MILANO - All'indomani dell'Opa di Andrea Bonomi e dei soci storici di Rcs il titolo della casa editrice del Corriere della Sera fa un nuovo passo avanti in Borsa. Le azioni si portano fin sopra il prezzo dell'offerta in contanti di 0,70 euro, chiudendo in rialzo del 3,1% (il titolo) in un mercato che aspetta di vedere se Urbano Cairo valuterà un eventuale rilancio. La proposta dell'editore è quella di uno scambio azionario: un'azione Cairo Communication - il titolo in Borsa - in cambio di 8,3 titoli Rcs, una proposta che a valori attuali valorizza il Corriere circa 0,52 euro per azione.
"Rilanciare? Questo non si può dire. Fatemi valutare, non ho potuto approfondire l'offerta di Bonomi e gli altri" ha detto ieri sera l'editore piemontese a margine di un incontro al Salone del Libro di Torino: "Voglio esaminare l'offerta con più attenzione, l'ho vista sommariamente ma non posso dire di vedere differenze pazzesche. Alla fine Bonomi e gli altri azionisti storici di Rcs valutano l'azienda 360 milioni più un debito di 411 milioni - aggiunge - si arriva a 771 milioni. L'incremento rispetto alla mia è del 10%". Quanto all'idea di rilanciare, "la mia offerta è lì - aggiunge Cairo - è stata meditata a lungo, ragioneremo. Il mercato è sovrano: giudicherà le offerte. Non sta a me giudicare le offerte concorrenti, sarebbe una mancanza di stile. Sorpreso? Quando si presenta una offerta succede spesso che ci sia una contro Opa, poteva accadere, nulla di strano". Oggi, Cairo ha stoppato ogni ulteriore speculazione: "Di questo argomento non parlo più", ha detto all'uscita dallo studio legale Bonelli&Erede, dove si è svolto l'incontro con gli advisor per valutare la controfferta, al quale ha partecipato Gaetano Miccichè, presidente di Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo), che supporta l'offerta pubblica di scambio lanciata dall'editore alessandrino. Secondo quanto emerso da ambienti vicini all'imprenditore, l'Ops andrà avanti senza modifiche per far decidere al mercato quale sia la soluzione migliore.
Giudicherà l'offerta di Bonomi, invece, il consiglio di amministrazione della Rcs. Il board è stato convocato per venerdì prossimo.
All'ordine del giorno della riunione l'aggiornamento su vari argomenti, fra cui l'Opa annunciata da Investindustrial, Mediobanca, Della Valle, Pirelli e UnipolSai.
L'iniziativa di Bonomi e dei soci storici è giunta inaspettata perché l'11 maggio scorso, l'amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, aveva negato che ci fossero, almeno per il momento alternative all'offera pubblica di acquisto e scambio di Cairo: "Mediobanca - aveva detto il manager in conference call - non ne è a conoscenza e in ogni caso non ne è promotrice, quindi valuterà l'unica offerta ora sul tavolo in modo attento, ma obiettivo". Ieri, invece, si è scoperto che Piazzetta Cuccia è anche advisor dell'operazione. Sull'operazione la Consob, la società che vigila sulle società quotate, ha avviato gli accertamenti del caso per scoprire eventuali illeciti.
Tra i grandi soci di Rcs, figurano oltre a Mediobanca con il 9,9% (poi limato al 6,25%), Della Valle con il 7,3%, Schroders con il 5%, Unipol con il 4,6%, Pirelli con il 4,4% (si era detta disponibile a trattare con Cairo) e Intesa con il 4,2% (la controllata Banca Imi è per altro advisor finanziario dell'operazione di Cairo insieme con la sim Equita e lo studio legale BonelliErede). Il gruppo Fca, nell'ambito della fusione delle
sue attività editoriali con il Gruppo Espresso (editore di Repubblica) ha annunciato l'assegnazione pro quota ai soci della sua partecipazione del 16% è proprio ieri Exor ha avviato la vendita del suo 5% e stando alle comunicazioni Consob risulta possedere, al 12 maggio, una partecipazione di Rcs pari al 4,79% del capitale, di cui il 3,231% intestato ad Exor e l'1,559% a Interim One Bv, il veicolo cui era stata conferita la quota di Fca. Urbano Cairo possiede il 4,61%.
"Rilanciare? Questo non si può dire. Fatemi valutare, non ho potuto approfondire l'offerta di Bonomi e gli altri" ha detto ieri sera l'editore piemontese a margine di un incontro al Salone del Libro di Torino: "Voglio esaminare l'offerta con più attenzione, l'ho vista sommariamente ma non posso dire di vedere differenze pazzesche. Alla fine Bonomi e gli altri azionisti storici di Rcs valutano l'azienda 360 milioni più un debito di 411 milioni - aggiunge - si arriva a 771 milioni. L'incremento rispetto alla mia è del 10%". Quanto all'idea di rilanciare, "la mia offerta è lì - aggiunge Cairo - è stata meditata a lungo, ragioneremo. Il mercato è sovrano: giudicherà le offerte. Non sta a me giudicare le offerte concorrenti, sarebbe una mancanza di stile. Sorpreso? Quando si presenta una offerta succede spesso che ci sia una contro Opa, poteva accadere, nulla di strano". Oggi, Cairo ha stoppato ogni ulteriore speculazione: "Di questo argomento non parlo più", ha detto all'uscita dallo studio legale Bonelli&Erede, dove si è svolto l'incontro con gli advisor per valutare la controfferta, al quale ha partecipato Gaetano Miccichè, presidente di Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo), che supporta l'offerta pubblica di scambio lanciata dall'editore alessandrino. Secondo quanto emerso da ambienti vicini all'imprenditore, l'Ops andrà avanti senza modifiche per far decidere al mercato quale sia la soluzione migliore.
Giudicherà l'offerta di Bonomi, invece, il consiglio di amministrazione della Rcs. Il board è stato convocato per venerdì prossimo.
All'ordine del giorno della riunione l'aggiornamento su vari argomenti, fra cui l'Opa annunciata da Investindustrial, Mediobanca, Della Valle, Pirelli e UnipolSai.
L'iniziativa di Bonomi e dei soci storici è giunta inaspettata perché l'11 maggio scorso, l'amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, aveva negato che ci fossero, almeno per il momento alternative all'offera pubblica di acquisto e scambio di Cairo: "Mediobanca - aveva detto il manager in conference call - non ne è a conoscenza e in ogni caso non ne è promotrice, quindi valuterà l'unica offerta ora sul tavolo in modo attento, ma obiettivo". Ieri, invece, si è scoperto che Piazzetta Cuccia è anche advisor dell'operazione. Sull'operazione la Consob, la società che vigila sulle società quotate, ha avviato gli accertamenti del caso per scoprire eventuali illeciti.
Tra i grandi soci di Rcs, figurano oltre a Mediobanca con il 9,9% (poi limato al 6,25%), Della Valle con il 7,3%, Schroders con il 5%, Unipol con il 4,6%, Pirelli con il 4,4% (si era detta disponibile a trattare con Cairo) e Intesa con il 4,2% (la controllata Banca Imi è per altro advisor finanziario dell'operazione di Cairo insieme con la sim Equita e lo studio legale BonelliErede). Il gruppo Fca, nell'ambito della fusione delle