MILANO - Via libera dall'assemblea di Unicredit al maxi aumento di capitale da 13 miliardi. Ha votato a favore il 99,63% del capitale presente, contrario lo 0,19%, astenuto lo 0,18%. Ha partecipato al voto il 52,07% del capitale dell'istituto. I soci hanno approvato a larghissima maggioranza anche il raggruppamento delle azioni della banca nel rapporto una a dieci.
Alla conta dei soci non è apparsa nessuna variazioni di rilievo tra gli azionisti: Capital Research ha il 6,7%, Aabar poco più del 5% e Blackrock il 4,8%. La riunione avviene nell'ultimo giorno in cui i sindacati sono seduti al tavolo per trattare i 3.900 esuberi aggiuntivi.
Durante l'assemblea, il vicepresidente Luca Cordero di Montezemolo ha spiegato che il fondo di Abu Dhabi Aabar non ha ancora sciolto le riserve: "C'è stato un incontro molto positivo con l'amministratore delegato ma non è stata presa ancora alcuna decisione".
Confermati i vertici: come amministratore delegato rimane Jean Pierre Mustier con il 99,51% del capitale presente a favore (il 51,74% del capitale della banca), contrario lo 0,31% (tra cui alcuni fondi rappresentati da Dario Trevisan), astenuto lo 0,18%. Maggioranze larghissime, ma inferiori, anche per la conferma degli altri due consiglieri cooptati negli ultimi mesi: Sergio Balbinot ha ottenuto il 94,8% di sì (contrario lo 0,56%, astenuto il 4,64%) e Martha Dagmar Boeckenfeld il 95,37% (astenutro il 4,62%). Una quota importante delle astensioni su Balbinot e Boeckenfeld è dovuta alla fondazione Cariverona.
"Io voterò a favore della conferma dell'ingegner Mustier. Lo farò in modo convinto avendo avuto l'opportunità di interfaccaiarmi con lui anche personalmente e per la ottima impressione dell'approccio avviato nel cosiddetto cambio di direzione della gestione della banca", aveva annunciato prima del voto il presidente della Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco. Al terzo punto dell'ordine del giorno figura la conferma dei consiglieri cooptati dopo la precedente assemblea: oltre all'ad Jean Pierre Mustier sono Sergio Balbinot e Martha Dagmar Boeckenfeld." Se però da Cariverona arriva un sì a Mustier, diverso è il voto sugli altri due nomi: mi asterrò sul voto ai due consiglieri - ha spiegato Mazzucco - assolutamente non per motivi personali, anzi il loro curriculum va benissimo, ma votare sì sarebbe in netta contraddizione con l'auspicio che ho formulato stamattina, vale a dire che il cda rifletta al proprio interno su un atto di totale discontinuità".
Il futuro del gruppo è stato poi spiegato ai soci dal presidente Giuseppe Vita. La trasformazione cui sarà sottoposta Unicredit con il nuovo piano strategico "non cambierà la sua natura internazionale e continuerà a essere una banca di dimensioni paneuropee", ha spiegato Vita aprendo i lavori dell'assemblea, chiamata a votare l'aumento di capitale da 13 miliardi di euro. "La possibilità di un aumento - spiega Vita - è stata vagliata con molta attenzione ed è subordinata a tutte le altre azioni già portate avanti ma all'unanimità abbiamo deciso di contare sulle nostre forze per superare questa fase di cambiamento". Il presidente ha quindi ricordato come "si è intervenuto in modo coraggioso passando per una forte discontinuità" attraverso la nomina di Jean Pierre Mustier come amministratore delegato al posto di Federico Ghizzoni che Vita ha comune ringraziato per la sua "dedizione e impegno".
"Chiediamo uno sforzo importantissimo". ha detto Vita, parlando dell'aumento di capitale da 13 miliardi all'ordine del giorno dell'assise dei soci. "L'industria bancaria in Italia e in Europa si trova in un momento delicatissimo. Un cambiamento dal quale Unicredit non può restare esclusa, a meno di non voler soccombere in un mercato dove la concorrenza è sempre più aggressiva e i vincoli sempre più stretti". Il presidente ha ricordato "la discontinuità" praticata con il cambio del vertice della banca, "la scelta di Jean Pierre Mustier, è stata un gradito ritorno". Un aumento di capitale sostenuto da un business plan ben accolto dal mercato "come dimostra l'andamento del titolo, che il giorno della presentazione, il 13 dicembre, ha messo a segno un più che incoraggiante 16% di incremento, e da quel giorno è cresciuto del 10,3%", ha sottolineato Vita.
