Economia

Meglio l'Oktoberfest dei Mondiali e l'inflazione del boccale corre veloce

(afp)
La festa della birra che inizia oggi a Monaco di Baviera attrae più visitatori delle grandi competizioni sportive e i prezzi corrono a una velocità doppia rispetto al costo della vita: la bionda costa il 3% in più rispetto al 2015. L'incremento è del 230% rispetto al 1985
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MILANO - Se l'Oktoberfest che apre oggi a Monaco di Baviera fosse lo specchio dell'Eurozona, la Bce di Mario Draghi dovrebbe correre a rialzare i tassi. Quanto meno per mettere un freno a quella pressione inflazionistica che sta travolgendo il caro vecchio boccale di birra. In alternativa il governatore della Banca centrale europea potrebbe organizzare con l'intero consiglio direttivo una trasferta da Francoforte per prendere spunto in vista delle sue prossime mosse. Il dato incontrovertibile della fiera della birra è quello di una domanda che cresce senza sosta: con il paradosso che quando cala il numero di visitatori, aumentano i consumi pro capite.

Solo così si spiega come mai nel 1985, trentuno anni fa, bastavano 6,1 marchi (3,1 euro) per acquistare il Maß (Mass), il boccale da un litro e oggi servano 10,54 euro: "Da allora - spiega un report di Unicredit -, i prezzi della birra alla Wiesn (abbreviazione per Theresienwiese, la location della festa) sono saliti più del 230%, contro una crescita del solo 69,7% dei prezzi al consumo in Germania". Sotto i tendoni dell'Oktoberfest l'inflazione è cresciuta del 3% in dodici mesi: un record se confrontato con il resto dell'Eurozona che ancora viaggia a cavallo della deflazione.

L'analisi degli economisti di Unicredit parte da un dato per certi versi stupefacente: nel 2015 nonostante un calo di 400mila visitatori, sono stati 5,9 milioni gli avventori della festa della birra. Non molti meno rispetto agli 8,2 milioni di turisti che hanno raggiunto Londra per le Olimpiadi del 2012 - un evento che si tiene ogni quattro anni - e comunque più di quanti (3,4 milioni) siano andati in Brasile nel 2014 per i Mondiali di calcio. Per rendersi conto delle dimensioni dell'Oktoberfest basti pensare che il Carnevale di Rio, che ogni anno domina le televisioni con le sue immagini di folklore, si ferma sotto il milione di visitatori.

Insomma quanto si ripete ogni anno all'Oktoberfest è nettamente in contrasto con quello che succede nel resto del Vecchio continente: nell'Eurozona, ad agosto, i prezzi sono saliti dello 0,2% annuo, con diversi Paesi ancora in deflazione. A correre più dei prezzi al consumo è anche Wvpi, un paniere di riferimento che gli economisti utilizzano per calcolare il costo dell'intera visita alla Fiera: considera i trasporti pubblici, due litri di birra e un mezzo pollo. Dopo il +3,6% dell'anno scorso, nel 2016 il Wvpi è rincarata del 3,7% quest'anno è rincarato del 3,6%. A spingere l'aumento è soprattutto il galletto grigliato (+7,8% in un anno): un caratteristica tipica della fiera, anche perché il prezzo del pollame in Germania è in costante calo da quasi due anni. "Il pollo sta recuperando un po' di terreno - dicono gli economisti di Unicredit - perché i prezzi sono cresciuti a un ritmo più lento rispetto a quello della birra".

Tuttavia, se il Wvpi ha una crescita media annua superiore al doppio del costo della vita i motivi sono da ricercare in alcuni fattori oggettivi: dall'aumento dei costi per aprire uno stand a quello per la sicurezza. Senza dimenticare che all'interno della festa la concorrenza è molto più bassa rispetto al resto del Paese. Infatti, sebbene la Germania pesi per un quarto circa delle vendite e dei consumi di bionda in Europa, sono pochi i birrifici a poter accedere all'evento: solo sei arrivano da Monaco.