MILANO - Dopo una vigilia tonica le Borse del Vecchio continente si prendono una pausa di riflessione, complice ancha volatilità che ancora domina i mercati in attesa delle prossime mosse di politica monetaria delle grandi banche centrali. In quest'ottica sarà interessante il discorso che il presidente della Bce, Mario Draghi, terrà in Germania a mercati chiusi proprio sulla politica monetaria. L'Eurotower ha rinviato a dicembre ogni decisione di intervento a revisione del Quantitative easing, il piano di acquisti da 80 miliardi di euro al mese; anche la Federal Reserve aspettarà fine anno per rialzare - come previsto dagli analisti - il costo del denaro. I mercati, però, iniziano a interrogarsi sull'entità della stretta di Janet Yellen: "Se il nuovo presidente americano avvierà una politica fiscale espansiva - ragionano gli addetti ai lavori - il rialzo dei tassi potrebbe essere più deciso".
Piazza Affari chiude in calo dello 0,44% con i fari puntati su Mps che ha chiuso in calo del 15% dopo la presentazione del nuovo piano industriale che prevede 2.600 esuberi. Il Dax di Francoforte chiude invariata (-0,04%), l'Ftse 100 di Londra accelera allo 0,45%, mentre Parigi cede lo 0,26%. Debole Wall Street: quando chiudono i mercati europei il Dow Jones segna -0,2%; il Nasdaq perde lo 0,4%, mentre lo S&P 500 cede lo 0,3%.
Dal punto di vista macroeconomico, gli investitori hanno incassato l'aumento degli ordini e del fatturato dell'industria italiana, mentre in Germania l'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, a ottobre è salito ai massimi da oltre due anni a 110,5 punti da 109,5 punti di settembre. In Francia, intanto, la fiducia delle imprese è sceso a 102 a ottobre dal 103 di settembre. Per il momento, quindi, i mercati ignorano il "falco" James Bullard: il presidente della Federal Reserve di St. Louis nonchè membro votante del Federal Open Market Committee, si dice favorevole a una stretta monetaria nella riunione dell'1 e 2 novembre prossimi ma aggiunge che non c'è "urgenza" di alzare i tassi di interesse. Stando ai future sui fed funds, usati per fare scommesse sulle mosse della Banca centrale Usa, le probabilità di un aumento del costo del denaro nell'ultimo mese dell'anno ieri sono salite al 74%. Negli Usa, intanto, l'indice nazionale Case-Shiller sui prezzi delle case per il mese di agosto è salito del 5,3% annuo, leggermente meglio delle attese, ma nelle principali 10 città l'incremento è stato inferiore alle previsioni.
L'euro chiude in calo per il rafforzamento del biglietto verde e la sterlina scende sotto quota 1,21 dollari, per l'effetto Brexit. La moneta europea passa di mano a 1,0857 dollari e 113,61 yen. Dollaro/yen sale a 104,64 e sterlina a 1,2109 sul dollaro, dopo un minimo a 1,2083. Stabile lo spread, la differenza di rendimento, tra Btp e Bund che segna quota 136 punti, mentre il tasso cui vengono scambiati i titoli di Stato italiani sul mercato secondario è pari all'1,37%.
La Borsa di Tokyo termina la seduta in positivo, sostenuta dall'apprezzamento del dollaro sullo yen e i segnali incoraggianti dai risultati societari in Europa e Stati Uniti: l'indice Nikkei segna un rialzo dello 0,76% a quota 16.365,35, con un guadagno di 130 punti. Sui mercati valutari lo yen si indebolisce ulteriormente sul dollaro a quota 104,40 dopo il sondaggio sull'attività manifatturiera Usa, ai massimi in un anno.
