MILANO - Nel giorno delle scadenze fiscali che vale oltre 50 miliardi di euro, ma che per la prima volta risparmia le abitazioni principali non di lusso dal pagamento di Imu e Tasi, il Tesoro scende in campo nella diatriba politica sull'effettivo taglio o meno delle imposte. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha rivendicato sul suo portale il fatto che "i contribuenti proprietari della casa in cui vivono sono 19,5 milioni e oggi non dovranno versare la Tasi su questo bene, perché l'imposta è stata eliminata con la legge di Stabilità per il 2016. Un alleggerimento tributario che farà risparmiare complessivamente 3,5 miliardi di euro l'anno: risorse che resteranno nella disponibilità della stragrande maggioranza delle famiglie italiane. Sono infatti l’81,5%, secondo i dati Istat, i nuclei familiari che hanno la casa di proprietà".
Via XX settembre prosegue ricordando che il "beneficio riguarda anche gli affittuari che in molti Comuni, fino allo scorso anno, hanno dovuto versare una quota della Tasi. Dal 2016 l’esenzione vale anche per chi ha la prima casa in affitto".
Ribattendo proprio ai dati del tax day, che parlano di 51,6 miliardi di versamenti in arrivo (una decina dei quali dalle tasse sulle seconde case e affini, il resto per altre voci), il Tesoro sottolinea "il sollievo fiscale" che "viene concretamente percepito anche dalle imprese che pagheranno l’Irap per l’anno di imposta 2015 alleggerita dall’eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile. Una misura che vale minori imposte per 5,6 miliardi di euro. Le imprese del settore industriale beneficeranno inoltre dell’eliminazione dell’Imu sui macchinari cosiddetti "imbullonati", con uno sgravio pari a 530 milioni, mentre gli agricoltori non dovranno pagare l’Imu sui terreni, con un risparmio di 401 milioni".
Il Mef parla di interventi "che rientrano nella strategia pluriennale del Governo volta a ridurre il peso del fisco per le famiglie e le imprese, con l’obiettivo di sostenere la domanda, incrementare i consumi, favorire le crescita e la creazione di posti di lavoro. Nel complesso questi sgravi fiscali ammontano a complessivi 10 miliardi di euro, rispetto agli esborsi effettuati nel 2015. Peraltro tali misure non esauriscono lo spettro dei provvedimenti di alleggerimento del fisco adottati dal Governo per l'anno in corso, che includono anche il super ammortamento sull’acquisto di beni strumentali delle imprese, il credito di imposta per gli investimenti al Sud, la decontribuzione per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato".
Da ultimo, il riferimento al celebre "bonus Renzi" da 80 euro per i lavoratori con reddito sotto i 26mila euro lordi: coniderando anche quella voce, sostiene il Tesoro, "il sollievo fiscale per famiglie ed imprese a seguito delle politiche del governo Renzi ammonta a più di 20 miliardi di euro. Il governo è impegnato a proseguire lungo questo percorso e con la prossima legge di Stabilità utilizzerà tutti gli spazi di bilancio disponibili, nel rispetto delle regole europee, come ha fatto in questi anni, riguadagnando la fiducia e la credibilità delle istituzioni internazionali".
Via XX settembre prosegue ricordando che il "beneficio riguarda anche gli affittuari che in molti Comuni, fino allo scorso anno, hanno dovuto versare una quota della Tasi. Dal 2016 l’esenzione vale anche per chi ha la prima casa in affitto".
Ribattendo proprio ai dati del tax day, che parlano di 51,6 miliardi di versamenti in arrivo (una decina dei quali dalle tasse sulle seconde case e affini, il resto per altre voci), il Tesoro sottolinea "il sollievo fiscale" che "viene concretamente percepito anche dalle imprese che pagheranno l’Irap per l’anno di imposta 2015 alleggerita dall’eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile. Una misura che vale minori imposte per 5,6 miliardi di euro. Le imprese del settore industriale beneficeranno inoltre dell’eliminazione dell’Imu sui macchinari cosiddetti "imbullonati", con uno sgravio pari a 530 milioni, mentre gli agricoltori non dovranno pagare l’Imu sui terreni, con un risparmio di 401 milioni".
Il Mef parla di interventi "che rientrano nella strategia pluriennale del Governo volta a ridurre il peso del fisco per le famiglie e le imprese, con l’obiettivo di sostenere la domanda, incrementare i consumi, favorire le crescita e la creazione di posti di lavoro. Nel complesso questi sgravi fiscali ammontano a complessivi 10 miliardi di euro, rispetto agli esborsi effettuati nel 2015. Peraltro tali misure non esauriscono lo spettro dei provvedimenti di alleggerimento del fisco adottati dal Governo per l'anno in corso, che includono anche il super ammortamento sull’acquisto di beni strumentali delle imprese, il credito di imposta per gli investimenti al Sud, la decontribuzione per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato".
Da ultimo, il riferimento al celebre "bonus Renzi" da 80 euro per i lavoratori con reddito sotto i 26mila euro lordi: coniderando anche quella voce, sostiene il Tesoro, "il sollievo fiscale per famiglie ed imprese a seguito delle politiche del governo Renzi ammonta a più di 20 miliardi di euro. Il governo è impegnato a proseguire lungo questo percorso e con la prossima legge di Stabilità utilizzerà tutti gli spazi di bilancio disponibili, nel rispetto delle regole europee, come ha fatto in questi anni, riguadagnando la fiducia e la credibilità delle istituzioni internazionali".