L'aumento di capitale in opzione costituisce uno dei pilastri del piano strategico 2016-2019 approvato dal consiglio di amministrazione di Unicredit il 12 dicembre scorso. "L'aumento di capitale in opzione, unitamente al Piano", ha detto l'amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, illustrando la proposta, "è volto a rafforzare la struttura patrimoniale del Gruppo incrementandone i coefficienti patrimoniali in modo da posizionarli in linea con le migliori Global systematically imporant financial institution 'G-Sifi', la cui media a livello europeo è pari al 13,1%, al 30 settembre 2016, in termini di Common Equity Tier 1 ratio (fully loaded)".
In particolare, ha proseguito Mustier, "l'aumento di capitale in opzione è strettamente connesso al raggiungimento degli obiettivi del piano in quanto mira a consentire a Unicredit di sostenere gli impatti negativi di alcune azioni previste nel piano strategico e di incrementare i coefficienti patrimoniali, e in particolare: di far fronte a una proattiva riduzione del rischio dell'attivo patrimoniale, in particolare connesso al portafoglio crediti italiano (comprensivo di attività di erogazione risalente agli anni precedenti la finanziaria), attraverso la contabilizzazione di rettifiche nette su crediti derivanti dal cambio di approccio circa la nuova strategia di gestione dei crediti deteriorati e dall'attesa cessione di un portafoglio di crediti deteriorati attraverso una operazione di cartolarizzazione, stimate in 8,1 miliardi di euro; di assorbire la contabilizzazione di costi di integrazione per un importo complessivo pari a circa 1,7 miliardi al netto degli effetti fiscali, finalizzati a finanziare l'uscita dal Gruppo di circa 6.500 dipendenti attraverso una combinazione di piani di pre-pensionamento e di uscite incentivate; di fronteggiare alcune ulteriori svalutazioni su poste dell'attivo patrimoniale per un importo complessivo stimato pari a 1,4 miliardi". Inoltre, ha aggiunto Mustier, ad esito dell'aumento di capitale in opzione, la società si attende un impatto positivo sul valore di mercato delle azioni, valore allo stato presumibilmente soggetto ad una pressione negativa a causa, tra l'altro, della percepita sottocapitalizzazione del Gruppo da parte del mercato.
Il raggruppamento dei titoli Unicredit nel rapporto di uno ogni dieci, che dovrà essere approvato dall'assemblea odierna, è "da effettuarsi al più presto, anche prima dell'operazione di aumento di capitale, e prevedibilmente entro il 23 gennaio 2017". Se così sarà, naturalmente "il cda ne terrà conto nella determinazione delle condizioni dell'operazione". Se questo non sarà possibile, ha aggiunto, "il raggruppamento potrà essere conseguito anche dopo l'operazione di aumento di capitale, ma comunque non oltre il 31 luglio 2017".
Alla conta dei soci non è apparsa nessuna variazioni di rilievo tra gli azionisti: Capital Research ha il 6,7%, Aabar poco più del 5% e Blackrock il 4,8%. La riunione avviene nell'ultimo giorno in cui i sindacati sono seduti al tavolo per trattare i 3.900 esuberi aggiuntivi.
Durante l'assemblea, il vicepresidente Luca Cordero di Montezemolo ha spiegato che il fondo di Abu Dhabi Aabar non ha ancora sciolto le riserve: "C'è stato un incontro molto positivo con l'amministratore delegato ma non è stata presa ancora alcuna decisione".
Confermati i vertici: come amministratore delegato rimane Jean Pierre Mustier con il 99,51% del capitale presente a favore (il 51,74% del capitale della banca), contrario lo 0,31% (tra cui alcuni fondi rappresentati da Dario Trevisan), astenuto lo 0,18%. Maggioranze larghissime, ma inferiori, anche per la conferma degli altri due consiglieri cooptati negli ultimi mesi: Sergio Balbinot ha ottenuto il 94,8% di sì (contrario lo 0,56%, astenuto il 4,64%) e Martha Dagmar Boeckenfeld il 95,37% (astenutro il 4,62%). Una quota importante delle astensioni su Balbinot e Boeckenfeld è dovuta alla fondazione Cariverona.
"Io voterò a favore della conferma dell'ingegner Mustier. Lo farò in modo convinto avendo avuto l'opportunità di interfaccaiarmi con lui anche personalmente e per la ottima impressione dell'approccio avviato nel cosiddetto cambio di direzione della gestione della banca", aveva annunciato prima del voto il presidente della Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco. Al terzo punto dell'ordine del giorno figura la conferma dei consiglieri cooptati dopo la precedente assemblea: oltre all'ad Jean Pierre Mustier sono Sergio Balbinot e Martha Dagmar Boeckenfeld." Se però da Cariverona arriva un sì a Mustier, diverso è il voto sugli altri due nomi: mi asterrò sul voto ai due consiglieri - ha spiegato Mazzucco - assolutamente non per motivi personali, anzi il loro curriculum va benissimo, ma votare sì sarebbe in netta contraddizione con l'auspicio che ho formulato stamattina, vale a dire che il cda rifletta al proprio interno su un atto di totale discontinuità".
