MILANO - Nuova sforbiciata alle stime di crescita da parte del Fondo monetario internazionale, impegnato in questi giorni negli incontri annuali con la Banca mondiale a Washington. Nell'aggiornamento del World Economic Outlook, il Fmi prevede per l'Italia un'espansione dello 0,8 e del 0,9% per quest'anno e il prossimo, con una sforbiciata di 0,1 punti percentuali rispetto alle stime di luglio. Il governo ha appena aggiornato il Def indicando una previsione dello 0,7% per il 2016 e dell'1% per l'anno successivo, che però gli addetti ai lavori trovano troppo ottimistica. Tra l'altro, le assunzioni alla base del Weo sono ancora quelle del Def di aprile.
Fonte: Fmi
Tra le altre grandi voci del bilancio pubblico italiano, il Fondo stima un debito al 133,2% nel 2016, dal 132,7% del 2015. Nel 2017 il debito crescerà al 133,4% (numeri in rialzo rispetto ad aprile). Si attesterà invece al 2,5% il rapporto deficit/Pil quest'anno per poi scendere al 2,2% nel 2017, contro il 2,6% registrato nel 2015.
ANALISI. Anche il Fondo suggerisce prudenza a Padoan
Nella sua revisione autunnale alle stime di grescita, il Fondo resta fermo a livello globale a un +3,1% per il 2016, in miglioramento al +3,4% il prossimo anno, a causa della "persistente stagnazione nelle economie avanzate" (rallentamento negli Usa e Brexit sono i fattori segnalati), che si accompagna a una crescita dei sentimenti contrari alla globalizzazione dei commerci che stanno facendo rialzare il muro del protezionismo. Si tratta degli stessi numeri diffusi a luglio, anche se rispetto alla versione primaverile del Weo si tratta di un taglio di 0,1 punti percentuali, comparabile dunque a quello subito dalle stime italiane.
Come già fatto in sede di G20, ai Paesi arriva l'invito di Washington a usare tutte le leve - monetaria, fiscale e strutturale - per migliorare le prospettive di crescita. Maurice Obstfeld, capo economista del Fmi, ha spiegato che "sono state tagliate leggermente al ribasso le stime per le economie avanzate, mentre sono state rialzate quelle nel resto del mondo".
Alle Banche centrali, il Fondo torna a chiedere di mantenere politiche monetarie accomodanti. "Ma le politiche monetarie da soli no daranno slancio alle economie afflitte dal rallentamento della produttività e dall'invecchiamento della popolazione", si ribadisce nel nuovo report facendo eco alle preoccupazioni più volte sottolineate da Mario Draghi. L'Italia viene citata - insieme al Portogallo - per la fragilità del sistema bancario, la cui redditività è ulteriormente messa sotto pressione dai tassi a zero. Da notare anche che la politica fiscale del Tesoro viene considerata moderatamente espansiva, per 0,5 punti percentuali.
Tornando alle stime vere e proprie, Il FMi ha tagliato la crescita Usa dal 2,2 all'1,6% per quest'anno, a causa di una deludente prima parte dell'anno a seguito degli andamenti degli investimenti e delle scorte. Il 2,2% dovrebbe comunque esser raggiunto l'anno prossimo. Nell'Eurozona, la crescita è prevista all'1,7% quest'anno e all'1,5% il prossimo: un miglioramento nel quale brilla la Spagna, che viagga a velocità tripla rispetto all'Italia. Ma, ha avuto modo di rimarcare il ministro Pier Carlo Padoan in audizione in Parlamento sull'aggiornamento del Def, il balzo iberico è facilitato da un deficit che noi ci sognamo.
