✕

Anche il Fondo suggerisce prudenza al governo italiano

L'aggiornamento delle previsioni del Fmi dipinge una ripresa mondiale a rischio. Agli Stati si chiede di spingere su riforme e politica di bilancio; ma la solidarietà è difficile, a cominciare dall'Eurozona
1 minuti di lettura
WASHINGTON - Una ripresa mondiale a rischio. E' questo il quadro impietoso dipinto dal Fondo Monetario Internazionale nel suo World Economic Outlook, la pubblicazione semestrale che scandaglia lo stato di salute dell'economia globale. Il Fondo ha tenuto le sue previsioni di crescita invariate rispetto a tre mesi fa, ma ha parlato del rischio di un circolo vizioso che potrebbe tenere la crescita bassa molto a lungo. L'elenco dei pericoli all'orizzonte è ampio: si va dal protezionismo alla possibilità che le condizioni del credito diventino meno accomodanti. Anche la politica può fare danni, dice il Fondo, se non si cerca di dare risposte a chi si è rimasto indietro in questi anni.

Il Fmi vorrebbe una risposta coordinata da parte dei Paesi membri, che punti meno sulla politica monetaria e spinga di più sulle riforme strutturali e sulla politica di bilancio, laddove possibile. Tuttavia, è improbabile che vedremo questa solidariet…
WASHINGTON - Una ripresa mondiale a rischio. E' questo il quadro impietoso dipinto dal Fondo Monetario Internazionale nel suo World Economic Outlook, la pubblicazione semestrale che scandaglia lo stato di salute dell'economia globale. Il Fondo ha tenuto le sue previsioni di crescita invariate rispetto a tre mesi fa, ma ha parlato del rischio di un circolo vizioso che potrebbe tenere la crescita bassa molto a lungo. L'elenco dei pericoli all'orizzonte è ampio: si va dal protezionismo alla possibilità che le condizioni del credito diventino meno accomodanti. Anche la politica può fare danni, dice il Fondo, se non si cerca di dare risposte a chi si è rimasto indietro in questi anni.

Il Fmi vorrebbe una risposta coordinata da parte dei Paesi membri, che punti meno sulla politica monetaria e spinga di più sulle riforme strutturali e sulla politica di bilancio, laddove possibile. Tuttavia, è improbabile che vedremo questa solidarietà. Per esempio, nella zona euro, è difficile che il governo tedesco cominci improvvisamente a spendere molto di più di quanto sta facendo oggi, a meno che questa scelta non corrisponda a esigenze domestiche. Alla domanda in conferenza stampa sul perché Berlino non ascolti i suoi consigli, Maurice Obstfeld, capo economista del Fondo, ha risposto lapidario: "Dovete chiederlo a loro, noi troviamo il nostro ragionamento convincente".

Le stime di crescita dell'Italia subiscono una nuova revisione al ribasso, venendo portate dall'1% allo 0,9% per il 2017. Si tratta di un'altra cattiva notizia per il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, che ieri ha visto Banca d'Italia e l'Ufficio Parlamentare del Bilancio bocciare le sue previsioni per l'anno prossimo, pari a 1%, perché troppo ottimistiche. La mancata validazione delle stime del governo da parte dell'authority sui conti pubblici è particolarmente grave, poiché l'ente esiste proprio per evitare che l'esecutivo sia troppo generoso con se stesso. Ignorare l'opinione espressa ieri in Commissione dal presidente dell'Upb, Giuseppe Pisauro, sarebbe doppiamente dannoso, poiché minerebbe la credibilità di una giovane ma importante istituzione.

Oggi, il Fondo ha dimostrato che l'Upb e la Banca d'Italia hanno ragione ad essere preoccupati. Padoan farebbe bene ad ascoltare i consigli degli esperti, evitare uno scontro istituzionale, e abbassare una previsione che appare irrealistica.