Il futuro del gruppo è stato poi spiegato ai soci dal presidente Giuseppe Vita. La trasformazione cui sarà sottoposta Unicredit con il nuovo piano strategico "non cambierà la sua natura internazionale e continuerà a essere una banca di dimensioni paneuropee", ha spiegato Vita aprendo i lavori dell'assemblea, chiamata a votare l'aumento di capitale da 13 miliardi di euro. "La possibilità di un aumento - spiega Vita - è stata vagliata con molta attenzione ed è subordinata a tutte le altre azioni già portate avanti ma all'unanimità abbiamo deciso di contare sulle nostre forze per superare questa fase di cambiamento". Il presidente ha quindi ricordato come "si è intervenuto in modo coraggioso passando per una forte discontinuità" attraverso la nomina di Jean Pierre Mustier come amministratore delegato al posto di Federico Ghizzoni che Vita ha comune ringraziato per la sua "dedizione e impegno".
"Chiediamo uno sforzo importantissimo". ha detto Vita, parlando dell'aumento di capitale da 13 miliardi all'ordine del giorno dell'assise dei soci. "L'industria bancaria in Italia e in Europa si trova in un momento delicatissimo. Un cambiamento dal quale Unicredit non può restare esclusa, a meno di non voler soccombere in un mercato dove la concorrenza è sempre più aggressiva e i vincoli sempre più stretti". Il presidente ha ricordato "la discontinuità" praticata con il cambio del vertice della banca, "la scelta di Jean Pierre Mustier, è stata un gradito ritorno". Un aumento di capitale sostenuto da un business plan ben accolto dal mercato "come dimostra l'andamento del titolo, che il giorno della presentazione, il 13 dicembre, ha messo a segno un più che incoraggiante 16% di incremento, e da quel giorno è cresciuto del 10,3%", ha sottolineato Vita.
L'aumento di capitale in opzione costituisce uno dei pilastri del piano strategico 2016-2019 approvato dal consiglio di amministrazione di Unicredit il 12 dicembre scorso. "L'aumento di capitale in opzione, unitamente al Piano", ha detto l'amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, illustrando la proposta, "è volto a rafforzare la struttura patrimoniale del Gruppo incrementandone i coefficienti patrimoniali in modo da posizionarli in linea con le migliori Global systematically imporant financial institution 'G-Sifi', la cui media a livello europeo è pari al 13,1%, al 30 settembre 2016, in termini di Common Equity Tier 1 ratio (fully loaded)".
In particolare, ha proseguito Mustier, "l'aumento di capitale in opzione è strettamente connesso al raggiungimento degli obiettivi del piano in quanto mira a consentire a Unicredit di sostenere gli impatti negativi di alcune azioni previste nel piano strategico e di incrementare i coefficienti patrimoniali, e in particolare: di far fronte a una proattiva riduzione del rischio dell'attivo patrimoniale, in particolare connesso al portafoglio crediti italiano (comprensivo di attività di erogazione risalente agli anni precedenti la finanziaria), attraverso la contabilizzazione di rettifiche nette su crediti derivanti dal cambio di approccio circa la nuova strategia di gestione dei crediti deteriorati e dall'attesa cessione di un portafoglio di crediti deteriorati attraverso una operazione di cartolarizzazione, stimate in 8,1 miliardi di euro; di assorbire la contabilizzazione di costi di integrazione per un importo complessivo pari a circa 1,7 miliardi al netto degli effetti fiscali, finalizzati a finanziare l'uscita dal Gruppo di circa 6.500 dipendenti attraverso una combinazione di piani di pre-pensionamento e di uscite incentivate; di fronteggiare alcune ulteriori svalutazioni su poste dell'attivo patrimoniale per un importo complessivo stimato pari a 1,4 miliardi". Inoltre, ha aggiunto Mustier, ad esito dell'aumento di capitale in opzione, la società si attende un impatto positivo sul valore di mercato delle azioni, valore allo stato presumibilmente soggetto ad una pressione negativa a causa, tra l'altro, della percepita sottocapitalizzazione del Gruppo da parte del mercato.
Il raggruppamento dei titoli Unicredit nel rapporto di uno ogni dieci, che dovrà essere approvato dall'assemblea odierna, è "da effettuarsi al più presto, anche prima dell'operazione di aumento di capitale, e prevedibilmente entro il 23 gennaio 2017". Se così sarà, naturalmente "il cda ne terrà conto nella determinazione delle condizioni dell'operazione". Se questo non sarà possibile, ha aggiunto, "il raggruppamento potrà essere conseguito anche dopo l'operazione di aumento di capitale, ma comunque non oltre il 31 luglio 2017".