Economia

Il petrolio recupera, ma le Borse trattano incerte. Milano peggiora con le banche

Il greggio torna a vedere quota 50 dollari al barile in attesa del vertice Opec in agenda a Vienna per giovedì prossimi: i produttori di petrolio si riuniranno in contemporanea con il board della Bce. Germania: senza lavoro al 6,1%, minimi dalla riunificazione

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MILANO - I mercati aspettano Mario Draghi confidando che per la prima volta, da molto tempo a questa parte, dalla Bce arrivino notizie confortanti per l'Eurozona. Il board dell'Eurotower si riunirà giovedì prossimo a Vienna per mantenere i tassi invariati, dopo la decisione di marzo di ampliare il programma d'acquisto di titoli a 80 miliardi al mese. Sullo sfondo, poi, rimane il sempre più probabile rialzo dei tassi americani a giugno: gli analisti, però, sono convinti che una stretta di 25 punti base - come quella di dicembre - sarebbe da interpretare come una "promozione" dell'economia americana da parte della Fed.

Nel frattempo, l'attenzione degli addetti ai lavori sarà tutta sulle previsioni trimestrali dello staff economico, che ha dovuto abbassare le aspettative di inflazione negli ultimi tre aggiornamenti. Questa volta, stando alle attese monitorate da Bloomberg, soltanto il 9% degli economisti pronostica un taglio all'andamento dei prezzi previsto per il 2016 e il 2018, si resta bassi (all'11%) per le stime del 2017. La ripresa dei prezzi è senza dubbio legata al fatto che il petrolio abbia abbandonato i minimi registrati nei mesi scorsi, e secondo molti analisti l'obiettivo della Bce di portare l'inflazione vicina al 2% resta lontanissimo.


Nonostante ieri Wall Street e Londra siano rimaste chiuse per festività, infatti, il prezzo del petrolio torna a inquadrare quota 50 dollari al barile. Le quotazioni, tuttavia, sono ancora volatili perché sempre giovedì - a Vienna - è in programma un nuovo vertice Opec nel quale i paesi membre non dovrebbero più discutere del congelamento della produzione scommettendo proprio sulla ripresa dell'economia e della domanda globale zavorrata dall'eccesso di produzione. Oggi il greggio a luglio al Nymex segna un rialzo di un punto percentuali circa a 49,9 dollari al barile. Prova un timido recupero l'oro, in area 1.215 dollari l'oncia.

Le principali Borse europee, dopo i rialzi di ieri che hanno spinto l'indice tedesco Dax ai massimi da un mese, trattano incerte: Francoforte lima lo 0,6%, Londra cede lo 0,2% e Parigi arretra dello 0,5%. Milano peggiora e chiude a -1,45% con le banche in difficoltà. Lo spread tra Btp e Bund tedesco a dieci anni è in area 120 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano è all'1,36%. Chiusura in lieve rialzo per l'euro poco sotto quota 1,12 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,1153 dollari e a 123,726 yen. Wall Street resta incerta dopo il ponte lungo: il Dow Jones perde lo 0,49%, il Nasdaq guadagna lo 0,29%, l'indice S&P500 scivola lo 0,10%.

Dal punto di vista macroeconomico, in Italia l'Istat ha tracciato un aumento della disoccupazione in aprile all'11,7%. Positivo, però, l'aumento degli occupati. Resta debole il panorama dell'inflazione, mentre si attendono i conti economici relativi al primo trimestre 2016. In Germania, il tasso di senza lavoro è sceso leggermente dal 6,2 al 6,1%, ai livelli più bassi dalla riunificazione, mentre hanno deluso le vendite al dettaglio di aprile: rispetto a marzo si è registrato un decremento dello 0,9% a fronte di stime che indicavano un aumento dell'1,3 per cento (nel confronto annuo, tuttavia, si registra un incremento del 2,3%). Negli Usa, si segnala la crescita dello 0,4% dei redditi personali ad aprile, in linea con le stime, mentre le spese per consumi hanno battuto le aspettative con un +1% (l'agenda dei mercati). I prezzi delle case nelle 20 maggiori città americane, misurati dall'indice Case-Shiller, sono saliti in marzo del 5,4%, più del previsto.

In mattinata, l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in progresso dello 0,98% a quota 17.234,98 punti. Dopo aver ripreso ieri quota 17mila sull'onda di uno yen indebolito e dell'imminente annuncio del rinvio del rialzo dell'iva, il mercato azionario resta in rialzo anche con i dati rilasciati oggi, tra i quali spicca quello sulla produzione industriale, salita dello 0,3% in aprile rispetto al mese precedente: un po' più delle attese, anche se in decelerazione rispetto al +3,8% registrato a marzo. Un dato che sorprende, in quanto evidenzia come l'impatto del terremoto che ha colpito il Kyushu sia stato limitato, nonostante la chiusura di alcune fabbriche di componentistica per auto e prodotti elettronici. Netto rialzo a Shanghai dopo le rinnovate voci sull'inclusione dei titoli cinesi negli indici globali Msci emerging markets: ha chiuso la seduta con un balzo del 3,34% a 2916,62 punti. Anche Shenzhen ha chiuso in territorio positivo, mettendo a segno un rialzo del 4,09%.