Sul fronte delle materie prime, oscilla attorno ai 50 dollari al barile il prezzo del petrolio in avvio dei mercati questa mattina in attesa della programmata visita del segretario generale dell'Opec a Baghdad per discutere la limitazione della produzione. Il greggio Wti viene scambiato così a 50,51 dollari mentre il Brent perde 9 centesimi a 51,37 dollari al barile. Prezzo dell'oro senza variazioni di rilievo sui mercati. Il metallo con consegna immediata passa di mano a 1265 dollari l'oncia, con variazioni minime rispetto alla vigilia, anche se in una tendenza più generalizzata al ribasso in attesa di sviluppi sulle decisioni di rialzo dei tassi da parte della Fed Usa.
Piazza Affari chiude in calo dello 0,44% con i fari puntati su Mps che ha chiuso in calo del 15% dopo la presentazione del nuovo piano industriale che prevede 2.600 esuberi. Il Dax di Francoforte chiude invariata (-0,04%), l'Ftse 100 di Londra accelera allo 0,45%, mentre Parigi cede lo 0,26%. Debole Wall Street: quando chiudono i mercati europei il Dow Jones segna -0,2%; il Nasdaq perde lo 0,4%, mentre lo S&P 500 cede lo 0,3%.
Dal punto di vista macroeconomico, gli investitori hanno incassato l'aumento degli ordini e del fatturato dell'industria italiana, mentre in Germania l'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, a ottobre è salito ai massimi da oltre due anni a 110,5 punti da 109,5 punti di settembre. In Francia, intanto, la fiducia delle imprese è sceso a 102 a ottobre dal 103 di settembre. Per il momento, quindi, i mercati ignorano il "falco" James Bullard: il presidente della Federal Reserve di St. Louis nonchè membro votante del Federal Open Market Committee, si dice favorevole a una stretta monetaria nella riunione dell'1 e 2 novembre prossimi ma aggiunge che non c'è "urgenza" di alzare i tassi di interesse. Stando ai future sui fed funds, usati per fare scommesse sulle mosse della Banca centrale Usa, le probabilità di un aumento del costo del denaro nell'ultimo mese dell'anno ieri sono salite al 74%. Negli Usa, intanto, l'indice nazionale Case-Shiller sui prezzi delle case per il mese di agosto è salito del 5,3% annuo, leggermente meglio delle attese, ma nelle principali 10 città l'incremento è stato inferiore alle previsioni.
L'euro chiude in calo per il rafforzamento del biglietto verde e la sterlina scende sotto quota 1,21 dollari, per l'effetto Brexit. La moneta europea passa di mano a 1,0857 dollari e 113,61 yen. Dollaro/yen sale a 104,64 e sterlina a 1,2109 sul dollaro, dopo un minimo a 1,2083. Stabile lo spread, la differenza di rendimento, tra Btp e Bund che segna quota 136 punti, mentre il tasso cui vengono scambiati i titoli di Stato italiani sul mercato secondario è pari all'1,37%.
La Borsa di Tokyo termina la seduta in positivo, sostenuta dall'apprezzamento del dollaro sullo yen e i segnali incoraggianti dai risultati societari in Europa e Stati Uniti: l'indice Nikkei segna un rialzo dello 0,76% a quota 16.365,35, con un guadagno di 130 punti. Sui mercati valutari lo yen si indebolisce ulteriormente sul dollaro a quota 104,40 dopo il sondaggio sull'attività manifatturiera Usa, ai massimi in un anno.
Sul fronte delle materie prime, oscilla attorno ai 50 dollari al barile il prezzo del petrolio in avvio dei mercati questa mattina in attesa della programmata visita del segretario generale dell'Opec a Baghdad per discutere la limitazione della produzione. Il greggio Wti viene scambiato così a 50,51 dollari mentre il Brent perde 9 centesimi a 51,37 dollari al barile. Prezzo dell'oro senza variazioni di rilievo sui mercati. Il metallo con consegna immediata passa di mano a 1265 dollari l'oncia, con variazioni minime rispetto alla vigilia, anche se in una tendenza più generalizzata al ribasso in attesa di sviluppi sulle decisioni di rialzo dei tassi da parte della Fed Usa.