Le trimestrali spingono i mercati. Ottimismo con Trump, Dow Jones record sopra quota 20mila
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDI
I record di Wall Street hanno riportato fiducia sui mercati globali, mentre il nuovo presidente Usa continua la marcia protezionista. La vicenda Generali scalda Piazza Affari, che sale dello 0,4%. Il Giappone torna in surplus commerciale dopo cinque anni: Tokyo guadagna l'1,4%. Takata, la società degli airbag difettosi, smentisce la bancarotta e rimbalza del 18%
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MILANO - I nuovi record di Wall Street riportano una ventata rialzista sui mercati azionari, mentre la presidenza Trump negli Usa muove i primi passi in nome del protezionismo e delle barriere (sia commerciali che fisiche) verso i Paesi vicini. A spingere le quotazioni, segnala Bloomberg, arrivano i dati positivi contenuti nei conti economici trimestrali che vengono pubblicati in questi giorni.
Anche la timida ripresa domanda globale, dal fronte macroeconomico, sta dando un supporto agli acquisti come dimostrato oggi dai dati sulle esportazioni giapponesi. Sullo sfondo si muove il nuovo inquilino della Casa Bianca, la cui elezione aveva scatenato nella fase finale del 2016 un inatteso rally, giustificato dalle promesse di spesa pubblica e sostegno alla crescita. Annunci della campagna elettorale che negli ultimi tempi sono stati messi in discussione nelle trading room, dove gli operatori avevano iniziato a chiedersi se l'euforia fosse effettivamente giustificata. Dopo alcuni gior…
MILANO - I nuovi record di Wall Street riportano una ventata rialzista sui mercati azionari, mentre la presidenza Trump negli Usa muove i primi passi in nome del protezionismo e delle barriere (sia commerciali che fisiche) verso i Paesi vicini. A spingere le quotazioni, segnala Bloomberg, arrivano i dati positivi contenuti nei conti economici trimestrali che vengono pubblicati in questi giorni.
Anche la timida ripresa domanda globale, dal fronte macroeconomico, sta dando un supporto agli acquisti come dimostrato oggi dai dati sulle esportazioni giapponesi. Sullo sfondo si muove il nuovo inquilino della Casa Bianca, la cui elezione aveva scatenato nella fase finale del 2016 un inatteso rally, giustificato dalle promesse di spesa pubblica e sostegno alla crescita. Annunci della campagna elettorale che negli ultimi tempi sono stati messi in discussione nelle trading room, dove gli operatori avevano iniziato a chiedersi se l'euforia fosse effettivamente giustificata. Dopo alcuni giorni di incertezza, pare che nelle ultime ore la benzina sia tornata nel motore dei mercati.
Dopo aver aggiornato i picchi di S&P500 e Nasdaq nella serata di ieri, oggi è il Dow Jones a rendersi protagonista sulla Borsa americana: ha superato per la prima volta nella storia quota 20mila punti, aprendo a 20.061 punti, per poi chiudere 20.068,51 punti, segnando un +0,78%. Il Nasdaq è salito dello 0,99% a 5.656,34 punti e l'indice S&P500 dello 0,80% a 2.298,37 punti.
La cavalcata del Dow Jones da un anno a questa parte: l'elezione di Trump ha scatenato un rally che nessun operatore si aspettava
A Piazza Affari continua a tenere banco l'aggregazione tra Intesa Sanpaolo e le Generali: un progetto confermato nella serata di ieri dalla banca dell'asse Torino-Milano, che ha allo studio operazioni strategiche per "possibili combinazioni industriali". Intenzioni che saranno oggi al vaglio del cda del Leone e anche della Consob, che ha convocato i vertici dei due gruppi (insieme a quelli di Mediobanca) per vederci chiaro sulla vicenda. Milano chiude con un timido rialzo: +0,42%. Più marcato il guadagno delle altre Borse Ue: Francoforte aggiunge il 2%, Parigi l'1,16%, mentre Londra segna +0,32%.
Lo spread tra Btp e Bund sale leggermente verso 165 punti base, con un rendimento dei decennali italiani al 2,1%. Euro stabile sul dollaro: scambia a 1,073 dollari (aveva chiuso a 1,0734 ieri sera a Wall Street). Nei confronti della valuta giapponese, l'euro è a 122,2 yen. Dall'agenda macro, l'Italia incassa il buon andamento di fatturato e ordinativi dell'industria, mentre il saldo del commercio extra Ue per il 2016 sfiora i 40 miliardi. In Francia cala il clima di fiducia delle imprese a gennaio: l'indice segna 104 punti dai 105 segnalati a dicembre. Cala in Germania l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche, a gennaio al livello più basso dallo scorso settembre: 109,8 punti da 111 di dicembre e contro attese stabili. Le richieste settimanali (al 20 gennaio) di mutui negli Usa sono aumentate del 4% con l'indice misurato dalla mortgage bankers association salito a 397,4 punti dai 382,2 della settimana scorsa.
In mattinata, in Asia gli indici si sono riallineati al rialzo generalizzato dei listini. La Borsa di Toyo ha segnato un balzo dell'1,43% a 19.057,5 punti: la netta ripresa è staa incoraggiata dai positivi dati commerciali: il Giappone è tornato a un avanzo commerciale dopo cinque anni di deficit anche se export ed import sono risultati in calo su base annuale. Le esportazioni, comunque, sono tornate a crescere in valore per la prima volta da 15 mesi, a dicembre. In rialzo, in particolare, i titoli dei settori acciaio e costruzioni, su cui l'interesse degli investitori è ravvisato dai piani di sviluppo infrastrutturale della nuova amministrazione usa. E' balzato al limite massimo giornaliero il titolo di takata (reduce da un -59% nelle ultime sette sessioni), dopo che la società ha negato di dover esser costretta a chiedere l'amministrazione controllata. Anche le Borse cinesi hanno girato in rialzo sul finale: l'indice Composite di Shanghai è salito dello 0,22%, a 3.149,55 punti, mentre quello di Shenzhen ha segnato +0,40%, a quota 1.904,04. Lo yuan si è indebolito sul dollaro dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità centrale a 6,8596, in rialzo di 265 punti base.
Tra le materie prime, il prezzo del petrolio tratta in calo a New York scambiato a 52,71 dollari al barile (-0,88%). Oro in calo per il secondo giorno consecutivo dopo che a New York l'indice generale S&P di Borsa ha segnato un nuovo record, indicando un appetito per il rischio da parte degli investitori. Il metallo prezioso con consegna immediata perde lo 0,3% a 1.204,95 dollari l'oncia.