il prezzo dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% rispetto a marzo e diminuiscono dello 0,2% su base annua (da -0,3% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,2% in termini congiunturali e diminuiscono dello 0,9% in termini tendenziali (era -1,1% a marzo).
Rispetto ad aprile 2015, i prezzi dei beni registrano una lieve accentuazione della flessione (-1,1%, da -1,0% di marzo) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,4%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a marzo 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di due decimi di punto percentuale. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile mentre fa segnare una diminuzione dello 0,4% su base annua (la stima preliminare era -0,3%), più ampia di due decimi di punto percentuale rispetto al calo registrato a marzo (-0,2%). Il rialzo congiunturale è in larga parte dovuto al rientro definitivo dei saldi invernali, di cui il NIC non tiene conto.
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e diminuisce dello 0,4% nei confronti di aprile 2015.
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, diminuisce anche su base mensile dello 0,1%. La maggiore flessione tendenziale "è principalmente da attribuire all'accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati". L'inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,5% (era -0,4% a marzo).
Il cosidetto carrello della spesa, ovvero il prezzo dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% rispetto a marzo e diminuiscono dello 0,2% su base annua (da -0,3% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,2% in termini congiunturali e diminuiscono dello 0,9% in termini tendenziali (era -1,1% a marzo).
Rispetto ad aprile 2015, i prezzi dei beni registrano una lieve accentuazione della flessione (-1,1%, da -1,0% di marzo) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,4%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a marzo 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di due decimi di punto percentuale. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile mentre fa segnare una diminuzione dello 0,4% su base annua (la stima preliminare era -0,3%), più ampia di due decimi di punto percentuale rispetto al calo registrato a marzo (-0,2%). Il rialzo congiunturale è in larga parte dovuto al rientro definitivo dei saldi invernali, di cui il NIC non tiene conto.
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e diminuisce dello 0,4% nei confronti di aprile 2015.