ROMA - Nuova chance di rateizzare il debito con Equitalia. Quanti ne avevano perso il diritto, perché non riuscivano a pagare le rate, possono riprovarci ora. Grazie a un emendamento al decreto enti locali, approvato all'unanimità nella notte in commissione Bilancio della Camera, il debitore decaduto può tornare a dilazionare il suo "rosso" sino ad un massimo di 72 rate (non è passata l'ulteriore allungamento per altri sei anni), anche se alla presentazione della nuova richiesta gli importi scaduti non sono stati integralmente saldati. E la riammissione vale anche per i piani concessi prima dell'entrata in vigore del decreto riscossioni, dunque il 22 ottobre 2015. La domanda deve essere presentata entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto enti locali che avverrà prima del 23 agosto (il testo, dopo l'approvazione alla Camera, passerà al Senato). All'interno del provvedimento c'è pure la nona proroga in cinque anni dell'obbligo di distacco da Equitalia per i Comuni.
La richiesta di nuova rateizzazione (valida anche per le ingiunzioni fiscali) sarà "semplice", senza cioè dover dimostrare la situazione di temporanea difficoltà per debiti fino a 60 mila euro (il limite viene dunque alzato, visto che quello attualmente in vigore è 50 mila euro). E sarà possibile rinegoziare anche i piani già in corso con un allungamento del periodo di pagamento. Attenzione però: il mancato esborso di appena due rate, anche non consecutive, fa decadere dal nuovo piano. "La presente proposta - scrivono a corredo dell'emendamento i loro autori, Antonio Castricone (Pd) e Rocco Palese (Conservatori e riformisti) - viene incontro alle difficoltà economiche di migliaia di famiglie che, stante l'attuale e perdurante situazione di recessione in cui versa il Paese, non riescono più a ripianare le morosità accumulate nel tempo. L'iniziativa intende estendere sia il periodo massimo di contribuzione ordinaria, sia la portata applicativa dello strumento dilatorio".
"Su Equitalia basta con la demagogia", commenta il presidente pd della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. "Ora è necessario proseguire sulla strada della rateizzazione per chi è in difficoltà, come previsto da alcuni emendamenti al decreto enti locali, e poi subito una riforma organica dell'intero sistema di riscossione. Il problema in Italia non è se abolire o meno una società ma avere certezza che chi deve pagare, paghi il giusto". Tra gli emendamenti approvati al testo - che oggi passa in Aula - anche quello sull'avvio della riforma di Equitalia. "Mi auguro che la mia proposta di legge del 2014 sulla liquidazione di Equitalia e il trasferimento delle funzioni di riscossione all'Agenzia delle entrate, già sottoscritta da tanti colleghi, sia calendarizzata quanto prima in commissione Finanze". Il premier Renzi ha più volte parlato, di recente, dell'imminente sparizione dell'ente di riscossione: "Confermo: entro l'anno bye bye Equitalia".
La richiesta di nuova rateizzazione (valida anche per le ingiunzioni fiscali) sarà "semplice", senza cioè dover dimostrare la situazione di temporanea difficoltà per debiti fino a 60 mila euro (il limite viene dunque alzato, visto che quello attualmente in vigore è 50 mila euro). E sarà possibile rinegoziare anche i piani già in corso con un allungamento del periodo di pagamento. Attenzione però: il mancato esborso di appena due rate, anche non consecutive, fa decadere dal nuovo piano. "La presente proposta - scrivono a corredo dell'emendamento i loro autori, Antonio Castricone (Pd) e Rocco Palese (Conservatori e riformisti) - viene incontro alle difficoltà economiche di migliaia di famiglie che, stante l'attuale e perdurante situazione di recessione in cui versa il Paese, non riescono più a ripianare le morosità accumulate nel tempo. L'iniziativa intende estendere sia il periodo massimo di contribuzione ordinaria, sia la portata applicativa dello strumento dilatorio".
"Su Equitalia basta con la demagogia", commenta il presidente pd della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. "Ora è necessario proseguire sulla strada della rateizzazione per chi è in difficoltà, come previsto da alcuni emendamenti al decreto enti locali, e poi subito una riforma organica dell'intero sistema di riscossione. Il problema in Italia non è se abolire o meno una società ma avere certezza che chi deve pagare, paghi il giusto". Tra gli emendamenti approvati al testo - che oggi passa in Aula - anche quello sull'avvio della riforma di Equitalia. "Mi auguro che la mia proposta di legge del 2014 sulla liquidazione di Equitalia e il trasferimento delle funzioni di riscossione all'Agenzia delle entrate, già sottoscritta da tanti colleghi, sia calendarizzata quanto prima in commissione Finanze". Il premier Renzi ha più volte parlato, di recente, dell'imminente sparizione dell'ente di riscossione: "Confermo: entro l'anno bye bye Equitalia".