Economia

Lagarde rinviata a giudizio per il caso Tapie

La Cassazione francese si è espressa in linea con la procura: la direttrice del Fmi andrà a processo per l'arbitrato sulla cessione di Adidas tra il Credit Lyonnais e l'imprenditore Bernard Tapie

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MILANO - Alla vigilia del G20 finanziario che si tiene in Cina, Christine Lagarde, la direttrice del Fondo monetario internazionale, si è vista respingere dalla Corte di Cassazione francese il ricorso contro il suo rinvio a giudizio per negligenza nella vicenda dell'arbitrato del 2008, quando era ministro dell'Economia di Parigi, sul contenzioso relativo alla cessione del gruppo Adidas tra la banca Credit Lyonnais e l'uomo d'affari Bernard Tapie. Lagarde dovrà quindi comparire davanti alla Corte di giustizia della Repubblica, il tribunale che giudica l'operato dei ministri nell'esercizio delle loro funzioni, visto che la Cassazione ha sposato la linea della Procura.

Esprimendo rammarico per la decisione, il legale du Lagarde ha reagito dicendosi certo che non emergerà alcuna responsabilità per negligenza a carico della sua assistita.

La vicenda giudiziaria riguarda l'arbitrato che nel 2008 chiuse la battaglia giudiziaria tra Tapie e l'istituto di credito per la consulenza nella cessione del marchio sportivo avvenuta nel 1993. Lagarde è sospettata di negligenza per aver affidato la questione a un arbitrato, invece che alla giustizia ordinaria. Anche perché l'arbitrato si chiuse con il riconoscimento a Tapie di un indennizzo da 400 milioni di euro per il comportamento scorretto della banca. Nel mirino dei giudici c'è anche la decisione del ministero - parte in causa in quanto proprietario della società che raggruppò i debiti del Credit Lyonnais dopo la sua nazionalizzazione - di non fare ricorso contro l'onerosa sentenza.

Da poco, per altro, Lagarde è entrata nel suo secondo mandato alla guida del Fmi, da dove ha ribaltato molti degli scetticismi iniziali conquistando la riconferma di fatto senza avversari.