Economia

Milano chiude a +0,2%. Vola Parmalat con l'Opa francese, banche deboli

Il titolo dell'industria del latte supera i 2,8 euro offerti da Lactalis. La Bce ha alzato a 8,8 miliardi l'esigenza di capitali freschi per il Monte dei Paschi, anche oggi sospesa dalle contrattazioni. Lo spread chiude sopra 160 punti base, petrolio a 55 dollari in attesa dell'efficacia dell'accordo Opec. Seduta senza particolari scossoni anche sulle piazze asiatiche

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MILANO - C'è ancora una puntata francese a scaldare Piazza Affari: dopo i blitz della Vivendi guidata da Vincent Bolloré su Telecom e Mediaset, o andando più indietro nel tempo le acquisizioni di Edison e Bulgari, Lactalis ha annunciato un'Opa totalitaria sul 12,26% del capitale non ancora posseduto di Parmalat a 2,8 euro per azione, finalizzata al delisting della controllata italiana. Il prezzo è a premio dell'8,5% sull'ultima chiusura di Borsa e il titolo si porta sopra la cifra offerta (segui): l'esborso totale sarà di oltre 600 milioni per l'adesione completa.

Milano chiude intanto in cauto rialzo, con il Ftse Mib in crescita dello 0,24%. A tenere banco ci sono sempre le vicende del Monte dei Paschi (sospesa dagli scambi sine die), per il quale la Bce ha fissato a 8,8 miliardi l'esigenza di capitale: il Mef è dovuto intervenire facendo sapere che il fondo da 20 miliardi ad hoc per il settore bancario sarà sufficiente per tutte le esigenze degli istituti del credito. Che intanto va in difficoltà in Borsa, con Bpm e Banco Popolare deboli anche per il recente taglio del rating da parte di Fitch. Occhi puntati poi su Mediaset, ancora sotto i riflettori per la scalata di Vivendi che si è portata vicino alla soglia d'Opa con quasi il 30% dei diritti di voto. Caute le altre Borse europee: Francoforte sale dello 0,19%, seguita a ruota da Parigi(+0,18%) mentre in Gran Bretagna i mercati restano chiusi per festività. In generale, i volumi sono sottili in occasione delle giornate di fine anno. Si conferma positiva dopo i primi scambi Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones segna un progresso dello 0,15% e torna a mettere nel mirino l'inedita quota di 20mila punti. Bene anche lo S&P500 (+0,3%) e il Nasdaq (+0,7%).

Per l'euro si registra una chiusura stabile sul dollaro sopra quota 1,04, in una giornata caratterizzata da scambi ridotti, anche per la chiusura del mercato britannico. La moneta unica passa di mano a 1,0459 dollari e a 122,97 yen. Lo spread tra i Btp decennali e i corrispettivi Bund tedeschi si allarga in chiusura di giornata poco sopra 160 punti base. Il rendimento dei titoli di Stato italiani è all'1,82%. I prezzi delle case nelle 20 maggiori città americane, misurati dall'indice Case-Shiller, in ottobre sono saliti del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento del 5,0%. Sempre negli Usa, la fiducia dei consumatori misurata dal Conference Board è salita in dicembre ai massimi dal 2001 a quota 113,7 punti contro attese per 109 punti; sale oltre le aspettative anche l'indice manifatturiero della Fed di Richmond.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso poco mossa. Il Nikkei, l'indice dei 225 titoli guida, ha registrato un +0,03% attestandosi a 19.403,06 punti. Da segnalare la giornata negativa di Toshiba, che potrebbe incorrere in maxi-svalutazioni legate al nucleare. Leggero rialzo anche alla Borsa di Shanghai, che a fine seduta segnava un rialzo dello 0,17%. Sul fronte macroeconomico, dal Giappone si registrano la crescita dell'indicatore di fiducia delle piccole imprese, che è salito a 48,8 a dicembre da 48,3 di novembre. Ancora in calo, però, i prezzi al consumo con un -0,4% annuo a novembre, mentre il tasso di disoccupazione al 3,1% è rimasto sui minimi da vent'anni.

Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni del Wti salgono dell'1,3% a 53,7 dollari al barile in attesa che l'accordo per il taglio della produzione tra Paesi Opec e non-Opec abbia effetto a partire da domenica. Il Brent tratta - alla chiusura dei mercati Ue - a un passo da 56 dollari e anche le quotazioni dell'oro sono in crescita: il metallo con consegna immediata sale dello 0,4% a 1138 dollari l'oncia.