L'Istat conferma le stime di crescita: Pil a +0,3% nel primo trimestre
di RAFFAELE RICCIARDI
La domanda interna spiega la ripresa, con il Prodotto interno lordo cresciuto dell'1% nei confronti del primo trimestre del 2015. Rimbalzano gli investimenti in macchinari, possibile effetto dei maxi-ammortamenti
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MILANO - L'Istat conferma le stime di crescita dell'Italia: nel primo trimestre del 2016 l'economia tricolore è cresciuta dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell'1% nei confronti del primo trimestre del 2015. Si tratta di dati in linea con la stima preliminare rilasciata a metà mese. La variazione acquisita per il 2016, cioè la crescita se nulla cambiasse nella restante parte dell'anno, è pari a +0,6%.
Il documento finale degli statistici spiega che l'espansione della Penisola si deve alla domanda interna, che ha generato un effetto positivo per 0,2 punti percentuali di crescita del Pil, mentre le difficoltà sui mercati internazionali sono confermate: l'apporto della domanda estera è stato negativo per 0,2 punti percentuali. D'altra parte, in una separa rilevazione dell'Ocse sono emerse tutte le difficoltà del commercio internazionale, che nel primo trimestre si è appiattito vicino ai mini degli ultimi sei anni tra i Paesi del G20.
Nel giorno della richiesta da parte del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, di un'accelerazione sugli investimenti, i dati dell'Istat svelano che questi sono cresciuti dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, allo stesso ritmo dei consumi finali nazionali. Come ha modo di notare Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, "la novità è il rimbalzo della spesa in macchinari e attrezzature (+0,8% trimestre su trimestre, dopo il calo di tutta la seconda metà dell’anno scorso), che potrebbero aver beneficiato del maxi-ammortamento sui nuovi beni strumentali inserito nella Legge di Stabilità 2016".
Sempre nel confronto con la fine del 2015, la spesa delle famiglie Italiane ha segnato un'espansione dello 0,3% che sale all'1,6% sul primo trimestre del 2015. Le importazioni sono diminuite dello 0,9%, le esportazioni dell’1,5%.