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Pininfarina: domani inizia l'era indiana, ma il cuore resta in Italia

Nella sede di Cambiano è convocata l'assemblea degli azionisti chiamata a nominare il nuova cda, nel quale entreranno quattro rappresentanti della società indiana, fra i quali l'amministratore delegato e direttore generale Cp Gurnani. Entro fine anno un aumento di capitale da 20 milioni di euro

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MILANO - L'era indiana di Pininfarina, storico carrozziere torinese che ha disegnato vetture da sogno con marchi prestigiosi, inizierà ufficialmente domani. Nella sede di Cambiano è convocata l'assemblea degli azionisti chiamata a nominare il nuova cda, nel quale entreranno quattro rappresentanti della società indiana, fra i quali l'amministratore delegato e direttore generale Cp Gurnani, già cooptato il 30 maggio scorso al posto di Gianfranco Albertini. Paolo Pininfarina e Silvio Pietro Angori saranno confermati rispettivamente presidente e amministratore delegato. Slitta invece a settembre l'esame dei conti del primo semestre. La valenza simbolica dell'appuntamento di domani è enorme: dopo il fallimento di Bertone e il passaggio di Italdesign a Volkswagen, questo è l'ultimo pezzo dello stile automobilistico italiano a passare in mani estere chiudendo una storia centenaria. Per il momento, tuttavia, l'arrivo degli indiani, oltre a lasciare invariati i vertici, non mette però in pericolo l'indipendenza della società che resterà quotata a Piazza Affari: "Restano in Italia le maestranze, il management, gli stilisti, i progettisti, il Dna dell'azienda", disse Paolo Pininfarina nel giorno dello storico accordo. Nel dettaglio, si tratta di un'operazione da circa 50 milioni di euro di esborso, cui si sommano garanzie sui debiti per oltre 110 milioni di euro, che dovrà porre fine a un decennio di bilanci in sofferenza. Un periodo che aveva portato di fatto le banche a controllare l'azienda, fino a quando, nel 2009, è stato dato ufficialmente mandato a vendere. La Pincar, società della famiglia Pininfarina a cui faceva capo l'azienda, ha ceduto, il 30 maggio, l'intera partecipazione nella società, pari a circa il 76% del capitale sociale, a Pf Holdings Bv, società di diritto olandese posseduta da TechMahindra e Mahindra & Mahindra. Ph Holdings ha acquistato le azioni ordinarie Pininfarina detenute da Pincar al prezzo di 1,10 euro per azione. Gli indiani, poi, dovranno investire altri 20 milioni mediatne un aumento di capitale, offerto a tutti gli azionisti, entro fine anno.