Economia

Fmi, allarme sul debito globale. Le banche anello debole

Le banche hanno bruciato 430 miliardi di dollari di capitalizzazione. "Gli sforzi del governo italiano sugli istituti potrebbero non bastare". L'Italia prosegue la riduzione del deficit, ma posticipa ancora il pareggio di bilancio

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MILANO - Il debito globale vola a livelli mai visti, schizzando a 152.000 miliardi di dollari o il 225% del Pil globale alla fine del 2015. Circa 100.000 miliardi di dollari, o i due terzi, sono rappresentati dal debito privato, quello delle aziende non finanziarie e delle famiglie. Lo afferma il Fmi, sottolineando che un eccessivo debito privato è associato con le crisi finanziarie, accompagnate da rallentamenti economici più profondi e protratti. Nel documento presentato a Washington, il Fondo insiste sulla debolezza del sistema bancario e in particolare di quello italiano, mettendo in luce che le sofferenze dell'Eurozona sono molto elevate e che gli sforzi riconsciuti al governo del Belpaese potrebbero non bastare.

Debito record. Un debito a 152.000 miliardi di dollari è un "record", ma il problema va affrontato come "misure mirate fra paese e paese", afferma Victor responsabile del Fiscal Monitor del Fmi. Le politiche di bilancio pubblico possono aiutare in questo contesto a sostenere la crescita e aiutare a ridurre il debito privato, ma "non possono farlo da sole. Serve un approccio coordinato fra politica di bilancio, politica monetaria e politica strutturale". "La storia ci ha insegnato che è facile sottostimare i rischi associati con il debito privato" nei periodi di crescita.

La lente sulle banche italiane. Gli sforzi del governo italiano per facilitare il miglioramento del credito e l'acquisto di crediti deteriorati "potrebbero non essere sufficienti per ridurli di una quantità o alla velocità necessari per rafforzare il sistema bancario", sostiene infatti il Fmi nel Global financial stability report (Gfsr). Il Fondo cita Mps per dire che in Italia "è importante affrontare le sfide poste dalle banche deboli per ridurre la pressione sul settore bancario italiano in modo più generalizzato". Dall'inizio dell'anno, emerge ancora da Washington, la capitalizzazione di mercato delle banche nelle economie avanzate è calata di 430 miliardi di dollari, aumentando le sfide nell'affrontare le debolezze del sistema bancario, soprattutto per le più deboli banche europee.

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Il percorso dei conti pubblici. Il Fondo posticipa poi al 2020, dal 2018, un avanzo strutturale di bilancio per l'Italia. Se in primavera l'istituto di Washington prevedeva a partire dal 2018 un pareggio strutturale, ora l'Fmi si aspetta un deficit dello 0,9% per quell'anno e un pareggio solo due anni dopo. Nella tabella dedicata al "General government cyclically adjusted balance" - definizione usata dall'Fmi per indicare il bilancio del governo corretto per il ciclo economico, che include misure una tantum - si legge che per quest'anno è stimato un deficit strutturale pari all'1,1% del Pil, lo 0,3% in meno rispetto ai calcoli di primavera, dopo un dato pari al -0,9% nel 2015. Il dato dovrebbe salire a un deficit dell'1,3% nel 2017 contro quello pari allo 0,8% calcolato ad aprile. Nel 2019 è atteso un -0,3% e appunto dal 2020 un pareggio strutturale. Il debito italiano inizierà invece a calare nel 2018, quando scenderà al 132%, dopo aver trascorso due anni sopra il 133%. Dal 2018 il debito continuerà a calare, fino a raggiungere il 125% nel 2021.

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