Noleggio auto, stretta dell'Antitrust nei confronti delle compagnie
Aldo Fontanarosa
Dal Garante maggiori tutele per i viaggiatori: i noleggiatori dovranno chiarire da subito i costi per la benzina - in caso di riconsegna a serbatoio vuoto - e le varie addizionali. Eventuali danni devono essere contestati alla presenza dei clienti. Entra a regime l'accordo del 2005
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ROMA - Abbiamo affittato una macchina e l'abbiamo restituita con il serbatoio quasi a zero. Che cosa vuoi che sia? Al pieno penserà la società del noleggio auto. Peccato che questo pieno - solo perché delegato sulla fiducia - ci costerà il doppio di quanto lo avremmo pagato noi a un qualsiasi distributore. Un mese dopo, prima di restituire un'altra vettura, abbiamo fatto tappa dal benzinaio per il pieno. Ingenui sì, ma fessi no. Consegniamo le chiavi al noleggiatore certi di aver dribblato ogni trappola. Peccato che un graffio quasi invisibile sulla portiera di destra ci costi, stavolta, ben 600 euro di risarcimento del danno. Non è un po' caro il carrozziere del noleggio auto?
Le fregature che possono capitare a chi affitta una macchina, ora possono essere evitate. I nostri diritti vengono ben chiariti dal Garante della Concorrenza e dei consumatori, il nostro Antitrust, a pagina 217 dell'ultima Relazione annuale presentata pochi giorni fa in Parlamento. Questi diritti sono effetto delle pronunce del Garante stesso (tra i provvedimenti più forti il numero 24399 del 2013 e il 25118 del 2014). Ma sono effetto anche di un accordo che l'authority ha stretto nel 2015 con i cinque principali noleggiatori di vetture in Europa (Hertz, Avis Budget, Sixt, Enterprise, EuropeCar). Il patto della lealtà e della trasparenza viene monitorato in questi primi giorni d'estate dalla Commissione europea, che lo ha promosso come "azione comune", e dall'Antitrust italiano. Le due istituzioni vogliono verificare se i suoi effetti si stiano producendo a pieno nel 2016 come previsto.
Il decalogo dell'Antitrust contro i "furbetti" del noleggio auto
L'authority per la concorrenza ha stilato un decalogo per la tutela dei consumatori dai possibili raggiri delle società che affittano macchine: attenzione soprattutto al pieno di benzina, ai piccoli danni e alle prenotazioni online (leggi l'articolo)
Ecco i nostri diritti, dunque. Il noleggiatore deve indicare - in grande evidenza e con chiarezza, nel contratto e nei depliant come nei siti - quanto ci verrà richiesto se la vettura torna alla base senza il pieno di carburante. Basta sorprese a cose fatte. L'automobilista avrà tutto il tempo per controllare che la vettura è in condizioni perfette quando la prende e viene restituita senza graffi o colpi a fine noleggio. Nessuna somma dovrà essere sottratta al cliente in caso di incidente anche lieve prima di una valutazione certa del danno. Il noleggiatore contesterà il danno sempre alla presenza del cliente, e non successivamente. Chiaro sarà anche l'importo del deposito cauzionale che viene congelato sulla carta di credito, intanto che abbiamo il mezzo in uso.
Le clausole dell'assicurazione devono essere cristalline. Io devo sapere quanto pago per la copertura base e quanto per le garanzie opzionali, e se alcune situazioni particolari (tipo l'incendio) sono fuori dall'ombrello assicurativo. La persona che noleggia online avrà ben presenti tutti i costi, visto che non può chiederne conto ad una persona fisica, ad un dipendente del noleggiatore. Cittadini stranieri hanno diritto a un contratto e a un depliant nella propria lingua o - quantomeno - nelle lingue più diffuse. Si sconsiglia di firmare contratti in norvegese, alla Checco Zalone.
Nel 2014, una media di 1.750 turisti per Stato europeo ha presentato reclami perché beffata - a suo dire - dopo aver affittato una vettura all'estero. L'effetto contagioso è la diffidenza che spinge tanti altri viaggiatori a rinunciare in partenza al noleggio. Una maggiore fiducia invece spingerebbe verso l'alto il numero di contratti, oggi poco sopra i 20 milioni l'anno nella Ue, con un aumento a cascata del fatturato del turismo fino al 3 per cento.