Economia

L'Oreal si prende un pezzo di Valeant

La società ha annunciato l'acquisto di tre marchi per 1,3 miliardi di dollari

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ROMA - Finisce nelle mani della francese L'Oreal un pezzo della casa farmaceutica Valeant, da tempo in difficoltà finanziarie, zeppa di debiti e accusata più volte dai consumatori, dalle Autorità e anche da Hillary Clinton, che la mise sulla graticola in un video durante le elezioni, di aver aumentato senza giustificazione alcuna il prezzo dei farmaci.

L'Oreal, che oggi ha annunciato l'acquisto, ha messo sul piatto 1,3 miliardi di dollari per portarsi a casa tre marchi della società canadese, CeraVe, Acnefree e Ambi, tutti legati alla cura della pelle e che, messi insieme, fatturano  di circa 168 milioni di dollari. "Questi tre marchi costruiti insieme a professionisti della salute e ampiamente distribuiti negli Usa - ha spiegato Frédéric Rozé, amministratore delegato di L'Oréal Usa, annunciando l'acquisizione - raddoppieranno o quasi, il fatturato della nostra divisione cosmetica negli Stati Uniti e aiuteranno a soddisfare la crescente domanda di prodotti per la cura della pelle a prezzi accessibili". E subito il prezzo delle azioni Veramont sono schizzate al rialzo.

Ed è sul marchio CeraVe che forse punta di più l'Oreal, un brand molto diffuso negli Usa e con una crescita che negli ultimi due anni ha toccato il 20%. Una mossa con cui l'Oreal amplia così la sua divisione cosmetici, che già conta prodotti come La Roche-Posay, Vichy e Skin Ceuticals. Per la canadese Valeant la cessione fa invece parte di quella strategia che dovrebbe portare alla discesa di un debito che sfiora i 30 miliardi di dollari, accumulato dopo una serie di acquisizioni aggressive e grazie a un aumento ingiustificato dei prezzi dei farmaci.

I suoi guai sono iniziati nell'agosto del 2015 quando la società ha dovuto affrontare una serie di accuse, tra cui la manipolazione dei conti, che l'ha portata sotto i riflettori della Sec, la Consob americana per società e Borsa, e di due agenzie governative statali. Le azioni, quotate a Wall Street sono scese a picco dai massimi del 2015, perdendo fino al 94%,  tanto che l'Economist scrisse mesi fa che negli Stati Uniti non si vedeva un disatro simile dal fallimento della Lehman Brothers nel 2008. Ma l'ultima parola ora spetta alle Authority.