Milano scivola con le banche: -1,75%. Continua il rafforzamento del dollaro
di RAFFAELE RICCIARDI
Dollaro e yuan a confronto: la valuta cinese è ai minimi da otto anni contro il biglietto verde (ansa)
Il biglietto verde ai massimi da un anno contro l'euro: la dinamica accentuata dall'elezione di Trump e dall'aspettativa di inflazione, ma rischiano di perderci i mercati emergenti. Lo spread italiano sale oltre 180 punti, poi ritraccia. Wall Street debole dopo che il Nasdaq ha ritoccato il record
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MILANO - Continua il rafforzamento del dollaro contro le principali valute mondiali, con l'euro che tocca i nuovi minimi da un anno sotto quota 1,06 contro il biglietto verde. Deboli i listini azionari europei, con Milano che soffre particolarmente il calo del comparto bancario.
La dinamica di crescita del biglietto verde è innescata dalla forza dell'economia americana, ma ha accelerato con decisione dopo la vittoria di Donald Trump. Secondo gli operatori, le politiche economiche annunciate dal presidente eletto (un menu di tagli di tasse e investi) avranno impatto sulla crescita, sui posti di lavoro e quindi sull'inflazione. Con i prezzi in crescita, la Fed potrebbe esser costretta ad alzare i tassi più rapidamente del previsto: la stessa Janet Yellenha spiegato ieri che "presto" arriverà la prima mossa (i mercati danno per certa la riunione di metà dicembre) e che se la Fed non agisse per tempo rischierebbe di trovarsi a dover rincorrere in futuro la dinamica dei prezzi.
econdo i gestori partecipanti al Reuters Global Investment Summit, proprio l'intensità del rafforzamento del dollaro sarà una delle variabili centrali per i mercati il prossimo anno, con rischi di ripercussioni sui mercati emergenti e sulle entità indebitate in dollari, che vedono rincarare il costo del loro indebitamento. Sta di fatto che dalla vittoria di Trump, il dollaro ha guadagnato il 3,2% sull'euro, il 4% sullo yen e l'1,9% sullo yuan cinese, che è ai minimi da otto anni Il grafico Bloomberg traccia in bianco le possibilità di rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di dicembre (siamo ormai vicini al 100%), in blu l'andamento del dollaro contro un paniere di divise concorrenti. In entrambi i casi, impennata dopo l'elezione di Trump
Oltre al biglietto verde, questa configurazione dei mercati ha spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Una dinamica nella quale si iscrive il debito pubblico italiano, sul quale pende in aggiunta l'incertezza legata all'esito del referendum delle prossime settimane. Lo spread è tornato a superare 180 punti base, salvo poi stabilizzarsi su quella soglia con il decennale italiano che rende il 2% sul mecato secondario.
I listini europei chiudono deboli. Maglia nera a Milano, che chiude in rosso dell'1,75% con il comparto bancario fortemente penalizzato: molti titoli del settore vengono sospesi dalle contrattazioni in ribasso. Nell'ottava, l'indice dedicato agli istituti di credito ha lasciato sul parterre il 10%. Francoforte lima lo 0,2%, Parigi lo 0,52% e Londra lo 0,28%.
Andamento debole per Wall Street, che ha portato in avvio il listino tecnologico a nuovi record. I listini Usa girano poi in rosso: e chiudono in calo: il Dow Jones perde lo 0,18% a 18.869,24 punti, il Nasdaq cede lo 0,23% a 5.321,51 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,23% a 2.182,01 punti. E dopo la chiusura delle contrattazioni a New York, Facebook ha lanciato un piano di buyback da 6 miliardi di dollari. L'annuncio ha spinto i titoli nelle quotazioni after hours, dove arrivano a guadagnare l'1%.
Il governatore della Bce, Mario Draghi, parlando da Francoforte ha sottolineato che ci sono voluti sette anni e mezzo all'economia europea per tornare ai livelli pre-crisi. Riconoscendo che gran parte della (lenta) ripresa inflazionistica è dovuta alle politiche monetarie della Bce, ha quindi confermato l'impegno dell'Eurotower a proseguire l'accomodamento monetario per portare i prezzi dell'Eurozona verso il +2% indicato dal mandato. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è intanto a Berlino con gli altri leader europei. Negli Usa si registra il calo a 1 punto dell'indice manifatturiero della Fed di Kansas City a novembre, mnetre il superindice dell'economia di ottobre ha segna +0,1% in linea con le stime. Eurostat ha invece fissato a 13,1 miliardi il surplus commerciale dell'Unione.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato l'ultima seduta della settimana in rialzo, con lo yen sui minimi in oltre 5 mesi sul dollaro scia ai segnali di un possibile rialzo dei tassi di interesse nel breve termine negli Stati Uniti: l'indice Nikkei ha messo a segno un rialzo dello 0,89% a quota 17.967,78, con un guadagno di 104 punti. La valuta nipponica supera quota 110 sul biglietto verde e 117 con l'euro. Chiusura di settimana in rialzo per Hong Kong, dove l'indice Hang Seng è salito a 22.362,27 punti a +0,45%. In ribasso invece di mezzo punto percentuale sia Shanghai che Shenzhen.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio accentua il calo sotto il peso del superdollaro nonostante l'ottimismo sulla possibilità di un accordo Opec entro la fine del mese sulla produzione. Alla chiusura dei mercati europei il greggio tratta in calo a New York, dove le quotazioni del Wti perdono lo 0,6% a 45,2 dollari al barile e quelle del Brent lo 0,3% a 46,3 dollari. L'oro perde terreno scivola sotto 1.210 dollari l'oncia: a pesare il rialzo del dollaro dopo la vittoria di Donald Trump e le prospettive di un rialzo degli interessi.