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Alcoa, il Mise prova a salvare Portovesme: un anno per trovare un compratore

Accordo per trasferire a Invitalia gratuitamente l'impianto: in dodici mesi deve trovare un compratore, mentre i costi per la bonifica restano a carico della multinazionale
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MILANO - Alcoa e Invitalia, su input del ministero dello Sviluppo economico, hanno raggiunto "un accordo preliminare strumentale alla sottoscrizione di un accordo definitivo che verrà negoziato e siglato nei prossimi 2 mesi": un'intesa che porti il colosso americano a ritirare l'annunciata decisione di smantellare lo stabilimento di Portovesme per un periodo di 12 mesi, rimanendo comunque responsabile per la bonifica del suolo e della falda acquifera in relazione all'inquinamento sinora prodotto dallo stabilimento e facendosi carico dei connessi oneri economici.

Continua dunque la ricerca per un Cavaliere bianco: nei prossimi 30 giorni Invitalia effettuerà una due diligence dell'impianto indispensabile per la ricerca di un nuovo investitore. Si cerca così di nuovo una via d'uscita alla decisione annunciata nel pieno dell'estate, quando Alcoa ha detto di voler chiudere e smantellare "dopo aver constatato l'impossibilit&ag…
MILANO - Alcoa e Invitalia, su input del ministero dello Sviluppo economico, hanno raggiunto "un accordo preliminare strumentale alla sottoscrizione di un accordo definitivo che verrà negoziato e siglato nei prossimi 2 mesi": un'intesa che porti il colosso americano a ritirare l'annunciata decisione di smantellare lo stabilimento di Portovesme per un periodo di 12 mesi, rimanendo comunque responsabile per la bonifica del suolo e della falda acquifera in relazione all'inquinamento sinora prodotto dallo stabilimento e facendosi carico dei connessi oneri economici.

Continua dunque la ricerca per un Cavaliere bianco: nei prossimi 30 giorni Invitalia effettuerà una due diligence dell'impianto indispensabile per la ricerca di un nuovo investitore. Si cerca così di nuovo una via d'uscita alla decisione annunciata nel pieno dell'estate, quando Alcoa ha detto di voler chiudere e smantellare "dopo aver constatato l'impossibilità di trovare un acquirente per lo smelter. Abbiamo collaborato quasi quattro anni con il Governo italiano per trovare un acquirente idoneo per lo stabilimento - hanno scritto allora i vertici - l'obiettivo adesso è proseguiremo con l'adempimento dei nostri obblighi e preparare il sito per attrarre nuovi business e creare opportunità di lavoro". Sembrava così arrivare alla parola "fine" sulla vicenda, dopo che l'attività produttiva è stata interrotta a novembre 2012 e lo stabilimento è stato definitivamente chiuso ad agosto 2014.

L'accordo di oggi stabilisce che Mise e Invitalia ricercheranno nei prossimi 12 mesi un investitore disponibile ad acquisire la proprietà, rimettere in funzione lo stabilimento e restituire prospettive occupazionali ai lavoratori del Sulcis. Qualora entro i prossimi 12 mesi si trovi un investitore, prosegue la nota, Alcoa si impegna a trasferire ad Invitalia lo stabilimento a titolo gratuito, nonché una dotazione di capitale che la due diligence stabilirà essere necessaria a rimettere in funzione l'impianto; Invitalia contestualmente trasferirà, di nuovo a titolo gratuito, la proprietà e la dotazione finanziaria all'investitore che riavvierà la produzione.

Alcoa sarà così liberata da tutti gli oneri, con eccezione di quelli per la bonifica. Nel caso in cui, invece, non dovesse essere possibile trovare entro i prossimi 12 mesi un investitore interessato, Alcoa trasferirà a Invitalia l'impianto e, di concerto con Invitalia stessa, provvederà al suo smantellamento, sopportandone i relativi oneri e restando comunque responsabile della bonifica necessaria e del relativo costo.