Pensioni, Poletti risponde a Boeri: "I nostri interventi sono sostenibili"
Il ministro del Lavoro in audizione risponde alle critiche del presidente dell'Inps, che aveva sollevato il problema di aggravare la situazione per le generazioni future. "L'Ape potrà partire ai primi di maggio"
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MILANO - E' sostenibile il sistema pensionistico italiano per l'enorme debito pubblico del Paese, superiore al 130% del Pil? A questa domanda ha risposto in Senato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parlando in particolare degli interventi previdenziali - che riguardano in primo luogo l'Ape - introdotti con l'ultima legge di Bilancio. Il tema è stato sollevato criticamente da Tito Boeri, il presidente dell'Inps, che nei giorni scorsi ha lanciato l'allarme debito sul sistema previdenziale italiano.
Poletti ha sottolineato i "criteri di equità e sostenibilità" nelle scelte del governo, spiegando che sono stati adottati "meccanismi di flessibilità che non gravano sul bilancio pubblico, che invece sarebbe peggiorato seguendo altre proposte ventilate in questi mesi". Quanto alla mina sganciata sui conti pubblici, "i nostri interventi sono pienamente sostenibili: non danno problemi né per il sistema previdenziale né per il bilancio dello Stato". Per altro, ha aggiunto Poletti, "gli interventi sono stati sistematicamente esaminati dall'Inps" prima di esser adottati. Il titolare del Welfare ha spiegato che anche la relazione con l'Europa su questi aspetti non dà adito ai problemi.
Il debito implicito "non è un indicatore di sostenibilità del bilancio pubblico" e quindi "siamo di fronte a un fenomeno che non ha alcuna incidenza significativa rispetto alla spesa e al bilancio dello Stato e non propone problemi in questo senso", ha argomentato ancora Poletti in merito alle preoccupazioni del presidente Inps. "Boeri ha sollevato il tema del debito pensionistico implicito - ha spiegato poletti - ma avendo l'Inps emanato una comunicazione che qualifica e definisce il debito implicito, io credo si possa assumere il dato che il debito pensionistico implicito non è un indicatore sostenibilità del bilancio pubblico e non può essere usato come tale".
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Sollecitato dalla domanda dei senatori, Poletti ha affrontato il tema della governance dell'Inps che Boeri ha profondamente rivisto andando in rotta di collisione con l'ex direttore generale Cioffi, che si è dimesso. "Abbiamo lavorato nel ruolo di ministero vigilante dell'Inps, guardando con attenzione al pieno rispetto dello statuto e delle leggi che regolano la relazione" tra lo stesso dicastero e l'Istituto. "Per quanto riguarda ulteriori elementi, ci siamo messi in una logica di indirizzo e di collaborazione con l'istituto. Abbiamo richiesto e ottenuto la modifica di una serie di determine del presidente, quando - nel rispetto della nostra funzione - non corrispondevano a quanto previsto dalla norma".
Sull'anticipo pensionistico Poletti si è detto fiducioso di riuscire a chiudere i decreti per disciplinare l'Ape e i provvedimenti annessi per partire con la sua applicazione da maggio.