| Diff. Con Weo luglio | Diff. Con Weo aprile | ||||||
| 2015 | 2016 | 2017 | 2016 | 2017 | 2016 | 2017 | |
| Mondo | 3.2 | 3.1 | 3.4 | 0.0 | 0.0 | –0.1 | –0.1 |
| Economie avanzate | 2.1 | 1.6 | 1.8 | –0.2 | 0.0 | –0.3 | –0.2 |
| USA | 2.6 | 1.6 | 2.2 | –0.6 | –0.3 | –0.8 | –0.3 |
| Eurozona | 2.0 | 1.7 | 1.5 | 0.1 | 0.1 | 0.2 | –0.1 |
| Germania | 1.5 | 1.7 | 1.4 | 0.1 | 0.2 | 0.2 | –0.2 |
| Francia | 1.3 | 1.3 | 1.3 | –0.2 | 0.1 | 0.2 | 0.0 |
| Italia | 0.8 | 0.8 | 0.9 | –0.1 | –0.1 | –0.2 | –0.2 |
| Spagna | 3.2 | 3.1 | 2.2 | 0.5 | 0.1 | 0.5 | –0.1 |
| Giappone | 0.5 | 0.5 | 0.6 | 0.2 | 0.5 | 0.0 | 0.7 |
| Uk | 2.2 | 1.8 | 1.1 | 0.1 | –0.2 | –0.1 | –1.1 |
| Canada | 1.1 | 1.2 | 1.9 | –0.2 | –0.2 | –0.3 | 0.0 |
Tra le altre grandi voci del bilancio pubblico italiano, il Fondo stima un debito al 133,2% nel 2016, dal 132,7% del 2015. Nel 2017 il debito crescerà al 133,4% (numeri in rialzo rispetto ad aprile). Si attesterà invece al 2,5% il rapporto deficit/Pil quest'anno per poi scendere al 2,2% nel 2017, contro il 2,6% registrato nel 2015.
| 2015 | 2016 | 2017 | 2021 | |
|---|---|---|---|---|
| Pil | 0,8 | 0,8 | 0,9 | |
| Inflazione | 0,1 | -0,1 | 0,5 | |
| Disoccupazione | 11,9 | 11,5 | 11,2 | |
| Debito/Pil | 132,7 | 133,2 | 133,4 | 125 |
| Deficit/Pil | 2,6 | 2,5 | 2,2 | 0 |
ANALISI. Anche il Fondo suggerisce prudenza a Padoan
Nella sua revisione autunnale alle stime di grescita, il Fondo resta fermo a livello globale a un +3,1% per il 2016, in miglioramento al +3,4% il prossimo anno, a causa della "persistente stagnazione nelle economie avanzate" (rallentamento negli Usa e Brexit sono i fattori segnalati), che si accompagna a una crescita dei sentimenti contrari alla globalizzazione dei commerci che stanno facendo rialzare il muro del protezionismo. Si tratta degli stessi numeri diffusi a luglio, anche se rispetto alla versione primaverile del Weo si tratta di un taglio di 0,1 punti percentuali, comparabile dunque a quello subito dalle stime italiane.
Come già fatto in sede di G20, ai Paesi arriva l'invito di Washington a usare tutte le leve - monetaria, fiscale e strutturale - per migliorare le prospettive di crescita. Maurice Obstfeld, capo economista del Fmi, ha spiegato che "sono state tagliate leggermente al ribasso le stime per le economie avanzate, mentre sono state rialzate quelle nel resto del mondo".
Alle Banche centrali, il Fondo torna a chiedere di mantenere politiche monetarie accomodanti. "Ma le politiche monetarie da soli no daranno slancio alle economie afflitte dal rallentamento della produttività e dall'invecchiamento della popolazione", si ribadisce nel nuovo report facendo eco alle preoccupazioni più volte sottolineate da Mario Draghi. L'Italia viene citata - insieme al Portogallo - per la fragilità del sistema bancario, la cui redditività è ulteriormente messa sotto pressione dai tassi a zero. Da notare anche che la politica fiscale del Tesoro viene considerata moderatamente espansiva, per 0,5 punti percentuali.
Tornando alle stime vere e proprie, Il FMi ha tagliato la crescita Usa dal 2,2 all'1,6% per quest'anno, a causa di una deludente prima parte dell'anno a seguito degli andamenti degli investimenti e delle scorte. Il 2,2% dovrebbe comunque esser raggiunto l'anno prossimo. Nell'Eurozona, la crescita è prevista all'1,7% quest'anno e all'1,5% il prossimo: un miglioramento nel quale brilla la Spagna, che viagga a velocità tripla rispetto all'Italia. Ma, ha avuto modo di rimarcare il ministro Pier Carlo Padoan in audizione in Parlamento sull'aggiornamento del Def, il balzo iberico è facilitato da un deficit che noi ci sognamo.